Il governo prepara il quarto decreto carburanti: verso la proroga del taglio delle accise su benzina e diesel. Misure anche per autotrasporto e Tpl, mentre Roma tratta con Bruxelles su nuove margini di flessibilità
Nel Consiglio dei ministri convocato per venerdì alle 19 «saranno adottate misure certamente su autotrasporto e trasporto pubblico locale», mentre per prorogare lo sconto sulle accise «si sta lavorando alle coperture», un’operazione «mai semplice senza deroghe al Patto di stabilità». Con queste parole, pronunciate a margine del G7 Finance, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha delineato i contenuti del quarto decreto carburanti che il governo punta ad approvare venerdì 22 maggio.
Durante la seconda giornata del vertice di Parigi, conclusa con la dichiarazione dei ministri delle Finanze del G7 sulla necessità di «un rapido ritorno al libero e sicuro transito nello Stretto di Hormuz» e di «una soluzione duratura al conflitto», il ministro dell’Economia ha inoltre proseguito il confronto con Bruxelles per ottenere margini di flessibilità sulle regole fiscali europee.
I segnali da Bruxelles
L’obiettivo, però, non riguarda direttamente il decreto di venerdì, che dovrà essere finanziato ancora una volta con risorse nazionali, attualmente al centro del lavoro della Ragioneria generale dello Stato. La richiesta italiana guarda piuttosto alle prossime mosse, quando sarà necessario mettere in campo interventi più consistenti per attenuare gli effetti della crisi in Medio Oriente su energia, imprese e famiglie.
Anche perché la prospettiva di una soluzione stabile del conflitto, evocata dal G7, appare ancora lontana. Da Bruxelles intanto arrivano segnali di cauta apertura. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha spiegato che la Commissione «continua a monitorare attentamente la situazione» e sta valutando «quale tipo di risposta sia necessaria», aggiungendo che l’esecutivo Ue sta esaminando anche la richiesta avanzata dall’Italia.
Come funziona la proroga del taglio alle accise
Nel decreto atteso venerdì dovrebbe trovare spazio innanzitutto una nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti. Dopo la revisione di fine aprile, lo sconto vale attualmente 6,1 centesimi al litro sulla benzina e 24,4 centesimi sul gasolio, Iva inclusa. L’orientamento del governo sarebbe quello di estendere le misure fino all’8 o 9 giugno, in attesa di poter utilizzare l’extragettito Iva di maggio per un ulteriore intervento sulle cosiddette accise mobili. La proroga costerebbe circa 260 milioni di euro e dovrebbe rientrare in un provvedimento complessivo da almeno 400 milioni, che includerà anche misure a favore del trasporto pubblico locale e dell’autotrasporto.
Il rifinanziamento del trasporto pubblico locale
Per il trasporto pubblico locale si valuta invece un rifinanziamento del fondo nazionale, che oggi vale 5,27 miliardi ma che, secondo le stime di Asstra, necessiterebbe di ulteriori 800 milioni per compensare gli effetti dell’inflazione. Il decreto potrebbe coprire soltanto una parte di questo fabbisogno, anche perché l’esecutivo punta contemporaneamente a scongiurare lo sciopero degli autotrasportatori annunciato per la prossima settimana. Sul fronte dei camionisti, l’ipotesi principale è la proroga del credito d’imposta introdotto a marzo per tre mesi con una dotazione da 100 milioni di euro. Tuttavia il quadro resta legato alle coperture finanziarie che la Ragioneria riuscirà a individuare nelle prossime ore.
Il contenimento dell’inflazione
Secondo il Codacons, il taglio delle accise ha avuto un ruolo decisivo nel contenere l’inflazione italiana, evitando che il Paese registrasse i livelli più alti d’Europa. L’associazione, commentando i dati Eurostat, sottolinea che ad aprile l’inflazione italiana si è fermata al 2,8%, sotto sia alla media dell’Eurozona (+3%) sia a quella dell’Unione Europea (+3,2%). Per il Codacons, il contenimento dei prezzi è stato favorito soprattutto dalla riduzione delle accise sui carburanti introdotta il 18 marzo e dalle misure dedicate all’autotrasporto, che hanno limitato gli effetti del caro-gasolio sui beni trasportati, a partire dagli alimentari. L’associazione chiede quindi al governo di reperire le risorse necessarie per prorogare gli sconti fiscali almeno fino alla fine dell’emergenza in Medio Oriente e al ritorno delle quotazioni petrolifere ai livelli precedenti al conflitto.
