Con investimenti pubblici e privati da oltre 300 miliardi di dollari, l’India si prepara a diventare un hub globale per l’AI, attirando colossi come Google, Microsoft e Amazon

L’obiettivo del summit sul presente e il futuro dell’intelligenza artificiale in corso a New Delhi è di creare le condizioni perché i prossimi sviluppi del settore non servano unicamente a massimizzare i dividendi finanziari e strategici dei Paesi che stanno guidando questa rivoluzione tecnologica, ma mettano al centro l’uomo, compresi i miliardi che vivono nel Global South.
Ma di questo si occuperanno i leader politici come i presidenti di Francia e Brasile, Emmanuel Macron e Luiz Inácio Lula da Silva, che nei prossimi giorni faranno tappa nella capitale indiana.
Per il momento a dominare la scena del summit sono le aziende, impegnate in una gara di annunci a cui non si è sottratto neppure il governo indiano del premier Narendra Modi che, come d’abitudine, ha trasformato un evento internazionale in un palcoscenico per proiettare l’immagine di un’India in marcia verso un futuro di crescita e prosperità.
Tra gli annunci che hanno avuto il maggiore impatto sui corsi azionari c’è quello di Infosys, numero due indiano dell’It, e Anthropic, che tra i big player dell’Ai è forse quello che sta guardando con più interesse al mondo delle imprese. Le due società hanno annunciato una collaborazione per realizzare soluzioni avanzate di intelligenza artificiale per il mondo corporate.
Anthropic farà interagire i suoi modelli Claude con i prodotti della famiglia Topaz AI di Infosys per aiutare le imprese ad automatizzare processi e produzione di software. Dopo l’annuncio, il titolo di Infosys ha guadagnato il 4,8 per cento recuperando almeno in parte il 16% di capitalizzazione bruciata dal 1 gennaio in buona parte proprio a causa dei progressi fatti da Anthropic.
A conferma che nei prossimi anni l’India giocherà un ruolo di primo piano non tanto nella progettazione di modelli, quanto nell’ospitare i data center per farli “girare”, il Gruppo Adani ha annunciato che investirà nel settore 100 miliardi di dollari da qui al 2035. I data center per l’intelligenza artificiale della conglomerata di Mumbai, che fino a oggi ha operato principalmente nel settore delle infrastrutture e dell’energia, dovrebbero essere alimentati mediante fonti rinnovabili.
Per non essere da meno il governo indiano ha fatto sapere, per bocca del ministro della Tecnologia Ashwini Vaishnaw, che nei prossimi anni cercherà di attirare investimenti per 200 miliardi di dollari nel settore dei data center.
In parte i capitali sono già stati messi a budget. Lo scorso ottobre, Google ha annunciato un piano di investimenti da 15 miliardi di dollari in India nei prossimi cinque anni per creare il suo primo hub di intelligenza artificiale nel Paese. Due mesi dopo, Microsoft ha annunciato il suo più grande investimento di sempre in Asia, 17,5 miliardi di dollari, per potenziare l’infrastruttura cloud e di intelligenza artificiale dell’India nei prossimi quattro anni. Anche Amazon si è impegnata a investire 35 miliardi di dollari in India entro il 2030 per espandere le proprie attività, con un focus specifico sulla digitalizzazione guidata dall’AI.

A.N.D.E.
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.