Scaduto il termine per presentare le proposte di modifica. Saranno 414, poi, quelli «segnalati»
Di alcuni se ne parla da settimane, mentre altri sono emersi nelle ultime ore. Sono gli emendamenti al disegno di legge della manovra per il 2026. È scaduto alle 10 di venerdì 14 novembre il termine per presentare le proposte di modifica in commissione di Bilancio del Senato. Sono circa 5.500 in totale.
Che andranno scremati. Gli emendamenti prioritari – i «segnalati» – saranno in totale 414 (238 per la maggioranza) e andranno indicati entro martedì 18 novembre. Quel che è certo è che le modifiche andranno effettuate a saldi invariati, quindi senza variare il costo – di 18,7 miliardi di euro – della manovra.
Le ultime novità
Fra le ultime novità ci sono il dazio sui piccoli pacchi che non arrivano dall’Unione europea – sul quale, incassato il via libera dell’Ecofin, si lavora per l’anticipo già al 2026 – e l’ipotesi di una tassa sull’oro. L’idea è introdurre un’aliquota agevolata temporanea al 12,5% per la rivalutazione di monete, lingotti e placchette: un’adesione minima del 10% – come hanno simulato i tecnici – garantirebbe un gettito tra 1,67 e 2,08 miliardi di euro.
Meloni chiede cautela
Fratelli d’Italia ha presentato circa 500 emendamenti. La linea da seguire, però, è quella dettata dal ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti. Cioè, come ha ribadito la premier Giorgia Meloni a inizio settimana, di non cambiare il saldo della manovra. Una direzione che verrà ribadita anche a metà della prossima settimana con un nuovo incontro in maggioranza.
Per il suo partito l’attenzione è sulle famiglie e le imprese, ma anche sulla casa e sulla possibile stretta sulle compensazioni fiscali. D’accordo con gli altri partiti, e in particolare con lo stesso Giorgetti, c’è l’apertura del governo ai correttivi sull’iperammortamento per gli investimenti in macchinari e software.
La Lega vuole estendere la rottamazione
Dalla Lega sono arrivate circa 400 richieste. La proposta centrale è quella della rottamazione allargata, che includa anche i contribuenti con accertamenti in corso. «Qui – ha detto in merito il viceministro all’Economia Maurizio Leo – il problema delle coperture si fa ancora più intenso. Valutiamo tutto, ma tendendo come sempre la barra dritta sui conti».
Per il partito di Matteo Salvini, poi, c’è il tema della pensione. In particolare su Opzione donna, visto che nel ddl approvato dal governo la misura era stata depennata. Probabili proposte anche per l’anticipo pensionistico, sulla falsa riga di quota 103 (anche questo assente in manovra). Resta, così come per la questione della rottamazione, il nodo delle risorse.
I temi di Forza Italia
Poco prima della scadenza, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha convocato una riunione interna per ribadire gli interessi principali del partito. Tre temi in particolare fra i 677 emendamenti presentati: tutela della casa, sicurezza e forze dell’ordine e riduzione della tassazione sulle attività produttive, con riferimento al tema dei dividendi, delle compensazioni dei crediti e dell’Irap.
Nel dettaglio, la richiesta di sopprimere il rialzo al 26% della tassa degli affitti brevi (si parla di un possibile ritocco al 23%). Ma anche di non aumentare al 24% quella sui dividendi per le società con partecipazioni inferiori al 10% e di cancellare la stretta sulle compensazione dei crediti.
Lupi: «Taglio costo del riscatto della laurea e spese sui libri»
Una sessantina di emendamenti da Noi Moderati, che chiede di abbassare al 15% «la cedolare secca sugli affitti a lungo termine». Ma anche «l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee (fino a 200mila euro nelle città metropolitane), per aiutare chi vive in affitto e non penalizzare le famiglie che hanno una casa di proprietà dove i valori immobiliari sono più alti». Poi, portare dal 30% al 60% la retribuzione del quarto mese di congedo parentale e la detrazione del 19% sulle spese per i libri scolastici e la riduzione del costo del riscatto della laurea».
Le opposizioni
Dai gruppi di opposizione sono stati presentati, a quanto si apprende, 16 emendamenti a firma comune. Tra i temi, misure per la restituzione del drenaggio fiscale; estensione dell’Autorizzazione unica a tutto il territorio nazionale; proroga di Opzione donna previgente; incremento Fondo sanitario nazionale destinato all’assunzione del personale paritario; salario minimo; soppressione articolo 106 sulla limitazione autonomia scolastica; sull’Irpef estensione della no tax area a 15.000 euro con trascinamento a 60.000 euro; soppressione aumento età pensionabile comparto sicurezza; congedi paritari; maggiorazione 70 euro Assegno unico; ripristino misure Transizione 4.0; soppressione dei tagli sulle supplenze brevi; precari del personale giustizia; sull’università l’aumento del Ffo (fondo finanziamento ordinario) per professori e ricercatori; start Tax per i giovani; sicurezza città finanziato con il taglio del protocollo con l’Albania.
In totale, invece, sono stati circa 3.800 gli emendamenti delle opposizioni. Più di 1.000 dal Partito democratico. «Stiamo lavorando su questa manovra – ha detto la segretaria Elly Schlein – e stiamo partendo dalla condizione materiale di chi stiamo ascoltando. La nostra ambizione oggi è costruire un’agenda a partire dall’ascolto di chi lavora ed è comunque povero e di chi il lavoro non lo sta trovando affatto».
Il Movimento Cinque Stelle ne ha presentati più di 1.600, con oltre a 30 ordini del giorno. Per il leader Giuseppe Conte, la manovra non ha «una visione industriale, un piano per la sanità e un reale recupero del potere d’acquisto».
I sindacati
Posizioni diverse tra le sigle sindacali. La Uil ha indetto una manifestazione nazionale a Roma sabato 29 novembre, con l’obiettivo di «ottenere modifiche alla manovra». La sigla sindacale «ha confermato il giudizio positivo in merito alla detassazione degli aumenti contrattuali» bocciando «l’estensione della flat tax per i redditi da lavoro autonomo, che crea disparità» rispetto ai dipendenti e ai pensionati.
La Cgil scenderà in piazza venerdì 12 dicembre per lo sciopero generale, mentre la Cisl concluderà il “cammino della responsabilità” con una iniziativa il 13 dicembre. «Stiamo chiedendo non solo che il Parlamento cambi la manovra, ma che il governo riapra la trattativa con le organizzazioni sindacali perché questa è una manovra che non ha il consenso del Paese e delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare», ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini.
