Abbiamo smarrito la creatività che è riconosciuta solo agli artisti ed è negata a noi poveri mortali. Ecco, dobbiamo ritrovarla
La società nella quale viviamo e, di conseguenza, la nostra vita son fatte di regole. Banali ma necessarie. Il semaforo. Il fisco. La fila. L’orario di lavoro. Senza regole la nostra società verrebbe giù. Tuttavia, avvertiamo a pelle e sappiamo con la testa che non possiamo vivere in un mondo fatto tutto di regole, altrimenti la caserma e l’ospedale sarebbero i luoghi ideali dove vivere ma nessuno di noi aspira a vivere in una caserma e in un ospedale pur riconoscendo il valore dell’esistenza dell’una e dell’altro. Anzi, da questo punto di vista, ossia del valore del rispetto delle regole, siamo fin troppo regolari e regolamentati: lo siamo nei pasti e nelle diete, nelle cure e nella palestra, in azienda e, naturalmente, con la tecnologia senza la quale non siamo più in grado di muovere un passo da casa.
Con il recente lockdown, che nel pensier rinnova la paura, abbiamo fatto la distopica esperienza del controllo totale. Ecco, il nostro tempo sembra essere proprio quello dell’assoluto controllo e della sorveglianza. Sarà per questo che in cuor nostro, chi più chi meno, aspiriamo alla fuga: una vacanza, un buen retiro, un’isola. Ma — ecco il punto — lì giunti ci assale il tempo libero e non sappiamo più cosa fare a tal punto che desideriamo ritornare al più presto alla nostra routine delle regole. Nel tempo libero, lo notava già Hannah Arendt, ci facciamo del male e cadiamo in una forma di depressione peggiore della vita tutta regolata da riti e algoritmi. Perché? Perché abbiamo un bel po’ smarrito la creatività che è riconosciuta solo agli artisti ed è negata a noi poveri mortali. Parafrasando Dostoevskij: la creatività salverà il mondo. La creatività nella normalità: sul lavoro, a scuola, in famiglia, persino con AI. Perché ci rende più vivi, autonomi, più responsabili e meno replicanti. Lo aveva notato Domenico De Masi che nei suoi ultimi libri — La fantasia e la concretezza; L’emozione e la regola — prestò attenzione alla creatività dei singoli e dei gruppi che crearono la civiltà europea.
