Il 60% delle persone interpellate si dicono interessate al voto di giugno, con un aumento di 11 punti rispetto alle consultazioni del 2019

A meno di due mesi dalle prossime elezioni europee, un sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi, mercoledì 17 aprile, mostra il crescente interesse dell’elettorato per un voto che quest’anno giunge in un frangente politico delicatissimo. Al tempo stesso, lo studio demoscopico sottolinea ancora una volta un perdurante euroscetticismo italiano, a cui probabilmente contribuisce il discorso di una parte degli schieramenti politici, così come la deriva del dibattito pubblico.
Il 60% delle persone interpellate si dicono interessate al voto di giugno, con un aumento di 11 punti rispetto alle consultazioni del 2019. Anche tra gli italiani vi è crescente attenzione per le prossime consultazioni: il 59% degli interpellati in Italia esprime interesse, con un aumento di otto punti rispetto a cinque anni fa. Lo studio demoscopico giunge mentre è forte il timore che il voto europeo veda l’affermarsi dei partiti più radicali o nazionalisti.
Il sondaggio rivela che il 71% degli europei e il 70% degli italiani prevede di votare tra il 6 e il 9 giugno. Il tasso di partecipazione nel 2019 superò (di pochissimo) il 50%. Vi furono casi estremi tuttavia: in Slovacchia votò appena il 22% dell’elettorato. Ciò detto in Italia e in Europa lo stesso sondaggio fa notare che le elezioni nazionali continuano a essere ritenute più importanti di quelle europee. Il 54% degli italiani è di questo avviso, rispetto a una media a livello comunitario del 69%

Prioritarie le questioni economiche ma cresce il peso della difesa
Le questioni socio-economiche restano prioritarie per l’elettorato europeo, anche se il tema della difesa è sempre più importante, sulla scia della guerra russa in Ucraina. Curiosamente gli italiani sono stati meno segnati dalla recente inflazione della media europea. Il 45% degli europei ritiene di avere subito un calo degli standard di vita rispetto al 29% degli italiani. Più in generale, il 49% degli europei e il 48% degli italiani ritengono che l’Unione europea stia andando “nella direzione sbagliata”.
Gli italiani poi sono pessimisti quanto la media europea per quanto riguarda la situazione nazionale. Il 59% degli italiani ritiene che il loro paese stia andando nella direzione sbagliata (la quota degli europei è del 60%). Il 49% degli italiani è soddisfatto con il funzionamento della democrazia in Italia (la media europea è più elevata: il 56%). Ancora una volta una minoranza di italiani ritiene che il proprio paese abbia voce in Europa (il 48% rispetto a una media negli altri paesi del 67%)
Infine, sempre negativa è la visione italiana dell’Europa, a conferma di uno strisciante euroscetticismo ormai radicato da qualche anno. Alla richiesta di un commento sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, appena il 45% degli interpellati italiani ritiene che sia “una buona cosa” (la media europea è del 60%). Alla domanda se nel corso dei decenni l’Italia ha beneficiato della partecipazione alla UE il 59% degli italiani risponde di sì (rispetto 71% della media europea).

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