13 Gennaio 2026

L’Idf ha lanciato una nuova offensiva a ovest di Teheran mentre il capo della Casa Bianca per la prima volta evoca un cambio di guida in Iran

Mentre Trump parla apertamente, e per la prima volta, di cambio di regime in Iran, coniando un nuovo acronimo MIGA (riadattando il suo Maga), l’esercito israeliano lancia una nuova offensiva contro siti militari di Teherane il ministro degli esteri Araghchi è a Mosca dove oggi incontrerà Putin per discutere della reazione all’intervento Usa contro i tre siti nucleari.

07:19 – Attesa per l’incontro Araghchi-Putin a Mosca
Il ministro degli Esteri iraniano – che si trova a Mosca per colloqui al Cremlino – ha affermato che avrà “discussioni serie e importanti” con il presidente russo Vladimir Putin, toccando “sfide e minacce comuni”. La Russia ha condannato gli attacchi degli Stati Uniti agli impianti nucleari iraniani e l’ambasciatore russo all’Onu ha affermato che l’America ha “aperto un vaso di Pandora”. Se il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi incontrerà Putin più tardi oggi, è probabile che riceva forti parole di sostegno dal leader del Cremlino, ma l’assistenza militare da Mosca sembra improbabile. La Russia e l’Iran hanno un accordo di partenariato strategico, ma non è un patto di difesa e non obbliga Mosca a fornire sostegno militare a Teheran.

07:17 – Idf: “Stiamo attaccando siti militari a Kermanshah”
I caccia israeliani stanno bombardando siti militari a Kermanshah, nell’Iran occidentale. Lo riferiscono le Idf, le Forze di difesa israeliane. L’aeronautica militare israeliana “sta attualmente colpendo siti infrastrutturali militari a Kermanshah, in Iran”, si legge in una nota dell’esercito.

07:17 – Media: giustiziata spia Mossad, capo della squadra informatica
I media iraniani hanno riferito dell’esecuzione di una “spia del Mossad” che, secondo loro, agiva come capo di una squadra informatica affiliata all’agenzia di intelligence israeliana. Lo rende noto Ynet. La magistratura iraniana ha comunicato che “Mohammad-Amin Mahdavi Shayesteh è stato impiccato questa mattina per cooperazione di intelligence con il regime sionista”.

06:23 – Mosca lancia l’allarme contaminazione alimentare dopo gli attacchi Usa ai siti nucleari
Gli attacchi agli impianti nucleari in Iran potrebbero danneggiare la sicurezza alimentare di diversi Paesi. Lo ha affermato Sergei Dankvert, capo dell’ente russo di controllo e vigilanza nel campo della veterinaria e della qualità e sicurezza dei prodotti alimentari.
“Il pericolo maggiore – ha detto Dankvert – è rappresentato dagli attacchi agli impianti nucleari che potrebbero causare la contaminazione dei territori. L’Iran produce grandi quantità di prodotti vegetali e animali. Pertanto, tali danni avrebbero un grave impatto in termini di approvvigionamento alimentare”.

05:44 – Rubio invita la Cina a premere sull’Iran per evitare la chiusura dello Stretto di Hormuz
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha invitato la Cina a sollecitare l’Iran a non chiudere lo Stretto di Hormuz in risposta agli attacchi di Washington contro i siti nucleari di Teheran. “Incoraggio il governo cinese a contattarli in merito, perché dipendono fortemente dallo Stretto di Hormuz per il loro petrolio”, ha detto Rubio, che è anche consigliere per la Sicurezza nazionale, parlando a Fox News dopo che il Parlamento iraniano ha approvato il blocco strategico dello Stretto attraverso cui transita la gran parte di petrolio e gas mondiale demandando la decisione finale al Consiglio supremo di sicurezza nazionale.

04:28 – Trump: “I siti nucleari in Iran annientati”
“Tutti i siti nucleari in Iran hanno subito danni monumentali, come mostrato dalle immagini satellitari. Annientamento è un termine esatto! La struttura bianca mostrata è incastonata profondamente nella roccia, con il tetto ben al di sotto del livello del terreno, e completamente protetto dal fuoco. I danni maggiori si sono verificati ben al di sotto del livello del suolo. Centro!!!”. Così il presidente Usa, Donald Trump, su Truth.

04:24 – Trump rinvia a martedì la partenza per il vertice Nato: oggi incontra il suo team sulla sicurezza
Donald Trumprinvia la partenza per il vertice Nato di Amsterdam. La Casa Bianca aveva annunciato la sua partenza per oggi ma nel programma di lunedì risulta solo una riunione con il Consiglio per la sicurezza nazionale, alle 13 locali (le 19 in Italia). Citando fonti della West Wing, alcuni media hanno riferito che il tycoon partirà domani, martedì, per il summit dell’Alleanza.

03:49 – Khamenei: “Israele ha fatto grave errore, sarà punito”
Israele ha commesso un “grave errore” e “deve essere punito”. Lo si legge in un account social associato alla guida suprema iraniana Ayatollah Ali Khamenei, in quelli che sarebbero i suoi primi commenti da quando gli Stati Uniti si sono uniti alla guerra di Israele. Nel post pubblicato su X si legge: “Il nemico sionista ha commesso un grave errore, ha commesso un grande crimine; deve essere punito e verrà punito; viene punito proprio ora”.
Il post è accompagnato da un’immagine di un teschio con la stella di Davide, in cima a una città oscurata con missili che piovono dal cielo.

02:26 – Gli attacchi israeliani hanno ucciso 950 persone e ne hanno ferite quasi 3500
Gli attacchi israeliani contro l’Iran hanno ucciso almeno 950 persone e ne hanno ferite 3.450, afferma un gruppo per i diritti umani. Il gruppo Human Rights Activists, con sede a Washington, ha fornito i dati che coprono l’intero territorio iraniano. Ha affermato di aver identificato 380 civili e 253 membri delle forze di sicurezza uccisi, tra i quali figurano anche le vittime di 253 membri delle forze di sicurezza. L’Iran non ha fornito un bilancio delle vittime regolare durante il conflitto e in passato ha minimizzato le perdite.

02:24 – Missili dall’Iran, allarme in tutto il centro di Israele
Le sirene d’allarme stanno suonando a Tel Aviv, Gerusalemme e in tutto il centro di Israele per il lancio di missili dall’Iran.

02:11 – Borse, apertura in Asia: balzo dei prezzi del petrolio
Balzo dei prezzi del petrolio con un’impennata del 4% all’avvio delle contrattazioni in Asia. Pochi minuti dopo l’avvio degli scambi le quotazioni si sono stabilizzate ma segnano un netto progresso dei future sia del WTI che del Brent. È soprattutto la limitazione o l’interruzione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz a mettere in allarme gli operatori del mercato. A metà giugno, gli esperti di JPMorgan avevano avvertito che uno “scenario peggiore” in Medio Oriente potrebbe far salire il prezzo del barile di petrolio fino a 130 dollari

01:27 – Nuovi attacchi dell’esercito israeliano a “siti militari iraniani”
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato nuovi attacchi contro “obiettivi militari” iraniani, tra cui siti di lancio e stoccaggio di missili.
“Circa 20 jet da combattimento hanno condotto attacchi utilizzando oltre 30 munizioni”, ha dichiarato l’Idf in una nota “condotti su siti di stoccaggio e di infrastrutture per il lancio di missili”, oltre che su “satelliti militari e siti radar”.

01:01 – Il ministro Araghchi a Mosca per colloqui con Putin
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è a Mosca per colloqui con il presidente russo Vladimir Putin e “altri alti funzionari russi”. Lo dichiara l’agenzia di stampa ufficiale Irna, secondo cui i colloqui riguarderanno “gli sviluppi dopo l’aggressione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran”.

00:54 – Nyt: “Segni di possibili attacchi a basi Usa in Iraq e Siria da parte di milizie sostenute dall’Iran”
Funzionari militari e dell’intelligence americani hanno rilevato segnali secondo cui milizie sostenute dall’Iran si stanno preparando ad attaccare le basi statunitensi in Iraq, e forse in Siria, in rappresaglia per gli attacchi statunitensi in Iran. Lo scrive il New York Times, precisando che finora tali milizie si sono trattenute e che funzionari iracheni stanno lavorando duramente per dissuaderle dall’agire.

00:51 – Trump parla di cambio di regime in Iran e conia l’acronimo MIGA
Un cambio di regime in Iran non è un tabù. Lo scrive Donald Trump in un post su Truth in cui, parafrasando il suo motto ‘Make America Great Again‘, conia un nuovo acronimo MIGA ‘Make Iran Great Again‘: “Non è politicamente corretto usare l’espressione ‘cambio di regime’, ma se l’attuale regime iraniano non è in grado di rendere di nuovo grande l’Iran, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime???”.

A.N.D.E.
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