11 Dicembre 2025

Si tratta di un indicatore che evidenzia un basso reddito rispetto ad altri residenti nello stesso territorio

Il rischio di povertà colpisce particolarmente il Sud Italia. Non solo in relazione al resto del Paese, ma anche a tutta l’Unione europea. Lo testimoniano i nuovi dati Eurostat, aggiornati al 2024. Fra le cinque Regioni in cui il rischio è più alto, tre sono italiane. Si tratta di Calabria, Campania e Sicilia.

Cosa analizza l’Eurostat
Partiamo da come funziona l’analisi di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Prende in esame i 270 territori di livello Nuts2 – come appunto le Regioni in Italia, le comunità autonome in Spagna, le province belghe e olandesi, i Länder austriaci ma anche le regioni d’oltremare francesi (Dom) – e la percentuale dei loro residenti di essere a rischio di povertà.
Con rischio di povertà, l’Eurostat indica «il numero di persone con un reddito disponibile equivalente (dopo il trasferimento sociale) al di sotto della soglia di rischio di povertà, che è fissata al 60% del reddito disponibile equivalente mediano nazionale dopo i trasferimenti sociali». Si tratta quindi di un indicatore relativo, non assoluto, basato sulla ricchezza mediana (non media) dei territori.

Le prime posizioni
Testimonia, quindi, degli squilibri con il resto della popolazione. La Regione in cui il fenomeno è più forte è la Guyana francese (fra le Dom), situata sulla costa nord-orientale del Sudamerica. Lì, il 53,3% è a rischio povertà. Anche la seconda posizione è occupata da un territorio «esterno» al continente, cioè la Ciudad de Melilla, città autonoma spagnola sulla costa settentrionale del Marocco, nell’Africa del Nord.

I dati di Calabria, Campania e Sicilia
Poi, ci sono tre Regioni italiane. La prima è la Calabria, con il 37,2%. Seguono la Campania (35,5%) e la Sicilia (35,3%). Sono gli stessi territori, come gli altri del Sud, in cui anche la percentuale di famiglie in povertà assoluta – che per l’Istat sono quelle che non arrivano al valore monetario del paniere di beni e servizi considerati essenziali – è più alta rispetto al resto del Paese.

Il trend degli ultimi anni
Tornando al rischio di povertà, Eurostat dà la possibilità di vedere com’è cambiata la percentuale di persone a rischio povertà negli anni. Emerge che i dati del 2024 sono, per tutte e tre le Regioni, in calo rispetto all’anno prima. In Calabria dal 40,6% al 37,2%; in Campania dal 36,1% al 35,5% ; in Sicilia dal 38% al 35,3%.
Il dato siciliano, in particolare, è il più basso dal 2003. Il massimo era stato del 44,6% nel 2011. Diversa, invece, la situazione della Calabria, che dalla pandemia ha avuto un’impennata del rischio di povertà. Nel 2019, infatti, era del 30,9%.

I dati italiani: ci sono anche le eccellenze
Le percentuali, comunque, rimangono alte rispetto al resto d’Italia. Un Paese in cui ci sono anche degli esempi virtuosi rispetto a tutta l’Unione europea. Come quelli delle province autonome di Bolzano e Trento, rispettivamente al 5,9% e al 6,9% di rischio di povertà. A seguire, l’Emilia-Romagna (7,3%), la Valle d’Aosta (9,2%) e le Marche (9,6%).

A.N.D.E.
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.