11 Dicembre 2025
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Seggi aperti anche lunedì fino alle 15. Alle 23 affluenza in calo in Campania 31,37% (contro il 38,67% registrato alla stessa ora nella precedente consultazione); in Puglia al 29,39% (contro il 39,89) e in Veneto al 33,88% (contro il 46,13%)

La stagione delle elezioni regionali 2025 è arrivata al termine. Tra oggi e domani (dalle 7 alle 23 e dalle 7 alle 15) vanno alle urne tredici milioni di cittadini di Campania, Puglia e Veneto. Alle 19 l’affluenza è in calo  al 26,45% (alla stessa ora delle precedenti consultazioni era del 29,75%). In particolare, in Campania è al 25,64% (contro il 26,47% registrato alla stessa ora nella precedente consultazione); in Puglia al 23,51% (contro il 27,78%) e in Veneto al 29,16% (contro il 35,58%).
Un test amministrativo ma allo stesso tempo politico che si traduce in un risultato calcistico. Tra settembre e ottobre il centrodestra si è confermato nelle Marche e in Calabria, il centrosinistra in Toscana.
Per ora, quindi, la partita è sul 2-1. I pronostici della vigilia fanno intravedere un 3-3 finale, ma l’ultima parola tocca agli elettori che nel segreto dell’urna potrebbero smentire la previsione. Vediamo le formazioni in campo. In Veneto (più di 4 milioni di elettori), il centrodestra è a trazione leghista con candidato presidente Alberto Stefani, deputato e vice di Matteo Salvini. Il centrosinistra, con il campo più largo possibile, affida le sue sorti all’ex sindaco pd di Treviso Giovanni Manildo. Con loro in pista altri tre candidati: Marco Rizzo (Democrazia Sovrana Popolare), Riccardo Szumski (Resistere Veneto), Fabio Bui (Popolari per il Veneto). La sfida veneta ha una particolarità che non si riscontra nelle altre due. Il presidente uscente Luca Zaia è capolista in tutte le province. Ha promesso che farà valere il suo peso e certamente la sua performance in termini di preferenze avrà un peso determinante sul risultato della Lega (e, di conseguenza, negli equilibri tra i partiti della coalizione).
In Campania (in 5 milioni alle urne), invece, Vincenzo De Luca esce di scena e ha passato il testimone per la candidatura a presidente a Roberto Fico (M5S), già sullo scranno più alto della Camera. Con lui tutto il centrosinistra, mentre il centrodestra al completo sostiene il sottosegretario agli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di spicco di Fratelli d’Italia. In pista ci sono quattro indipendenti: Giuliano Granato con la lista Campania Popolare che racchiude Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Partito Comunista; Stefano Bandecchi, sindaco di Terni con la lista Dimensione Bandecchi; Carlo Arnese, a capo della lista Forza del Popolo e Nicola Campanile che guida la lista Per.
In Puglia (quasi 4 milioni di elettori), il governatore degli ultimi dieci anni, Michele Emiliano, ha lasciato il testimone ad Antonio Decaro, eletto deputato europeo per il Pd un anno fa, ed ora pronto per la sfida all’insegna del rinnovamento (non ha voluto la candidatura del suo predecessore e ha cercato di opporsi a quella di Nicola Vendola). In campo per il centrodestra l’ex presidente della Fiera del Levante Luigi Lobuono. Con loro altri due aspiranti governatori: Sabino Mangano, con la sua Alleanza civica per la Puglia e Ada Donno, sostenuta da una lista che include Partito comunista italiano, Potere al popolo e Risorgimento socialista.

A.N.D.E.
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