Nel 2027 si voterà per le politiche e quindi non sarà difficile immaginare un’altra proroga. La maggiore libertà concessa agli esercizi commerciali fu una decisione, necessaria e corretta dei tempi del Covid. Ma oggi in alcuni casi sfioriamo il delirio
Un emendamento di Fratelli d’Italia al Decreto semplificazioni, attualmente in discussione al Senato, proroga, al 30 giugno 2027, la disciplina – termine quanto mai inappropriato – che regola i dehor e i tavolini all’aperto degli esercizi commerciali. La scadenza della fine di quest’anno non avrebbe lasciato tempo ai Comuni per approvare una diversa regolamentazione. La coincidenza con la tornata di elezioni regionali consiglia poi alla maggioranza di non allarmare più di tanto gli esercenti che sono una categoria di rilevante peso politico.
Nel 2027 si voterà però per le politiche e quindi non sarà difficile immaginare un’altra proroga. La maggiore libertà concessa agli esercizi commerciali di allargare ai marciapiedi e alle piazze l’area delle loro attività fu una decisione, necessaria e corretta – anche per permettere un prudente distanziamento – dei tempi del Covid. Ma oggi in alcuni casi sfioriamo il delirio.
Molte delle nostre città, in particolare quelle che registrano un notevole afflusso di turisti, si sono trasformate in un’immensa distesa di tavoli all’aperto, sui quali si mangia a qualsiasi ora. Il distanziamento si è tradotto nello sfruttamento del maggior grado possibile di affollamento. Il paradosso, tanto per fare l’esempio di Milano, è che chi ha ottenuto la licenza in tempi recenti e non rispetta i criteri (per esempio lo spazio di passaggio di due metri sul marciapiede) può essere multato dai vigili, chi è ancora in regime straordinario Covid assolutamente no e può persino considerare i passanti come degli intrusi dei loro locali. Interi marciapiedi sono stati privatizzati.
La pulizia lascia, in diversi casi, a desiderare. Gli spazi occupati all’aperto sono ormai come delle spiagge urbane. Sarà difficile se non impossibile tornare indietro, e anche far pagare il dovuto per spazi dal grande valore commerciale. Ma almeno si richieda più cura e attenzione al decoro che oggi, spesso, è andato semplicemente a farsi benedire.
