Le notizie di lunedì 1 giugno sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, in diretta
- Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di leader. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando lo Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano
- L’8 aprile è stato stabilito un cessate il fuoco tra Usa e Iran, punteggiato di attacchi a bassa intensità e momenti di tensione, soprattutto ad Hormuz. Il 23 maggio, Trump ha annunciato che un accordo con l’Iran era stato «in gran parte negoziato». Nonostante questo, nei giorni successivi ci sono stati altri scontri; mentre Israele ha continuato a bersagliare il Libano per colpire Hezbollah
- Il 28 maggio, i negoziatori di Usa e Iran hanno raggiunto un accordo preliminare. Manca ancora l’approvazione di Trump (che avrebbe chiesto un paio di giorni per valutarlo). L’accordo riguarderebbe un’estensione del cessate il fuoco di 60 giorni e l’avvio dei negoziati sul programma nucleare iraniano, oltre a stabilire un transito marittimo «illimitato» attraverso lo Stretto di Hormuz, che dovrà essere sminato entro 30 giorni. In seguito lo scoop di Axios è stato confermato da altre fonti. La stampa israeliana sostiene anche che manchi l’ok dell’ayatollah Mojtaba Khamenei
- Nonostante il cessate il fuoco siglato tra Israele e Libano ad aprile, a partire dal 25 maggio il governo Netanyahu ha intensificato i bombardamenti ed esteso le operazioni di terra sul territorio libanese. Il 28 maggio ha colpito anche Beirut. In poco più di 2 mesi Israele ha già ucciso oltre 3.200 persone in Libano. Le vittime israeliane sono 5. Gli sfollati libanesi oltre 3 milioni, secondo l’Onu.
12:19 – Katz, non ci sarà pace a Beirut finché attaccati
Katz ha dichiarato che non si fermeranno gli attacchi dell’Idf su Beirut finché Hezbollah non smetterà di colpire Israele. «Non ci sarà pace a Beirut», ha ammonito. «In seguito alle ripetute violazioni dell’organizzazione terroristica Hezbollah del cessate il fuoco in Libano e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo ordinato alle Forze di Difesa Israeliane di colpire obiettivi terroristici nel quartiere Dahiyeh di Beirut», aveva scritto a metà mattina su X.
12:09 – Gaza, Hamas ritiene Mladenov responsabile dell’escalation delle violenze
Hamas considera Nikolay Mladenov, il rappresentante del Board of Peace, responsabile della recente escalation di violenze israeliane nella Striscia di Gaza, mentre il gruppo palestinese si prepara a raggiungere il Cairo per nuovi colloqui volti a rilanciare l’attuazione dell’accordo di cessate fuoco entrato in vigore lo scorso ottobre. Secondo il Times of Israel si dovrebbero tenere giovedì prossimo.
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha dichiarato che il gruppo palestinese sta facendo sforzi «in tutte le direzioni» per garantire l’attuazione del cessate il fuoco e costringere Israele a rispettare gli impegni della prima fase dell’accordo. Quindi ha attribuito sia al Board of Peace che a Mladenov l’escalation israeliana, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Asharq al-Awsat.
Sono oltre 930 i palestinesi uccisi dall’entrata in vigore della tregua e nell’ultimo mese le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi, uccidendo anche due comandanti del braccio armato di Hamas, le Brigate al Qassam. Inoltre nei giorni scorsi il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che oggi Israele occupa il 60% dell’enclave e intende arrivare al 70%, mentre il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha rilanciato il «piano di emigrazione volontaria» dalla Striscia di Gaza, affermando che «sarà attuato al momento giusto e nel modo giusto».
11:57 – Bbc: «L’Iran ha danneggiato 20 siti militari Usa da inizio guerra»
Almeno venti siti militari utilizzati dagli Usa sono stati danneggiati in attacchi condotti dall’Iran da quando è iniziato l’attuale conflitto con i primi raid di Israele e Stati Uniti lo scorso 28 febbraio: è quanto riporta la Bbc in base a immagini satellitari e video verificati, sottolineando, così come fatto anche da altri media in precedenza, che l’estensione delle azioni di Teheran sarebbe quindi stata «maggiore di quanto riconosciuto pubblicamente».
A essere danneggiati, riferisce l’emittente britannica, sono stati in particolare sistemi di difesa aerea, aerei da rifornimento e radar. Tra le attrezzature di valore colpite figurano, ad esempio, tre sistemi antimissile balistico presso le basi aeree di Al Ruwais e Al Sader negli Emirati Arabi Uniti e presso la base aerea Muwaffaq Salti in Giordania.
In circa tre mesi, l’Iran ha dunque preso di mira strutture chiave per gli Usa (sia basi controllate direttamente sia siti utilizzati in condivisione con forze armate di altri Stati in otto Paesi della regione mediorientale e del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Iraq, Giordania, Bahrein e Oman).
Un funzionario della difesa statunitense, riporta la Bbc, ha «rifiutato di commentare le conclusioni del servizio in questione, facendo riferimento a «ragioni di sicurezza operativa». Gli Usa, aggiunge l’emittente, hanno «cercato delimitare l’analisi satellitare del conflitto chiedendo a Planet, uno dei principali fornitori di immagini satellitari, di imporre una restrizione “a tempo indeterminato” sulla diffusione di nuove immagini dell’Iran e di gran parte del Medio Oriente».
L’azienda, da parte sua, ha spiegato di non volere che immagini prodotte dai propri sistemi siano utilizzate «da attori ostili per prendere di mira personale e civili appartenenti a Paesi alleati e partner della Nato».
11:56 – Teheran contro l’Ue: «Indignazione morale selettiva»
Teheran contro l’Ue, che accusa di avere una posizione «ipocrita», condannando solo la risposta iraniana ai raid americani in violazione del cessate il fuoco. «Il comunicato dell’Ue che accusa l’Iran perché esercita il suo diritto alla legittima difesa di fronte all’aggressione statunitense da basi in Paesi vicini è una lezione magistrale di indignazione morale selettiva – denuncia il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei – E’ ipocrita e sconsiderato».
Teheran chiede quindi a Bruxelles di «rimanere fedele allo Stato di diritto e ai principi della Carta delle Nazioni Unite che da tempo afferma di difendere» e di «smettere di placare gli aggressori mentre incolpa coloro che rispondono ad attacchi illegali». «Gli attacchi dell’Iran contro quelle basi e asset utilizzati per lanciare attacchi illegali contro l’Iran costituiscono un legittimo esercizio di legittima difesa», sostiene ancora il portavoce del ministero degli Esteri, ricordando che «gli Stati hanno un obbligo legale di non permettere che il loro territorio o i loro beni siano usati per invadere altri Paesi».
L’Ue, dunque, insiste, «non può rimanere in silenzio di fronte alla plateale aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran e adottare una posizione selettiva». Infine Baghaei sostiene che «l’Iran è consapevole del tipo di cooperazione, azioni e supporto di alcuni Paesi vicini nella codarda guerra lanciata dagli Stati Uniti e dal regime sionista: ci auguriamo che questi Paesi vicini riconsiderino il loro comportamento, correggano il loro passato e facciano passi positivi per migliorare la situazione».
11:39 – Ghalibaf, Usa non rispettano cessate fuoco e ogni scelta ha un prezzo
«Il blocco navale e l’escalation dei crimini di guerra in Libano da parte del regime sionista genocida sono la prova evidente dell’inadempienza degli Stati Uniti al cessate il fuoco. Ogni scelta ha un prezzo, e il conto prima o poi dovrà essere pagato. Tutto si sistemerà». Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf.
11:17 – Macron sente Trump: bene gli sforzi per raggiungere rapidamente accordo
«Ieri sera ho parlato con il Presidente Trump della situazione in Medio Oriente. Ho elogiato gli sforzi determinati che sta compiendo per raggiungere rapidamente un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran, che rappresenta un’opportunità unica per costruire un nuovo quadro di sicurezza che coinvolga tutte le parti interessate, al fine di consentire una stabilizzazione duratura della regione». Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron.
«Ho indicato che siamo pronti a sostenere pienamente questi sforzi e a partecipare attivamente alla loro attuazione. Questo è lo scopo della missione internazionale che abbiamo costituito con il Regno Unito e i nostri partner, pronta a essere dispiegata non appena verrà raggiunto un accordo, per contribuire alla sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz».
10:04 – Teheran: «In questa fase non stiamo negoziando sul nucleare con gli Usa»
«Per quanto riguarda i dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare, al momento non si sono svolti negoziati. Ribadisco che la nostra priorità in questa fase è la fine della guerra«. Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Affari Esteri iraniano, in una conferenza stampa a Teheran.
9:42 – Iran: «Il cessate il fuoco in Libano è una condizione per un accordo con gli Usa»
«Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall’Irna. «Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso», ha poi
accusato.
9:41 – Iran: Baghaei attacchi a basi regione è legittima autodifesa
L’Iran afferma che gli attacchi contro le basi regionali utilizzate per gli attacchi contro di esso costituiscono «legittima autodifesa». Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che Teheran ha il diritto di effettuare attacchi di rappresaglia contro «basi e infrastrutture» regionali utilizzate per condurre attacchi contro di esso, dopo che il Kuwait ha segnalato una serie di attacchi missilistici e con droni. «Gli Stati hanno l’obbligo legale di non permettere che il loro territorio o le loro infrastrutture vengano utilizzate per invadere altri Paesi», ha affermato Baghaei in un post su X. Ha inoltre accusato l’Unione europea di aver mostrato «indignazione morale selettiva» nella sua risposta, definendo «ipocrita e sconsiderata» la dichiarazione del blocco che condannava l’Iran per «aver esercitato il suo diritto all’autodifesa contro l’aggressione statunitense lanciata da basi in Paesi vicini». Baghaei non ha specificato a quale dichiarazione dell’UE si riferisse. Il servizio diplomatico dell’UE ha criticato in precedenza, in una dichiarazione di alcuni giorni fa, i presunti attacchi iraniani contro il Kuwait, affermando che violano la sovranità del Paese e «rappresentano una seria minaccia alla sicurezza e alla stabilità regionale».
9:10 – Netanyahu: «Ho ordinato all’Idf di attaccare la periferia sud di Beirut». E accusa il Libano di violare il cessate il fuoco
«A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di attaccare obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya a Beirut». Lo ha comunicato il premier Benjamin Netanyahu in una nota congiunta insieme al ministro della Difesa Israel Katz. Isarele in poco più di due mesi ha ucciso oltre 3.200 libanesi, intensificato gli attacchi sul territorio e bombardato Beirut e decine di villaggi e infrastrutture civili. Riproponendo, di fatto, lo schema di distruzione totale già usato a Gaza
9:00< – Teheran, `abbiamo diritto a tasse ambientali per navi nello Stretto di Hormuz´
Teheran ha il diritto di imporre alle navi una tassa ambientale per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo sostiene Arman Khorsand, capo del Centro iraniano per gli affari internazionali e le convenzioni ambientali, aggiungendo che l’inquinamento da petrolio, l’attività delle flotte militari straniere e i danni agli ecosistemi sensibili nel Golfo hanno «raddoppiato la necessità di fornire risorse per il ripristino ambientale» e che le tariffe riscosse potrebbero essere utilizzate per compensare i danni causati all’ambiente del Golfo. Secondo il sistema del “passaggio inoffensivo”, ha affermato, i paesi che si affacciano sullo stretto possono riscuotere tariffe per i servizi marittimi e risarcimenti per i danni causati da violazioni delle normative, “e questa questione ha un precedente nel diritto internazionale”. Khorsand ha respinto le critiche al provvedimento, spiegando che «l’affermazione secondo cui la riscossione di tasse ambientali dalle navi di passaggio è illegale non ha fondamento giuridico» e che l’azione potrebbe essere intrapresa «nel quadro delle norme internazionali riconosciute».
8:59 – Iran, pasdaran: colpita e distrutta base aerea Usa
Secondo l’agenzia di stampa Fars, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha dichiarato di aver colpito una base aerea utilizzata per l’attacco a una torre di telecomunicazioni sull’isola di Sirik, nella provincia meridionale di Hormozgan. “A seguito dell’attacco dell’esercito statunitense a una torre di comunicazione sull’isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan, avvenuto un’ora fa, i caccia delle Forze Aerospaziali dell’IRGC hanno preso di mira la base aerea da cui è partito l’attacco, distruggendo gli obiettivi previsti”, si legge nel comunicato.
8:54 – Iran, giustiziati due uomini accusati di aver preso parte alle proteste di gennaio
La magistratura iraniana ha dichiarato in un comunicato che due leader delle proteste nazionali di gennaio in Iran, Mehrdad Mohammadinia e Ashkan Maleki, sono stati giustiziati questa mattina. «Erano accusati di aver appiccato un incendio nel cortile di una moschea, provocando la distruzione della moschea e del seminario, danneggiando beni pubblici e scontrandosi con le forze di sicurezza», si legge nel comunicato. «I condannati erano accusati di `atti contro la sicurezza del Paese´ e di `ingresso in luoghi di culto per contrastare il sistema´», aggiunge il comunicato, citato dall’Irna.
8:49 – Trump: `Iran vuole veramente un accordo, sarà buono per Usa e nostri alleati”
«L’Iran vuole davvero raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi. Ma i Democratici, e alcuni Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare quando i politicanti continuano a «cinguettare» negativamente, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei muovermi più velocemente, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa? Sedetevi e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene, come sempre!» Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
8:44 – Iran, governo smentisce voci su dimissioni di Pezeshkian
Il governo iraniano ha respinto come «disinformazione» le informazioni circolate nelle scorse ore secondo cui il presidente Masoud Pezeshkian avrebbe presentato le dimissioni, dopo che il media d’opposizione in esilio «Iran International» aveva riferito dell’invio di una lettera al leader supremo Mojtaba Khamenei. Secondo il sito, Pezeshkian avrebbe denunciato l’emarginazione della presidenza dai principali processi decisionali e la crescente influenza dei settori piu’ radicali dei Guardiani della rivoluzione, sostenendo di non essere piu’ in grado di esercitare efficacemente le proprie funzioni. La presidenza iraniana ha pero’ smentito categoricamente le indiscrezioni. Il vice responsabile della comunicazione presidenziale, Seyed Mehdi Tabatabaei, ha definito l’indiscrezione una «operazione psicologica» condotta da media ostili, affermando che Pezeshkian «non smettera’ mai di servire la nazione».
8:43 – Pasdaran, `abbiamo attaccato base da cui è partito attacco Usa”
Le Guardie della Rivoluzione hanno annunciato di aver attaccato la base da cui è partito l’attacco americano contro obiettivi nel sud dell’Iran. Secondo gli iraniani, «L’aviazione delle Guardie della Rivoluzione ha avvertito che se l’aggressione si ripeterà, la risposta sarà completamente diversa». Poco prima, l’esercito kuwaitiano aveva annunciato di un attacco missilistico e di droni e che le sirene erano state attivate nel Paese.
8:41 -Fonte a Tasnim: apporteremo modifiche a bozza accordo con Usa
L’Iran apporterà delle modifiche alla bozza di accordo in discussione con gli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, citando una fonte informata, secondo cui la revisione fatta dal presidente americano Donald Trump alla bozza del momerandum di intesa non significa che Teheran la accetti. Ieri il il New York Times ha rivelato che Trump ha inasprito i termini della possibile intesa quadro. La fonte sentita da Tasnim ha aggiunto che l’Iran è “pienamente preparato” a uno scenario in cui non si raggiunga un accordo.
8:41 – Libano, Axios: Rubio ha discusso cessate fuoco con Aoun e Netanyahu
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha avuto contatti nelle ultime 48 ore sia con il presidente libanese, Joseph Aoun, che con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per promuovere una nuova iniziativa di cessate il fuoco nell’ambito dei negoziati in corso tra Israele e Libano. Lo riporta Axios citando un funzionario americano, secondo cui gli Stati Uniti hanno proposto come primo passo che Hezbollah metta fine a tutti gli attacchi contro Israele. In cambio, Israele si asterrebbe dal colpire Beirut.
Secondo la fonte Usa, Aoun ha illustrato questa proposta al presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, che ha dichiarato di poter garantire l’impegno di Hezbollah per un cessate il fuoco, ma ha chiesto che sia Israele a cessare per primo gli attacchi.
6:49 – Kuwait, «intercettato attacco di missili e droni»
Lo Stato Maggiore dell’Esercito kuwaitiano afferma che le sue difese aeree «stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e con droni ostili». Lo scrive Al-Jazeera. Se si sentono rumori di esplosioni, si tratta del risultato dell’intercettazione dei proiettili da parte delle difese aeree, ha aggiunto l’esercito. Giovedì, il Kuwait aveva segnalato un attacco simile, che in seguito ha attribuito all’Iran, dove le Guardie Rivoluzionarie hanno indicato di aver preso di mira una base americana in rappresaglia per i nuovi attacchi statunitensi sul suo territorio.
5:48 – La proposta sul tavolo. Beirut imponga l’alt a Hezbollah e non ci sarà escalation
segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha parlato sia con il presidente libanese Joseph Aoun che con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in merito ai negoziati diplomatici tra Israele e Libano, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense. Lo riporta The Times of Israel. Gli Stati Uniti hanno proposto che, come primo passo, Hezbollah cessi tutti gli attacchi contro Israele e, in cambio, Israele si astenga dall’intensificare le ostilità a Beirut, ha affermato il funzionario. Il funzionario statunitense aggiunge che Aoun ha cercato di portare avanti questa proposta, ma il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha posto l’onere su Israele di smettere di «sparare per primo».
5:26 – Trump: nella mia bozza l’Iran non ha nucleare
«La Cnn, fonte di fake news, ha affermato oggi come al solito che il mio accordo sul nucleare iraniano non parla di nucleare, quando in realtà afferma, molto chiaramente, che l’Iran non avrà armi nucleari. Prosegue poi, in modo molto dettagliato e approfondito, discutendo vari altri aspetti del nucleare. In effetti, è proprio questo il tema principale dell’accordo». Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «La Cnn, e tanti altri media che diffondono fake news, è un disastro con ascolti bassissimi. Anche con una nuova proprietà, è improbabile che le cose migliorino mai».
5:18 – Mamdani diserta la storica sfilata pro-Israele di New York
Il sindaco di New York, il democratico Zohran Mamdani non ha preso parte alla tradizionale sfilata sulla Fifth avenue per l’Isreal day in continuità, ha detto, con le proprie posizioni sul governo Netanyahu e a supporto del popolo palestinese. Una scelta che non ha mancato di sollevare polemiche nonostante il rafforzato dispositivo di sicurezza chiesto alla polizia dal sindaco stesso.
