Hamas non avrà nessun ruolo nella guida di Gaza dopo la guerra e dovrà deporre le armi: “Siamo pronti a governare e a lavorare con il presidente Donald Trump, la Francia, l’Arabia Saudita e l’Onu a un piano di pace”. In videocollegamento all’Assemblea generale dell’Onu – dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato il visto – il leader dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen condanna il “genocidio” di Israele e ringrazia tutti i Paesi che hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Mentre Benyamin Netanyahu, arrivato a New York per il suo intervento al Palazzo di Vetro, non arretra sulla sua linea: lo Stato della Palestina non ci sarà mai e chi lo riconosce fa solo un favore ad Hamas. Abu Mazen condanna il 7 ottobre e chiede la pace, e la fine del genocidio. Ma condanna pure la violenza dei coloni.
Intanto Trump afferma di essere convinto che un accordo è vicino, lasciando trapelare un certo ottimismo in vista dell’incontro con Netanyahu alla Casa Bianca di lunedì. Ma sull’annessione della Cisgiordania (il West Bank) annunciata da Israele dice no: “Non la consentirò”.
07:11 – Tajani: riconoscimento Stato Palestina a condizioni chiare
Il riconoscimento dello Stato di Palestina? “Siamo pronti a farlo anche domani, ma le condizioni sono chiare: lo faremmo dopo che Hamas uscirà da Gaza e sarà uscita dalla guida politica della Palestina. E lo faremo dopo la liberazione di tutti gli ostaggi. Farlo prima sarebbe un riconoscimento del loro potere e un indebolimento dell’Autorità palestinese”. Così il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. “Francia, Gran Bretagna e altri hanno riconosciuto la Palestina: è forse cambiato qualcosa nell’atteggiamento di Israele? Non mi pare proprio. Noi abbiamo detto chiaramente che è in atto una carneficina, che condanniamo la politica di Israele su Gaza, ma diciamo anche che Hamas deve essere sconfitta, che deve rilasciare gli ostaggi e non farsi scudo con la popolazione civile, mandandola al massacro. E poi dobbiamo avviare un nuovo ciclo politico e diplomatico per realizzare l’obiettivo dei 2 Stati”, ha aggiunto.
07:10 – Milei incontra Netanyahu a New York, focus sugli ostaggi a Gaza
Il presidente argentino Javier Milei ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamín Netanyahu a margine della 80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo rende noto la Casa Rosada in un comunicato diffuso ai media sottolineando che al centro del colloquio c’è stata la situazione degli ostaggi trattenuti a Gaza da quasi due anni. Milei ha ribadito il “fermo impegno” a collaborare per la loro liberazione e la disponibilità a lavorare con Israele in tutte le sedi necessarie. Secondo il capo di Stato argentino, l’incontro ha permesso anche di “scambiare visioni sulla cooperazione scientifica e tecnologica” e di riaffermare la volontà comune di “rafforzare i legami di amicizia e collaborazione tra Argentina e Israele”. Dopo il vertice, Milei ha ricevuto un premio dall’organizzazione B’nai B’rith e si è incontrato con il presidente del Congresso mondiale ebraico, Donald S. Lauder, e con il direttore del Consiglio ebraico latinoamericano, Claudio Epelman, prima di rientrare a Buenos Aires.
00:11 – Un alto funzionario di Hamas: “Il 7 ottobre momento d’oro”
Un alto funzionario di Hamas, Ghazi Hamad, ha affermato alla Cnn che, nonostante le decine di migliaia di morti a Gaza, il pogrom del 7 ottobre 2023 ha dato vita a un “momento d’oro” per la causa palestinese. Due settimane dopo essere sopravvissuto a un attacco aereo israeliano su Doha, Hamad, direttamente dalla capitale qatariota ha sottolineato la crescente condanna internazionale dell’offensiva israeliana a Gaza e l’ondata di Paesi che hanno riconosciuto lo stato palestinese, dopo i fatti di due anni fa. “Sapete qual è il vantaggio del 7 ottobre adesso? Basta guardare l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di ieri con le condanno rivolte a Israele. Abbiamo aspettato questo momento per 77 anni”, ha detto Hamad senza scusarsi per le conseguenze che stanno subendo i civili palestinesi di Gaza. Le sue parole sono arrivate lo stesso giorno in cui il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen ha condannato l’attacco del 7 ottobre in un discorso alle Nazioni Unite – affermando che Hamas non avrebbe avuto alcun ruolo da svolgere in uno stato palestinese. “Penso che questo sia un momento d’oro per il mondo per cambiare la storia”, ha aggiunto.
