Trump di nuovo contro Meloni: «Non c’è più lo stesso rapporto con chi ci nega aiuto». Poi annuncia: «Più che possibile un accordo entro la fine di aprile». Teheran pronta a bloccare il Mar Rosso
9:51 – Fars: petroliera iraniana ha aggirato blocco Usa
Una petroliera iraniana inserita nella lista delle sanzioni statunitensi sarebbe riuscita ad aggirare il blocco americano ed entrare nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Secondo quanto riportato, la nave, identificata come una Vlcc (Very Large Crude Carrier), è entrata nelle acque iraniane «senza alcun occultamento e con il sistema di navigazione attivo», attraversando il mare aperto e lo stretto. La petroliera ha una capacità di carico di circa 2 milioni di barili di greggio. L’episodio sarebbe avvenuto nonostante gli Stati Uniti abbiano affermato che non avrebbero consentito ad alcuna nave di dirigersi verso la costa iraniana o di attraccare nei porti del Paese.
9:47 – Ft, satellite cinese usato dai Pasdaran per monitorare e colpire basi Usa in Medio Oriente
L’Iran avrebbe utilizzato un satellite spia cinese per monitorare e colpire basi militari statunitensi in Medio Oriente. Lo riferisce il quotidiano britannico Financial Times, che cita documenti militari iraniani secondo cui il satellite, denominato Tee-01B, sarebbe stato acquisito alla fine del 2024 dalla Forza aerospaziale del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dopo il lancio dalla Cina. In base ai documenti, il sistema sarebbe stato impiegato per sorvegliare siti militari statunitensi chiave, con immagini raccolte prima e dopo gli attacchi missilistici e con droni rivendicati da Teheran. Secondo il quotidiano, tra gli obiettivi monitorati figurano la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, la base Muwaffaq Salti in Giordania, aree vicine alla Quinta Flotta Usa in Bahrein, l’aeroporto di Erbil in Iraq, oltre a strutture in Kuwait, Gibuti e Oman. Il giornale riferisce inoltre che il satellite avrebbe osservato anche infrastrutture civili del Golfo, tra cui il porto per container di Khor Fakkan e un impianto energetico e di desalinizzazione negli Emirati Arabi Uniti. Tee-01B sarebbe stato costruito e lanciato dalla società cinese Earth Eye Co, che offre un modello di esportazione definito «in-orbit delivery», in base al quale il veicolo spaziale viene trasferito al cliente straniero dopo aver raggiunto l’orbita.
9:40 – Aiea, in accordo necessarie verifiche rigorose su nucleare Teheran
Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha affermato parlando da Seul che «ll’Iran ha un programma nucleare molto ambizioso e ampio» quindi, in caso di un accordo per porre fine al conflitto con Usa e Israele «tutto ciò richiederà la presenza degli ispettori dell’Aiea» altrimenti «non ci sarà un accordo. Ci sarà solo l’illusione di un accordo». Grossi sostiene che qualsiasi intesa sulla tecnologia nucleare «richiede meccanismi di verifica molto dettagliati».
9:39 – Premier del Pakistan atteso oggi a Jeddah, poi in Qatar e Turchia
Il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, insieme a una delegazione di alto livello, partirà oggi per Jeddah per la sua visita ufficiale in Arabia Saudita. Lo riferisce su X l’ufficio del premier di Islamabad. In una nota diffusa dal ministero degli Esteri, si legge che la visita di Sharif proseguirà in Qatar e Turchia fino a sabato 18 aprile. In Arabia Saudita e Qatar, il premier del Pakistan «discuterà della cooperazione bilaterale, così come della sicurezza e della pace regionale». In Turchia, Sharif parteciperà al Forum sulla diplomazia di Antalya e incontrerà il presidente turco, Recep
Tayyip Erdogan. Fanno parte della delegazione pachistana anche il ministro degli Esteri, Mohammad Ishaq Dar, e il ministro dell’Informazione, Ataullah Tarar. La scorsa settimana il Pakistan ha ospitato i colloqui Usa-Iran.
9:25 – Houthi: smantellata cellula di presunte spie per conto di Israele
Il movimento sciita yemenita Houthi (Ansar Allah) ha annunciato di aver smantellato nella citta’ di Sanaa una cellula di spie collegate al servizio israeliano di intelligence, Mossad. Lo rende noto il sito di informazione affiliato agli Houthi «Al Masirah». Secondo quanto riferito, la presunta cellula di spionaggio era attiva nel reclutamento di cittadini yemeniti e nella raccolta di informazioni per conto del governo israeliano. Secondo una dichiarazione rilasciata dal ministero dell’Interno del governo Houthi (non riconosciuto a livello internazionale), i servizi di sicurezza avrebbero scoperto diversi metodi per la raccolta di informazioni su aspetti militari, politici ed economici. La dichiarazione mette in guardia i cittadini dal cadere nella trappola di quello che viene definito «reclutamento elettronico». Secondo le dichiarazioni Houthi, in questa operazione sono state arrestate decine di cittadini, tra cui dipendenti di organizzazioni delle Nazioni Unite, con l’accusa di essere coinvolti in attivita’ di spionaggio per conto di Israele. Tali arresti vengono presentati come un successo delle capacita’ di sicurezza nel perseguire coloro che il gruppo definisce come agenti nemici.
9:03 – Regno Unito: Reeves critica Trump, guerra in Iran «una follia».14
La cancelliera dello Scacchiere britannica, Rachel Reeves, ha definito la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran «una follia», dichiarandosi «molto frustrata e arrabbiata» con il presidente statunitense Donald Trump per l’impatto economico del conflitto. Reeves ha denunciato l’assenza di «un piano di uscita chiaro» e di obiettivi definiti, sottolineando le conseguenze sulle famiglie nel Regno Unito e nel resto del mondo. Le dichiarazioni arrivano dopo che il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita economica del Regno Unito più di quelle di ogni altro Paese del G7. Più cauto il premier Keir Starmer, che ha comunque criticato Trump per il caro energia, affermando: «Sono stufo dell’impatto delle sue azioni sulle bollette dei nostri cittadini».
8:53 – iea, controlli rigorosi su nucleare in accordo pace
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sollecita controlli rigorosi sul nucleare iraniano in qualsiasi accordo di pace venga raggiunto tra Teheran e Washington. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha affermato che misure «molto dettagliate» per verificare le attività nucleari dell’Iran devono essere incluse in un potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Grossi ha sottolineato la necessità di un regime di verifica rigoroso per il programma nucleare iraniano, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha affermato che un secondo round di colloqui con l’Iran potrebbe svolgersi nei prossimi due giorni. «L’Iran ha un programma nucleare molto ambizioso e di vasta portata, quindi tutto ciò richiederà la presenza degli ispettori dell’Aiea», ha dichiarato Grossi da Seul. «Altrimenti, non ci sarà un accordo. Ci sarà solo l’illusione di un accordo», ha avvertito. Il direttore dell’Aiea ha insistito sul fatto che qualsiasi accordo sulla tecnologia nucleare «richiede meccanismi di verifica molto dettagliati». Secondo un rapporto riservato dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica diffuso agli Stati membri a febbraio, l’Iran non ha consentito all’Aiea l’accesso ai suoi impianti nucleari bombardati da Israele e dagli Stati Uniti durante la guerra di 12 giorni di giugno.
8:40 – Trump, «non penso a proroga cessate il fuoco»
Il presidente Donald Trump non sta pensando a una proroga del cessate il fuoco con l’Iran, in scadenza. Lo ha dichiarato ad ABC News, affermando che «non sto pensando di estendere il cessate il fuoco». La valutazione del presidente Usa giunge dopo l’annuncio di un possibile secondo appuntamento dei colloqui tra Washington e Teheran, con la mediazione del Pakistan, questa settimana o all’inizio della prossima. «Potrebbe finire bene o male, ma penso che un accordo sia meglio perché poi potranno ricostruire», ha prospettato Trump.
8:04 – Nello Stretto di Hormuz la sfida tra dollaro e yuan: così la Cina prova a scalzare il biglietto verde
Pechino punta al «petroyuan». Teheran impone pedaggi in valuta cinese e Bitcoin per aggirare le sanzioni. La fiducia nel sistema a guida Usa vacilla anche in Europa: la mossa della Francia sull’oro.
8:02 – L’Iran cerca di avvicinarsi all’Europa per aumentare la pressione sugli Stati Uniti
Con l’obiettivo di aumentare la pressione sugli Stati Uniti affinché facciano dei compromessi nel conflitto con il suo Paese, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha informato le capitali europee sulla natura dell’offerta che l’Iran si era dichiarato disposto a fare riguardo alle sue scorte di uranio altamente arricchito e alla futura gestione dello Stretto di Hormuz durante i colloqui del fine settimana a Islamabad. Lo riferisce il Guardian.
Dopo i colloqui inconcludenti, Araghchi ha avuto colloqui telefonici con i ministri degli esteri francese e tedesco, Jean-Noël Barrot e Johann Wadephul, nonché con i ministri degli esteri di Arabia Saudita, Oman e Qatar.
A quanto pare, ha sottolineato che l’Iran non considerava esaurito il processo guidato dal Pakistan, nemmeno dopo 21 ore di intensi colloqui.
L’Europa è stata messa da parte da Donald Trump sulla questione iraniana da oltre un anno, poiché il presidente statunitense si è concentrato sulla collaborazione con Israele, mentre Teheran ha in gran parte ignorato i governi europei, considerandoli come fedelissimi degli Stati Uniti. Tuttavia, i segnali di un’acuirsi della spaccatura transatlantica e l’intensa pressione esercitata sulle economie europee hanno spinto l’Iran a riconsiderare la propria posizione sull’Europa, vista come una potenziale leva nei confronti di Trump.
7:59 – Esplode rudigno rudimentale di Teheran, danni lievi e nessun ferito
Un ordigno rudimentale è esploso questa mattina nella capitale iraniana Teheran, causando solo danni materiali di lieve entità e nessuna vittima. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Fars, secondo cui l’esplosione ha provocato «danni leggeri» senza provocare perdite umane. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle circostanze dell’incidente, sulla possibile dinamica o sull’eventuale responsabilità. Le autorità iraniane non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto.
7:56 – Vance probabilmente parteciperà a secondo round colloqui con Iran
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance potrebbe guidare la delegazione statunitense durante un possibile secondo round di negoziati con l’Iran, secondo quanto riportato dalla Cnn. Il presidente americano Donald Trump ha affermato che il prossimo round di colloqui tra Washington e Teheran potrebbe tenersi entro i prossimi due giorni in Pakistan.
7:50 – Francia rilascia detenuta iraniana, `è tornata in patria´
Mahdieh Esfandiari, una donna iraniana detenuta in Francia dopo essere stata condannata per reati tra cui incitamento al terrorismo, è tornata oggi in Iran, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. Il suo ritorno segue quello di Cécile Kohler e Jacques Paris, che sono stati imprigionati e poi posti agli arresti domiciliari a Teheran per quasi quattro anni con l’accusa di spionaggio. Arrestata nel febbraio 2025, Mahdieh Esfandiari, «per i diritti dei palestinesi, è tornata in Iran dopo essere stata rilasciata da una prigione in Francia», ha annunciato la televisione di stato iraniana.
7:36 – Trump: non ho preso in considerazione estensione tregua
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato alla Abc di non aver preso in considerazione un’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, perché molto probabilmente non sarà necessario. «Penso che assisterete a due giorni straordinari», ha detto Trump nel contesto dei rinnovati colloqui con l’Iran per un accordo. «Ne sono convinto». «Potrebbe finire in entrambi i modi, ma penso che un accordo sia preferibile perché così potranno ricostruire», ha aggiunto. «Ora hanno davvero un regime diverso. In ogni caso, abbiamo eliminato i radicali. Non sono più con noi».
7:33 – Centcom: blocco navale completamento attuato in 36 ore
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che il blocco navale contro l’Iran è stato «completamente attuato» entro 36 ore dal suo avvio. Lo si legge in un post su X che cita il capo Brad Cooper. Le forze armate statunitensi hanno assicurato di aver bloccato completamente gli scambi commerciali via mare tra l’Iran e altri Paesi attraverso un blocco navale, dichiarando di aver raggiunto la «superiorità marittima» in Medio Oriente.
7:32 – Ft, satellite spia cinese per attacchi contro basi Usa
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha utilizzato un satellite di fabbricazione cinese per coordinare attacchi di precisione contro basi aeree americane in Medio Oriente e infrastrutture civili. Lo rivela un’inchiesta del Financial Times, sottolineando che i Pasdaran hanno compiuto un importante passo avanti nelle sue capacità di attacco regionale, impiegando segretamente un satellite spia di Pechino per orchestrare attacchi contro installazioni militari statunitensi nel conflitto in corso. Il satellite, identificato come TEE-01B, sarebbe stato trasferito alla Forza Aerospaziale dell’Irgc attraverso un sofisticato schema di «consegna in orbita» dopo il suo lancio avvenuto alla fine del 2024 dal suolo cinese.
7:31 – Trump: qualcuno gli dica che è «assolutamente inaccettabile» per l’Iran avere bomba atomica
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilasciato un’altra dichiarazione sul suo profilo social «Truth», nell’ambito di una crescente disputa con Papa Leone. «Qualcuno dica a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42 mila manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba atomica e’ assolutamente inaccettabile», ha scritto, aggiungendo che «L’AMERICA E’ TORNATA!!!». La dichiarazione arriva due giorni dopo che Trump ha attaccato Papa Leone sui social media, definendolo «debole sul fronte della criminalita’» e «terribile in politica estera».
Premier Pakistan da oggi a Gedda per visita ufficiale
«Il primo ministro Muhammad Shehbaz Sharif partirà oggi da Islamabad alla volta di Gedda per una visita ufficiale in Arabia Saudita, accompagnato da una delegazione di alto livello». Lo rende noto un comunicato del governo pakistano. Una visita ufficiale che si svolge mentre Islamabad è impegnata nello sforzo diplomatico volti per facilitare i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.
Vance: ammiro Papa, ma su alcune cose non sono d’accordo
Ammiro il Papa, sostenitore di pace, ma su alcune cose non sono d’accordo: così il vicepresidente Usa Vance.
L’esercito Usa: blocco navale di Hormuz completamente attuato
L’esercito statunitense afferma di aver raggiunto la «superiorità marittima» in Medio Oriente. Secondo un post sui social media del capo del Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, ammiraglio Brad Cooper, il blocco dei porti iraniani è stato «completamente attuato» entro 36 ore dal suo avvio. Secondo quanto riferito gli Usa hanno bloccato tutti i traffici marittimi in entrata e in uscita dall’Iran.
Lavrov: l’arricchimento dell’uranio a fini pacifici è diritto di Teheran
«Il diritto di arricchire l’uranio per scopi pacifici è un diritto inalienabile della Repubblica islamica dell’Iran. Indipendentemente da come la Repubblica islamica eserciterà questo diritto durante i negoziati – che lo sospenda o che insista nel preservarlo – la parte russa accetterà qualsiasi approccio basato su questo principio, il principio dell’universalità del diritto all’arricchimento». Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, nel corso di una conferenza stampa a Pechino dopo aver incontrato Xi Jingping. «Spero sinceramente che coloro che sono direttamente coinvolti nei negoziati, in questo caso dalla parte americana, siano realistici, tengano conto degli interessi dell’intera regione e non continuino con l’aggressione immotivata di cui soffrono maggiormente gli alleati degli Stati Uniti, ovvero le monarchie arabe del Golfo Persico, diciamolo chiaramente», ha aggiunto.
WSJ: Stretto di Hormuz, 8 petroliere costrette dagli Usa a invertire la rotta
La Marina degli Stati Uniti ha costretto 8 petroliere legate all’Iran a invertire la rotta dal 13 aprile, data in cui è entrato in vigore il blocco navale imposto da Washington nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce il Wall Street Journal, precisando che unità della Marina Usa hanno contattato via radio le imbarcazioni in entrata e in uscita dai porti iraniani, ordinando loro di fare marcia indietro. Tutte le petroliere hanno rispettato le istruzioni e non si è reso necessario alcun abbordaggio, aggiunge il quotidiano.
Iran: Lavrov, pronti a compensare deficit energia Cina
«La Russia può, senza dubbio, compensare la carenza di risorse che si è venuta a creare» per la Cina e «altri paesi interessati a collaborare con noi». Lo ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov in conferenza stampa, a Pechino, dopo l’incontro con XI Jingping, rispondendo a una domanda sulle conseguenze del blocco dello Stretto di Homuz. Il capo della diplomazia russa – stando a quanto riportato da media statali di Mosca – ha anche annunciato che il presidente russo Vladimir Putin si recherà in visita in Cina nella prima metà dell’anno. Il leader cinese Xi Jinping potrebbe così ricevere nelle prossime settimane, prima il suo omologo americano Donald Trump, la cui visita è stata annunciato a metà maggio, e successivamente quello russo.
Trump a Abc: «No all’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, meglio l’accordo»
Donald Trump ha dichiarato al giornalista di ABC News Jonathan Karl di non stare pensando a un’estensione del cessate il fuoco con l’Iran. «Potrebbe finire in entrambi i modi, ma penso che un accordo sia preferibile perché poi potranno ricostruire», ha detto il presidente degli Stati Uniti
Nuovo attacco di Trump al Papa (e alla Nato)
Il presidente americano Donald Trump è tornato sul suo social Truth con due post, uno contro papa Leone XIV e l’altro contro la Nato. «Qualcuno per favore può dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l’attenzione. L’AMERICA È TORNATA!!! Presidente DONALD J. TRUMP». E poi un altro post: «La NATO non c’era per noi e non ci sarà in futuro! Presidente DONALD J. TRUMP»

Cuba respinge il blocco Usa e le minacce di Trump: «Abbiamo pieno diritto di commerciare carburante»
Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha respinto le recenti dichiarazioni di Washington, accusando il governo statunitense di voler creare confusione per impedire l’arrivo di petrolio. Rodríguez ha denunciato: «L’assedio energetico imposto dagli Stati Uniti contro il nostro Paese internazionalizza il blocco e ne evidenzia il carattere extraterritoriale».
Il ministro ha ribadito che l’isola ha il «pieno diritto di commerciare carburante» senza condizioni e che ogni nazione può sviluppare relazioni commerciali «senza l’interferenza di una potenza straniera». Le tensioni seguono le parole del presidente statunitense Donald Trump, che aveva definito l’isola una nazione al collasso. Trump ha infatti dichiarato alla stampa: «Cuba è stata governata malissimo per molto tempo. Ha un sistema carente. Potremmo visitare Cuba dopo aver finito con questo», in chiaro riferimento all’attuale conflitto con l’Iran.
Al Pakistan altri 3 miliardi di dollari dall’Arabia Saudita
L’Arabia Saudita ha annunciato un ulteriore sostegno di 3 miliardi di dollari al Pakistan e ha esteso un deposito di 5 miliardi di dollari. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze pakistano Muhammad Aurangzeb parlando con i membri dei media a Washington.
Libano: Canada, Regno Unito, Australia e altri Paesi invocano «la fine immediata delle ostilità»
Canada, Regno Unito, Australia, Giappone, Brasile, Colombia, Indonesia, Giordania, Sierra Leone e Svizzera hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, esprimendo profonda preoccupazione per «il peggioramento della situazione umanitaria e la crisi degli sfollati in Libano». Accogliendo con favore il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran, i suddetti Paesi hanno invocato la «fine immediata delle ostilità in Libano». «I civili e le relative infrastrutture devono essere protetti dagli effetti delle ostilità. Il personale umanitario, che si dedica alla protezione e all’assistenza dei più vulnerabili, deve essere rispettato e salvaguardato», si legge nella nota. «Gli attacchi che minacciano la sicurezza del personale umanitario devono cessare. Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato da tutte le parti coinvolte nel conflitto in ogni circostanza», conclude il comunicato.
Hormuz, Bessent: la Cina è «partner globale inaffidabile», bloccheremo loro petroliere
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha definito la Cina un «partner globale inaffidabile» e ha ribadito la determinazione di Washington a bloccare le petroliere cinesi che trasportano greggio iraniano nello Stretto di Hormuz. «Non potranno ottenere il loro petrolio. Possono ottenere petrolio, ma non quello iraniano», ha detto Bessent ai giornalisti radunati a Washington. Bessent ha inoltre minimizzato le conseguenze della disputa relativa al petrolio iraniano sulla visita del presidente Donald Trump in Cina il mese prossimo, affermando che «abbiamo avuto una grande stabilità nelle relazioni dall’estate scorsa; questa stabilità proviene dall’alto. Credo che la comunicazione sia la chiave».
Cnn: «Vance potrebbe guidare un secondo ciclo di colloqui»
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance potrebbe guidare un eventuale secondo round di colloqui con i funzionari dell’Iran, qualora i negoziati portassero a un nuovo faccia a faccia prima della scadenza del cessate il fuoco prevista per la prossima settimana. Lo riferiscono fonti informate all’emittente statunitense Cnn, precisando che all’eventuale incontro dovrebbero partecipare anche l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente, Jared Kushner, che hanno guidato gli sforzi diplomatici sin da prima dell’inizio del conflitto.
Trump ha affidato ai suoi tre principali consiglieri il compito di trovare una via d’uscita diplomatica alla guerra e «continua a riporre in loro la massima fiducia», hanno affermato le fonti.
La petroliera cinese Rich Starry torna nello Stretto di Hormuz
La petroliera Rich Starry, di proprietà della società cinese Shangai Xuanrun Shipping, con bandiera del Malawi e soggetta a sanzioni statunitensi, è tornata nello Stretto di Hormuz dopo aver lasciato il Golfo il giorno precedente, non essendo riuscita a superare il blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi che fanno scalo nei porti iraniani. Lo riporta il sito della Reuters, citando i dati di monitoraggio marittimo.
«Durante le prime 24 ore, nessuna nave è riuscita a superare
il blocco statunitense», ha dichiarato il Comando Centrale degli
Stati Uniti, aggiungendo che sei navi hanno ottemperato alle
direttive delle forze statunitensi di invertire la rotta per
rientrare in un porto iraniano.
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato il blocco
domenica, dopo che i colloqui del fine settimana a Islamabad tra
Stati Uniti e Iran non hanno portato a un accordo.
Trump: «All’Iran servono 20 anni per ricostruire. E non abbiamo finito»
«Se me ne andassi ora» dall’Iran, a Teheran «ci vorrebbero 20 anni per ricostruire il Paese. E non abbiamo ancora finito». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fox, di cui sono stati diffusi degli estratti. «Vedremo cosa accadrà. Credo che vogliano raggiungere un accordo a tutti i costi», ha osservato Trump. Il presidente Usa ha quindi ribadito che la guerra era necessaria per disarmare l’Iran delle sue capacità sul nucleare. «Se non l’avessi fatto, Teheran avrebbe l’arma nucleare», ha messo in evidenza Trump.
Vance: impegno Usa per prosperità Iran ma stop nucleare
«Trump ha detto all’Iran che se sono disposti a comportarsi come un paese normale, noi siamo disposti a trattarli economicamente come un paese normale», ovvero «ad aiutarli a prosperare». Lo ha riferito il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance durante un forum dell’organizzazione conservatrice Turning Point, tenutosi a Phoenix, in Arizona. Nel suo intervento, rilanciato dalle emittenti Usa, alla presenza di tantissimi studenti e simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Charlie Kirk quando aveva 18 anni, Vance ha ribadito che l’amministrazione statunitense è disposta a impegnarsi affinché l’Iran «prosperi» economicamente, a condizione che si impegni a non dotarsi di armi nucleari: «gli Stati Uniti – ha affermato -li aiuteranno a prosperare nell’economia mondiale e a goderne».
Riguardo alle trattative con Teheran, Vance ha invece sottolineato come «gli Stati Uniti non avevano avuto negoziati di così alto livello in 49 anni», tentando così – evidenzia la Cnn – di celebrare l’importanza dei colloqui durante i quali non è stato raggiunto un accordo definitivo.
Le dichiarazioni di Vance seguono di poche ore l’annuncio dato da Trump secondo cui i negoziati con Teheran potrebbero riprendere tra due giorni. Secondo un articolo del New York Times, l’Iran avrebbe offerto a Washington di sospendere il proprio programma nucleare per 5 anni, ma l’offerta sarebbe stata respinta dalla delegazione statunitense in quanto ritenuta un periodo troppo breve. Sempre la Cnn annuncia, citando fonti vicine ai negoziati, che lo stesso vicepresidente Vance dovrebbe guidare anche il secondo round di colloqui con i funzionari iraniani.
Trump: «La guerra in Iran è quasi finita, la considero molto vicina alla fine»
La guerra in Iran è «quasi finita. La considero molto vicina alla fine». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox News, parlando con Maria Bartiromo che ha riportato su X le frasi del presidente degli Usa: la giornalista ha annunciato che l’intervista sarà trasmessa nella puntata di oggi di Mornings with Maria Bartiromo (dalle 12 alle 15 ora italiana).
Immagini Cnn, l’Iran scava per recuperare lanciamissili sottoterra
L’Iran sta scavando per recuperare lanciamissili intrappolati nel sottosuolo. È quanto emerge da alcune immagini satellitari mostrate dalla Cnn. Non è chiaro se i lanciamissili siano sempre stati nel sottosuolo o se vi siano finiti a causa dei bombardamenti americani.
11 morti nei raid israeliani a Gaza City
E di 11 vittime il bilancio dei raid israeliani con droni a Gaza City. Lo riferiscono funzionari sanitari dell’ospedale Shifa. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito militanti di Hamas nella zona. Due distinti attacchi israeliani avvenuti ieri mattina hanno causato, secondo quanto ha dichiarato un funzionario dell’ospedale, la morte di 2 bambini, tra cui uno di 3 anni, e di tre adulti. Diverse persone sono rimaste ferite e sono state trasferite in ospedale «dopo un attacco aereo israeliano che ha colpito un veicolo della polizia» a Gaza City, ha dichiarato Mahmud Basal, portavoce dell’organizzazione di primo soccorso sotto l’autorità di Hamas.
L’ospedale ha confermato di aver ricevuto i corpi delle vittime. Contattato dall’Afp, l’esercito israeliano ha dichiarato che sta «verificando» le informazioni. Le immagini dell’Afp a Gaza mostrano i palestinesi riuniti intorno al corpo di un uomo, prima di trasportarlo su una barella per il suo funerale, in strade circondate da detriti, nel centro di una città in rovina.
Ieri mattina, un altro palestinese è stato ucciso da colpi di arma da fuoco israeliani nella città di Beit Lahia, a circa otto chilometri a nord della città di Gaza, secondo Mahmoud Bassal. In un comunicato, l’esercito israeliano ha affermato di aver «eliminato» un «terrorista armato» che rappresentava una «minaccia» e che si era avvicinato alla «linea gialla» che delimita la zona sotto il controllo delle truppe israeliane nel nord del territorio. Non è stato subito chiaro se si trattasse della vittima di Beit Lahia. Poi, nella scorsa notte, la Protezione Civile ha riportato altri tre morti in un altro attacco vicino a un incrocio del campo profughi di Al Shati, a Gaza.
Vance: «Trump vuole raggiungere con Teheran un grande accordo. Il Papa? Lo ammiro ma su alcune cose non sono d’accordo»
Donald Trump vuole raggiungere un «grande accordo» con l’Iran. Lo ha detto, a un evento di Turning Point Usa in Georgia, il vicepresidente JD Vance, parlando delle oltre 20 ore di negoziati con Teheran, durante le quali ha guidato la delegazione statunitense. Vance ha detto che la «tregua tra Stati Uniti e Iran sta reggendo», non ha nascosto le difficoltà nel trovare un accordo di pace perché c’è molta «sfiducia» tra Washington e Teheran ma ha anche detto di essere fiducioso e che Trump «non vuole fare un piccolo accordo, vuole fare un grande accordo».
«Questo è lo scambio che sta offrendo, e che Trump sta dicendo all’Iran: `Se vi impegnate a non avere un’arma nucleare, faremo prosperare l’Iran. Lo renderemo economicamente prospero e inviteremo il popolo iraniano nell’economia mondiale in un modo in cui non è mai stato durante tutta la mia vita´», ha spiegato.
Vance ha anche parlato del Papa, dopo il durissimo attacco di Donald Trump: «Mi piace anche quando c’è disaccordo. Mi piace quando il Papa commenta questioni di immigrazione, mi piace quando il Papa parla di aborto, mi piace quando il Papa affronta temi di guerra e pace, perché penso che, quantomeno, inviti a una conversazione. Ci sono certamente cose che il Papa ha detto negli ultimi mesi con cui non sono d’accordo. Da un lato, ancora una volta, mi piace che il Papa sia un sostenitore della pace. Penso che questo sia certamente uno dei suoi ruoli – ha detto Vance -. Dall’altro, come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada? Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio era dalla parte degli americani che liberarono i campi dell’Olocausto e salvarono quelle persone innocenti da coloro che avevano perpetrato l’Olocausto? Io penso decisamente di sì», ha spiegato.
Iran, Canada detassa la benzina per aiutare i cittadini
Il Canada ha annunciato l’adozione di misure per aiutare i consumatori alle prese con l’aumento dei prezzi alla pompa dovuto alla guerra in Iran e alle perturbazioni dei mercati energetici globali. Il primo ministro Mark Carney ha annunciato che sospenderà temporaneamente una tassa federale sulla benzina fino all’inizio di settembre. La misura dovrebbe ridurre il costo di un litro di benzina di 10 centesimi canadesi e quello di un litro di diesel di 4 centesimi canadesi. Carney ha affermato che si tratta di «una misura responsabile che ridurrà i costi operativi per autotrasportatori e imprese nei settori alimentari, agricolo, immobiliare, delle costruzioni e delle consegne» e che avrà un costo di 2,4 miliardi di dollari canadesi (1,7 miliardi di dollari Usa).
Pakistan, continuiamo nostro impegno per negoziati Usa-Teheran
Il ministro delle Finanze pakistano Muhammad Aurangzeb ha dichiarato che «la nostra leadership non si arrende» negli sforzi per aiutare gli Stati Uniti e l’Iran a negoziare. In un’intervista con Associated Press ha sottolineato che i colloqui hanno rappresentato il primo dialogo diretto tra i due Paesi in quasi 50 anni. «Ci piacerebbe molto capire se possiamo continuare a portare avanti il dialogo», ha aggiunto, parlando a margine delle riunioni primaverili del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. «Continueremo a impegnarci, e la nostra leadership si sta adoperando in tal senso».
Aurangzeb ha dichiarato di aver incontrato questa settimana anche funzionari statunitensi, tra cui il rappresentante per il commercio Jamieson Greer e il segretario al Commercio Howard Lutnick, per discutere di questioni commerciali e finanziarie. Il ministro ha in programma venerdì un incontro con il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Vance verso la guida della delegazione Usa in secondo round di trattative con Iran
JD Vance potrebbe guidare la delegazione american in un potenziale secondo round di trattative con l’Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali ai possibili incontri dovrebbero partecipare anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
Macron convoca il Consiglio di sicurezza nazionale
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per oggi alle 11 un nuovo consiglio di Difesa e Sicurezza nazionale sulla situazione in Iran e in Medio Oriente. Lo ha comunicato l’Eliseo in serata specificando che la riunione dei ministri e dei responsabili delle questioni di sicurezza si terrà alle 11:00, al termine del Consiglio dei ministri. L’Eliseo non ha fornito ulteriori dettagli sulla riunione di domani che si svolge due giorni prima della riunione dei paesi «non belligeranti» pronti a partecipare a una missione per il ripristino della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, secondo quanto anticipato – sempre in serata – dal Wall Street Journal.
Venerdì il presidente francese e il primo ministro britannico Keir Starmer co-presiederanno, infatti, una videoconferenza su una missione «puramente difensiva», che non includerebbe gli Stati Uniti, per dare un contributo effettivo alla riapertura dello Stretto alla navigazione «quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno», ha sottolineato l’Eliseo. Parigi e Londra non hanno menzionato il numero di partecipanti a questa riunione, il cui principio era stato annunciato lunedì da Emmanuel Macron. Macron aveva lanciato già a marzo l’idea di una missione per facilitare la riapertura dello Stretto con la fine dei bombardamenti. Parigi e Londra hanno peraltro assicurato di avere già cominciato a lavorare per pianificare insieme ai paesi volontari un intervento di questo tipo.
Attacco di droni contro un gruppo di curdi iraniani, un morto
Un drone ha colpito un
gruppo di curdi iraniani nella regione del Kurdistan iracheno
settentrionale, uccidendo una donna, ha riferito un funzionario
di partito all’Afp. Si tratta del primo attacco di questo tipo
contro i curdi iraniani nel Kurdistan iracheno da quando, la
scorsa settimana, è entrato in vigore nella regione il fragile
cessate il fuoco nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro
l’Iran.
Il comandante Mohammed Hakimi del partito Komala, in esilio,
ha attribuito l’attacco all’«Iran e alle sue milizie affiliate».
Durante la guerra in Medio Oriente, l’Iran ha ripetutamente
colpito posizioni appartenenti a gruppi di curdi iraniani in
esilio nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Un drone
ha colpito il campo Sordash del partito Komala nel tardo
pomeriggio, ha detto Hakimi. «Tre rifugiati curdi iraniani sono
rimasti feriti, tra cui una donna in condizioni critiche», ha
detto Hakimi. Successivamente, il comandante ha riferito all’Afp
che la donna, che era una combattente del partito, è deceduta a
causa delle ferite riportate. Il campo si trova a 40 chilometri
a ovest della città di Sulaimaniyah.
Un altro gruppo di opposizione, il Partito Democratico del
Kurdistan Iraniano (Pdki), ha dichiarato all’Afp che un attacco
di droni ha preso di mira il suo campo nel distretto di
Koysinjaq, vicino a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno,
senza tuttavia segnalare vittime. Il Servizio antiterrorismo
della regione autonoma ha affermato che «un aereo da guerra ha
abbattuto due droni carichi di bombe provenienti dall’Iran»
diretti verso la provincia di Erbil, senza specificare a chi
appartenessero gli aerei.
Gli Usa minacciano sanzioni contro banche cinesi e arabe che operano con Teheran
Il dipartimento del Tesoro Usa ha inviato una lettera, visionata dall’Associated Press, a istituzioni finanziarie in Cina, Hong Kong, negli Emirati Arabi Uniti e in Oman, mettendole in guardia sui rischi derivanti dallo svolgimento di attività commerciali con l’Iran. Il dipartimento ha inoltre minacciato sanzioni secondarie nei confronti delle banche di questi Paesi, accusandoli di consentire il transito di attività illecite iraniane attraverso le proprie istituzioni finanziarie. La lettera afferma che, nel corso del 2024, l’Iran ha movimentato almeno 9 miliardi di dollari attraverso conti statunitensi, avvalendosi di una serie di società di copertura, operanti in particolare a Hong Kong e negli Emirati Arabi Uniti.
Wsj, oggi 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita due funzionari statunitensi, più di 20 navi mercantili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Un altro funzionario ha aggiunto che tra le imbarcazioni che hanno solcato lo stretto nelle ultime 24 ore figuravano navi cargo, portacontainer e petroliere in entrata e in uscita dal Golfo Persico. Secondo il rapporto, alcune navi avrebbero navigato con i transponder spenti per minimizzare il rischio di attacchi iraniani.
«Israele e Libano uniti per liberare il Paese»: costruttivi i colloqui di pace a Washington ma senza Hezbollah presente
I negoziati fra Israele e Libano al Dipartimento di Stato, questo martedì nella capitale americana, sono terminati. Vi sarebbe un cauto ottimismo, come ha dichiarato l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, sottolineando che sia Israele che Libano sono “uniti nel liberare il paese” dall’influenza iraniana, esercitata sotto forma dei miliziani di Hezbollah. I giornalisti presenti – tenuti lontani dalle stanze dove i delegati si sono incontrati – immaginavano dei colloqui che sarebbero durati per tutta la giornata. Tuttavia, dopo solo due ore di incontro, gli ambasciatori dei due Paesi hanno concluso la sessione, annunciando che un’intesa è possibile.
«Oggi abbiamo scoperto di trovarci dalla stessa parte dell’equazione, e questa è la cosa più positiva che avremmo potuto ricavarne”, ha dichiarato Leiter. Il diplomatico ha affermato che l’incontro ha rappresentato «l’inizio» di un nuovo sforzo per sconfiggere Hezbollah, con il governo libanese che ha espresso un “forte desiderio” di disarmare completamente il gruppo armato sostenuto da Teheran. «Ciò che mi dà speranza è il fatto che il governo libanese ha chiarito molto bene che non sarà più ostaggio di Hezbollah, e che l’Iran è stato indebolito. Hezbollah è drasticamente indebolito. Questa è un’opportunità», ha dichiarato ai giornalisti fuori dal Dipartimento di Stato. Leiter, inoltre, ha assicurato di non volere assolutamente la Francia come possibile mediatore: “Vorremmo tenere i francesi il più lontano possibile praticamente da tutto, ma, in particolare quando si tratta di negoziati di pace, non sono necessari. Non esercitano un’influenza positiva, specialmente in Libano”. Il faccia a faccia è stato degno di nota, poiché Israele e il Libano non intrattenevano relazioni diplomatiche da decenni, precisamente dal 1993.
La data e il luogo di una riunione di follow-up verranno annunciati in un secondo momento, ma i colloqui dovrebbero proseguire già nelle prossime settimane. In tutto ciò, un cessate il fuoco in Libano non è stato raggiunto, mentre le ostilità fra Israele e Hezbollah proseguono.
Costa vede bin Salman: «Usa e Iran si impegnino per accordo duraturo»
«Sono stato lieto di effettuare la mia prima visita nel Regno dell’Arabia Saudita e di incontrare il principe ereditario Mohammed bin Salman, all’indomani degli attacchi ingiustificabili che il Paese ha recentemente subito. Ho espresso la piena solidarietà dell’Ue all’Arabia Saudita e al suo popolo. Apprezziamo enormemente il ruolo stabilizzatore dell’Arabia Saudita e i suoi sforzi volti a promuovere il dialogo e la diplomazia». Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo António Costa, in missione nei Paesi del Golfo.
«È fondamentale che lo slancio dell’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sia mantenuto e che tutte le parti si impegnino in buona fede per raggiungere un accordo sostenibile e globale. La leadership iraniana dovrebbe cogliere questa opportunità per rispondere alle preoccupazioni della comunità internazionale: sul nucleare, sui missili balistici, sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e sul suo sostegno ai gruppi proxy, in particolare Hezbollah. La diplomazia è l’unica via verso una pace duratura», ha aggiunto.
Wsj: «Hormuz, l’Ue lavora a coalizione internazionale senza Usa»
I Paesi europei stanno elaborando un piano per creare una coalizione internazionale con l’obiettivo di ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz una volta terminato il conflitto iraniano, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo cui l’iniziativa, promossa da Regno Unito e Francia, prevederebbe una missione difensiva con operazioni di sminamento e il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la missione escluderebbe le «parti belligeranti», ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. L’obiettivo è favorire la ripresa del traffico commerciale nello stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Il piano potrebbe coinvolgere anche la Germania, finora riluttante a operazioni militari all’estero, ma dotata di importanti capacità, in particolare nel campo dello sminamento.
Secondo fonti diplomatiche, un primo confronto internazionale è previsto con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer, alla quale Washington non parteciperà.
Il Tesoro Usa non proroga esenzioni su petrolio Teheran
L’amministrazione Trump ha annunciato che non intende prorogare l’autorizzazione temporanea alla vendita del petrolio iraniano, attualmente in scadenza domenica 19 aprile. Lo ha reso noto su X il Dipartimento del Tesoro. «La breve autorizzazione che consente la vendita del petrolio iraniano già bloccato in mare scadrà tra pochi giorni e non sarà rinnovata – si legge nella nota -. Le istituzioni finanziarie sono avvisate che il Dipartimento sta utilizzando l’intero ventaglio degli strumenti e delle autorità disponibili ed è pronto a imporre sanzioni secondarie contro le istituzioni finanziarie estere che continuano a sostenere le attività dell’Iran».
Reza Pahlavi a Roma per incontrare leader politici e imprenditori
Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran e principale figura dell’opposizione iraniana in esilio, è arrivato a Roma per incontrare esponenti politici e imprenditoriali italiani. Lo ha reso noto lui stesso attraverso il suo profilo sul social network X. «Sono arrivato a Roma per incontrare i leader politici e imprenditoriali italiani. Mi impegnerò affinché la voce del popolo iraniano non venga messa a tacere e discuterò dell’unica vera strada per garantire pace, sicurezza e prosperità nel mondo: la liberazione dell’Iran dalla Repubblica islamica», ha scritto Pahlavi.
Secondo indiscrezioni, nella giornata di oggi Pahlavi incontrerà al Senato e alla Camera numerosi parlamentari di diversi schieramenti, in particolare esponenti del centrodestra. Giovedì è invece previsto un evento a porte chiuse, organizzato dall’Istituto Milton Friedman e dal Centro Studi Americani di Roma, presso la sede di quest’ultimo, durante il quale il Principe ereditario sarà intervistato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone. Nella stessa giornata e a seguire terrà incontri con diversi imprenditori italiani di primo piano.
Trump: «Possibili nuovi colloqui entro due giorni»
Donald Trump ha dichiarato che i colloqui sull’Iran potrebbero riprendere in Pakistan nei prossimi due giorni, secondo quanto riportato in un’intervista al New York Post. «Dovreste restare lì, davvero, perché potrebbe succedere qualcosa nei prossimi due giorni, e siamo più propensi ad andare lì», ha detto il presidente Usa, aggiungendo che il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, sta facendo un «ottimo lavoro» nei colloqui. «È fantastico, e quindi è più probabile che torniamo»
