11 Dicembre 2025

Sciopero generale dell’Usb per marcare le distanze dal governo: rischio blocchi nei porti e mezzi pubblici a singhiozzo

L’Italia si blocca per sostenere la Palestina. Nel giro di tre giorni la mobilitazione per Gaza si è allargata dalle piazze della Cgil di venerdì a quelle dei sindacati autonomi che per oggi hanno proclamato lo sciopero generale e portano in corteo studenti e lavoratori in 81 città. Dalla capitale a Milano e Napoli, da Genova a Palermo, la protesta cresce. L’Usb parla di «centinaia di migliaia, forse milioni» di adesioni.

Lo slogan “Blocchiamo tutto” echeggia quello francese contro Macron e la manovra. Con parole d’ordine nette: rottura delle relazioni con Israele, embargo, stop alla fornitura di armi, con la Flotilla e contro il genocidio. Una distanza evidente rispetto alla linea del governo Meloni, che non ha mai aperto al riconoscimento dello Stato di Palestina e a Bruxelles non ha deciso come votare sulle nuove sanzioni.

 

Sciopero di 24 ore in tutti i settori, pubblico e privato

Lo sciopero generale di 24 ore, proclamato da Usb, Adl Cobas, Cub e Sgb, coinvolge trasporti (bus, metro e treni, ma non gli aerei per lo stop della commissione di garanzia), porti, scuola, università, sanità, logistica, vigili del fuoco. Le manifestazioni principali si tengono a Roma, in piazza dei Cinquecento, a Milano in piazzale Cadorna, a Napoli con un doppio corteo da piazza Garibaldi e dall’ex base Nato di Bagnoli. A Genova appuntamento ai varchi di San Benigno e Albertazzi, con l’obiettivo di bloccare l’accesso al porto. Presidi e cortei anche a Torino, Firenze, Bologna, Palermo, Bari, Ancona, Cagliari.

Dai porti alle scuole e alle università

Il cuore della protesta restano i porti, da cui era partito l’appello dei lavoratori. «Sarà la gente a mettersi davanti ai valichi e ad impedire il passaggio, dando una mano ai lavoratori che dentro si saranno fermati: lo stop così sarà totale», dice Usb. Ma la novità è la forte presenza degli studenti: a Roma gli universitari della Sapienza, a Genova cortei dalle scuole di Sampierdarena e dall’ateneo di via Balbi, a Bologna, Pisa, Perugia e Lecce manifestazioni simili.

Dare un segnale ai palestinesi

Usb descrive l’iniziativa come «una valanga di adesioni che travolge tutto, vecchie appartenenze e sigle sindacali». Per il sindacato di base «bloccare tutto significa dare un segnale alla popolazione palestinese che non siamo rimasti fermi». E consegnare «un avviso di sfratto a Palazzo Chigi». Arrivano adesioni anche dal fronte politico. Nicola Fratoianni (Avs) parla di «Italia diversa e migliore di chi governa, che non vuole essere complice di un genocidio». Non mancano tensioni con le istituzioni. La Flc-Cgil di Piacenza denuncia «presunte pressioni» del ministero dell’Interno su alcune scuole, invitate a confinare le iniziative dentro le aule «per prudenza».

 

Prima la Cgil, poi i sindacati autonomi

Lo sciopero di oggi segue quello di venerdì quando si erano fermate alcune categorie della Cgil come edili e metalmeccanici. Da Catania il leader Maurizio Landini: «O si è complici o si sta con Gaza». Da Bologna la segretaria del Pd Elly Schlein: «Dal governo solo parole di circostanza». Ora la protesta si allarga, con sindacati di base, studenti e movimenti. Seguita con la massima attenzione dalla polizia a siti e interessi israeliani. Ma il nodo è tutto politico. La piazza chiede al governo di agire.

A.N.D.E.
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