Sono le novità in arrivo con il decreto Pnrr per garantire il conseguimento degli obiettivi, entro la scadenza del 2026, del Piano così come rimodulato nell’ultima revisione di novembre scorso
Due «misure di semplificazione» in arrivo. Da un lato, la nuova tessera elettorale in formato digitale; dall’altro la carta d’identità semplificata per gli over 70: entrambe sono inserite nella bozza del decreto legge Pnrr, che arriverà in Consiglio dei ministri nelle prossime settimane.
>In particolare, sono inserite all’articolo 6, cioè quello sulle «misure di semplificazione in favore dei cittadini e dei consumatori», che appare nella seconda parte del decreto, che contiene le «disposizioni di accelerazione degli investimenti e di snellimento delle procedure per il conseguimento degli obiettivi del Pnrr».
La tessera elettorale digitale
La modifica sulla tessera elettorale va ad aggiungere contenuti all’articolo 13 della legge 30 aprile 1999, n. 120, che ha appunto introdotto il documento di legittimazione all’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani.
Il decreto introduce, mediante l’inserimento del nuovo articolo 13-bis, una ulteriore modalità di rilascio della tessera elettorale personale, accanto a quella tradizionalmente effettuata dal Comune. In particolare, viene previsto che l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) renda disponibile la tessera elettorale ai cittadini iscritti, consentendone il rilascio in formato digitale sulla base dei dati anagrafici integrati.
Le caratteristiche tecniche, le modalità di utilizzo e l’eventuale confluenza della tessera nel Sistema It-Wallet saranno definite con uno o più decreti del Ministro dell’interno, da adottare entro dodici mesi, di concerto con il Dipartimento per la trasformazione digitale, sentiti il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.
I decreti attuativi dovranno inoltre disciplinare l’uso della copia analogica, limitandone l’impiego al solo seggio di iscrizione dell’elettore, al fine di prevenire il rischio di doppio voto ed escludendo tale possibilità per le categorie ammesse a votare in un seggio diverso da quello di appartenenza. L’intervento è finanziato nell’ambito del PNRR e le attività tecniche sono affidate a Sogei S.p.A., nell’ambito del potenziamento dei servizi ANPR.
La carta rinnovata agli over 70 avrà una validità di 50 anni
Accanto alla digitalizzazione della tessera elettorale, il decreto introduce anche una riforma della disciplina della carta d’identità elettronica (Cie) per i cittadini ultrasettantenni, sempre contenuta nell’articolo 6 (commi 2, 3 e 4).
La norma prevede che la Cie rilasciata a soggetti di età pari o superiore a 70 anni abbia una validità di cinquanta anni – «determinando, pertanto, una validità sostanzialmente illimitata» – e sia utilizzabile anche ai fini dell’espatrio, ferma restando la facoltà dell’interessato di richiederne il rinnovo dopo dieci anni per esigenze legate al certificato di autenticazione.
Inoltre, le Cie già rilasciate a cittadini che avevano almeno 70 anni al momento del rilascio restano utilizzabili oltre la scadenza decennale, ma esclusivamente come documenti di riconoscimento sul territorio nazionale e nei rapporti con le amministrazioni pubbliche, senza validità per l’espatrio. Infine, i cittadini che abbiano già compiuto 70 anni alla data di entrata in vigore della legge di conversione possono richiedere, a partire dal 1° novembre 2026, il rinnovo anticipato della propria carta d’identità elettronica.
Gli obiettivi degli interventi
Secondo la relazione illustrativa, le misure rispondono all’esigenza di semplificare gli adempimenti per una fascia di popolazione esposta a disagi, riducendo nel contempo il carico di lavoro degli uffici comunali e favorendo una razionalizzazione delle risorse amministrative. In questa puntata di Start parliamo di una guida anti burocrazia per le adozioni internazionali realizzata dalla Farnesina, poi della nuova tessera elettorale digitale che dovrebbe arrivare con il decreto…
Nel loro insieme, le due misure si collocano in una strategia coerente di modernizzazione dei servizi pubblici, fondata sull’uso delle piattaforme nazionali, sull’integrazione delle banche dati e sulla riduzione degli accessi fisici agli sportelli.
