19 Gennaio 2026
Autostrada

La Commissione europea dovrebbe presentare martedì 16 dicembre il pacchetto sull’automotive con una possibile svolta significativa rispetto all’impianto originario del Green Deal

Dopo settimane di rinvii, pressioni incrociate e negoziati politici ad alta tensione, la Commissione europea dovrebbe presentare martedì 16 dicembre il pacchetto sull’automotive con una possibile svolta significativa rispetto all’impianto originario del Green Deal. Al centro del dossier c’è la revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ delle auto, con l’attesa che sia abbandonato l’obiettivo di riduzione del 100% al 2035 e si passi invece a un target del 90%, che di fatto riapre la porta al motore termico anche dopo quella data.
La proposta cambia l’impianto delle regole che, pur senza vietarlo formalmente, rendeva di fatto impossibile vendere auto a benzina e diesel dal 2035, perché i limiti di emissioni per le flotte erano compatibili solo con veicoli a zero emissioni. Il nuovo approccio dovrebbe puntare invece sulla neutralità tecnologica, sostenuta da Italia e Germania, lasciando ai costruttori la scelta delle soluzioni per ridurre la CO₂. “Tutte le tecnologie resteranno sul mercato”, ha anticipato il capogruppo del Ppe Manfred Weber nei giorni scorsi, spiegando che una riduzione del 90% delle emissioni resta comunque “molto ambiziosa” ma consente una transizione più sostenibile per l’industria.
La Commissione europea vorrebbe però introdurre «un meccanismo di incentivazione» sotto forma di ’supercredito’ per dare modo ai costruttori di veicoli di «sovrastimare il contributo» delle mini auto elettriche per il raggiungimento dell’obiettivo complessivo di emissioni di CO2 del proprio parco veicoli. La misura è pensata per «incentivare fortemente» i costruttori a produrre e commercializzare volumi più elevati di veicoli elettrici di piccole dimensioni.

A.N.D.E.
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