12 Febbraio 2026
Esercito italiano

Oggi Tajani presenta la strategia del governo per l’estremo nord: “Lavoriamo uniti, la vera minaccia arriva da Cina e Russia”

L’Italia non invierà soldati in Groenlandia. Non in occasione dell’esercitazione “Arctic Endurance”, che si apre nelle prossime ore e impegnerà militari francesi, tedeschi, svedesi e norvegesi. Una presenza che servirà a valutare se rafforzare l’impegno nel territorio coperto dai ghiacci. Ma soprattutto a inviare un segnale di deterrenza all’aggressività di Trump. Il governo di Giorgia Meloni per ora si sfila. La sua posizione è espressa in un lungo dossier che sarà presentato stamattina alla Farnesina dal vicepremier, Antonio Tajani. E che si può sintetizzare così: l’esecutivo è per il «pieno rispetto del diritto internazionale, della sovranità danese e del diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese». Ma le minacce, è la tesi, arrivano da Russia e Cina, dunque in questa ottica l’Italia intende collaborare con Nato e Ue, tenendo a bordo gli americani. Così potremmo offrire i nostri satelliti e partecipare a «esercitazioni mirate».
Quanto alle truppe Ue, ufficialmente Meloni non si è ancora esposta. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, paragona però l’iniziativa a «una barzelletta». La premier è atterrata ieri a Tokyo, nel giorno del suo quarantanovesimo compleanno. A muoverla, in questa fase, c’è certamente la cautela, come ogni volta che si trova a doversi posizionare rispetto al presidente degli Stati Uniti. L’esercitazione Ue è solo un passaggio intermedio, però. Perché la presenza dei principali Paesi europei nell’Artico potrebbe diventare presto definitiva. E Meloni sarà chiamata a decidere. L’isolazionismo leghista rende arduo ipotizzare un intervento, ma esiste una valutazione che si fa largo ai vertici del governo: le minacce Usa alla Groenlandia, dicono i recentissimi sondaggi, sono bocciate dal 90% degli italiani.
La strategia del governo è allora l’ennesimo esercizio di equilibrismo. Nel dossier, 52 pagine, titolo “La politica artica italiana”, si legge che l’Artico è «anche un territorio europeo». Per questo il governo chiede un «ruolo più profilato della Ue, in una fase in cui ci si deve confrontare con il gioco geopolitico tra grandi potenze». C’è una carezza anche per gli Usa, nel passaggio in cui il nostro Paese s’impegna a «sviluppare una maggiore progettualità con i Paesi dell’Artico nord americano (Canada e Stati Uniti)». Ma senza offensive: l’Italia «sostiene l’impegno della Ue per un Artico pacifico, sostenibile e prospero».
La relazione chiesta da Tajani mesi fa è stata aggiornata in queste ore, per tenere conto delle tensioni sulla Groenlandia. Si parla delle opportunità per le nostre imprese nella regione, da Eni a Enel e Leonardo. E si descrive l’approccio italiano come «responsabile, multilaterale e integrato». La Farnesina non vuole una «proiezione offensiva», ma «intende contribuire alla sicurezza e alla difesa della regione artica nel quadro dei propri impegni multilaterali (Nato e Ue)». Quanto a Cina e Russia, «la minaccia principale non è militare diretta, ma rivolta al controllo delle materie prime critiche».
Se non ci saranno strappi con gli Usa, Roma si dice disponibile a «partecipare a consorzi europei e transatlantici per estrazione e raffinazione» delle materie critiche e sostiene i meccanismi Ue «di screening degli investimenti in Groenlandia». L’offerta investe anche l’ambito militare. Il dossier ipotizza una «cooperazione su sistemi satellitari per la sorveglianza marittima e il controllo delle rotte artiche». Si accenna all’«eventuale impiego di truppe in contesti di climi rigidi ed innevati». Ma la difesa della Nato, per la Farnesina, deve essere in ogni caso «discreta, difensiva, coordinata». Viste le bizze (e le minacce) di Trump, il rischio è che sia solo un bell’auspicio.

A.N.D.E.
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