Hamas denuncia 21 morti, l’Idf smentisce

Al 236/esimo giorno di guerra, l’Idf ha confermato che i soldati sono entrati in azione a Rafah lungo il ‘Corridoio Filadelfia’ – che si snoda parallelo al confine con l’Egitto – per “azioni mirate” e “combattimenti ravvicinati” con i miliziani di Hamas e contro “obiettivi terroristici”.
Truppe e tank israeliani sono stati visti nel centro di Rafah, l’ultima città del sud della Striscia su cui da settimane si concentrano le operazioni dell’Idf. A darne notizia sono stati residenti locali ripresi dalla Reuters e altri media. Ma a suscitare un giallo mediatico è stata la notizia – diffusa da fonti della Protezione civile di Hamas della Striscia e da medici – di un nuovo attacco israeliano “sulle tende” della zona umanitaria di a-Mawasi che avrebbe causato la morte di 21 palestinesi.
Un raid negato con forza dall’Idf: “Contrariamente ai rapporti di queste ultime ore, l’esercito non ha colpito nella zona umanitaria di A-Mawasi”, a ovest di Rafah.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres intanto ha condannato “con la massima fermezza” i raid aerei su Rafah e ha detto di avere “il cuore spezzato dalle immagini delle persone uccise e ferite, tra cui molti bambini piccoli. L’orrore e la sofferenza devono cessare immediatamente”.
L’amministrazione Biden sta ancora valutando se l’attacco israeliano a Rafah costituisca una violazione della “linea rossa” suggerita dal capo della Casa Bianca. Secondo l’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, circa un milione di persone “sono fuggite” da Rafah nelle ultime tre settimane, senza avere “un posto sicuro dove andare in mezzo ai bombardamenti, tra mancanza di cibo e acqua, cumuli di rifiuti e condizioni di vita inadeguate”.
Intanto, nella battaglia diplomatica scatenatisi dopo il riconoscimento di Spagna, Irlanda e Norvegia dello Stato palestinese, il ministro degli Esteri Israel Katz è tornato ad attaccare Madrid. Su X ha detto che “Khamenei, Sinwar e il vice primo ministro spagnolo Yolanda Diaz chiedono l’eliminazione di Israele e la creazione di uno Stato terrorista islamico palestinese dal fiume al mare”. “Primo Ministro Sanchez – ha proseguito – se non licenzi il tuo vice e annunci il riconoscimento di uno Stato palestinese, sei complice nell’istigazione al genocidio ebraico e ai crimini di guerra”. Mentre il campo non sembra lasciar spazio alle speranze, novità potrebbero arrivare dalle possibili trattative su cui Egitto, Qtar e Usa stanno spingendo molto. Secondo i media, Israele ha presentato ai mediatori una proposta “ufficiale scritta e aggiornata”, più mitigata, su un possibile accordo con Hamas per il rilascio degli ostaggi.

Gaza: l’Arabia Saudita condanna i “continui massacri genocidi”
“L’Arabia Saudita condanna e denuncia con la massima fermezza i continui massacri genocidi commessi dalle forze di occupazione israeliane contro il popolo palestinese senza alcun deterrente, continuando a prendere di mira le tende dei rifugiati palestinesi indifesi a Rafah”: lo scrive su X il ministero degli Esteri saudita.

L’Algeria propone una nuova risoluzione Onu per fermare l’offensiva a Rafah
L’Algeria sta facendo circolare una proposta di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e ordina a Israele di fermare immediatamente la sua offensiva militare nella città di Rafah. La bozza di risoluzione, ottenuta da Associated Press, chiede anche che il cessate il fuoco sia rispettato da tutte le parti e il rilascio immediato di tutti gli ostaggi presi durante l’attacco di Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre. Alcuni diplomatici hanno dichiarato di sperare in un voto rapido, già oggi. La bozza chiede anche il rispetto delle precedenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che impongono l’apertura di tutti i valichi di frontiera e l’accesso umanitario ai 2,3 milioni di persone di Gaza che hanno un disperato bisogno di cibo e altri aiuti. La risoluzione proposta afferma che “la situazione catastrofica nella Striscia di Gaza costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza regionale e internazionale”. Esprime grave preoccupazione per la “carestia che si sta diffondendo nella Striscia di Gaza” e per le sofferenze dei palestinesi che si sono rifugiati a Rafah. Per questo si chiede a Israele di “fermare immediatamente la sua offensiva militare e qualsiasi altra azione a Rafah”. La bozza condanna inoltre quello che definisce “l’attacco indiscriminato ai civili, compresi donne e bambini, e alle infrastrutture civili”. L’ambasciatore algerino alle Nazioni Unite, Amar Bendjama, che è anche il rappresentante arabo al Consiglio di Sicurezza, ha detto ai giornalisti, dopo le consultazioni d’emergenza a porte chiuse di ieri, che avrebbe inviato la bozza di risoluzione al Consiglio dei 15 membri.

Messico, scontro polizia-manifestanti all’ambasciata israeliana
Un gruppo di manifestanti si è scontrato con la polizia antisommossa vicino all’ambasciata israeliana in Messico martedì sera, durante una manifestazione contro gli attacchi israeliani alla città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. I manifestanti, alcuni dei quali erano incappucciati, hanno lanciato pietre contro una squadra di poliziotti che ha bloccato il loro passaggio verso il complesso diplomatico nel ricco quartiere di Lomas de Chapultepec, al che la polizia ha risposto con gas lacrimogeni.

L’Idf intercetta “bersaglio aereo sospetto” vicino al Libano
L’Idf ha intercettato “un bersaglio aereo sospetto” che era diretto verso Israele. Una dichiarazione dell’esercito non specifica da dove abbia vuto origine l’aereo, ma dice che è stato abbattuto sul mare vicino a Rosh Hanikra, vicino al confine con il Libano. Lo riportano i media israeliani.

Houthi attaccano nave greca nel Mar Rosso al largo dello Yemen
Secondo il Centcom, le forze statunitensi “hanno distrutto con successo cinque sistemi aerei senza equipaggio sul Mar Rosso, lanciati da un’area dello Yemen controllata dagli Houthi, sostenuta dall’Iran”. “È stato stabilito – aggiunge la nota – che i sistemi rappresentavano una minaccia imminente per le navi mercantili nella regione”. In seguito all’escalation del conflitto israelo-palestinese nella Striscia di Gaza, il movimento Ansar Allah ha dichiarato che colpirà il territorio israeliano e impedirà alle navi associate a Israele di passare attraverso le acque del Mar Rosso e dello stretto di Bab-el-Mandeb fino a che le operazioni militari in territorio palestinese non saranno state fermata. Dallo scorso novembre gli Houthi hanno attaccato decine di navi civili nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.

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