12 Febbraio 2026
violenza citta

Revoca patente se sorpresi con arma da taglio. Paletti ai giudici sui trattenimenti di migranti. Fino a 5 anni di carcere per chi non si ferma all’alt delle forze di polizia. Sono alcune delle norme contenute nella bozza del pacchetto sicurezza chiusa al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di concerto con palazzo Chigi e pronta per uno dei prossimi Cdm

Stretta draconiana sul porto di coltelli, giro di vite sulle baby gang e sanzioni anche ai genitori che non vigilano. Pene maggiori per microcriminalità di strada dedita a borseggi e furti in abitazione. Nessuna iscrizione nel registro degli indagati in presenza di “cause di giustificazione”. Paletti ai giudici sulla convalida dei trattenimenti di migranti. E stretta sui ricongiungimenti familiari. Sono alcune delle norme contenute nella bozza del pacchetto sicurezza messo a punto al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di concerto con palazzo Chigi e pronto per uno dei prossimi Cdm. Un pacchetto di cui Piantedosi, rispondendo al question time della Camera ad un’interrogazione del Pd, ha annunciato l’approdo “a breve in Parlamento”, definendolo un “banco di prova per capire a chi davvero interessa collaborare per la sicurezza dei cittadini” in risposta ai dem che accusano il governo di “fare propaganda”. L’accelerazione arriva mentre da settimane la Lega martella per approvare una stretta nella lotta alla criminalità e all’immigrazione clandestina, rilanciando misure che trovano ampio spazio nel provvedimento in arrivo.
L’esame del Quirinale sarà ovviamente scrupoloso, visto che già nel precedente decreto sicurezza il capo dello Stato Sergio Mattarella fece stralciare norme per cui le pene rispetto a certi reati erano esorbitanti.

Un decreto e un disegno di legge
Il pacchetto, come anticipato dal Sole 24 dell’11 gennaio, consiste in un decreto (con norme per il potenziamento operativo e organizzativo delle forze di polizia, la possibile estensione delle “zone rosse”, l’aumento delle telecamere per la sicurezza urbana) e in un disegno di legge al quale sono affidati i provvedimenti principali.

Giro di vite sulle armi da taglio
La priorità va al giro di vite sul porto di armi da taglio, non solo sulla scia della cronaca, come l’accoltellamento del capotreno alla stazione di Bologna: secondo gli ultimi rapporti Istat i coltelli sono il mezzo più utilizzato sia negli sia nelle rapine. Di qui il divieto di porto di coltelli con lama tagliente di lunghezza superiore a 5 centimetri, punito con la reclusione da 1 a 3 anni “con aumento di pena da un terzo alla metà, qualora il reato sia commesso da persone travisate o da più persone riunite o in particolari luoghi quali, ad esempio, le immediate vicinanze di istituti di credito, istituti di istruzione o formazione, parchi e giardini pubblici, stazioni ferroviarie, anche metropolitane”. E possibili sanzioni amministrative accessorie che vanno dalla sospensione della patente di guida, della licenza di porto d’armi, del passaporto e del permesso di soggiorno.

Bavy gang e sanzioni ai genitori
Sul capitolo delle baby gang c’è una stretta molteplice. Da un lato si amplia il catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del Questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni, inserendo anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto. Dall’altro per, rafforzare l’azione educativa e di controllo sui minori, nell’ipotesi di ammonimento q al minore di età superiore agli anni 14, “è stata introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro a carico del soggetto tenuto alla sorveglianza del minore che non ha dimostrato di non aver potuto impedire il fatto”.
Non solo. E’ introdotto il divieto di vendita ai minorenni – anche su web o piattaforme elettroniche – di armi da taglio, con sanzione pecuniaria da 500 a 3000 euro per chi viola il divieto. Ed è previsto l’arresto facoltativo in flagranza, nonché l’adozione di una misura cautelare anche nei confronti dei minori, per il porto illecito di coltelli.

La tutela processuale per agenti e cittadini
Trova posto nel disegno di legge la tutela processuale per evitare automatismi nell’iscrizione del registro degli indagati. Non è uno “scudo” riservato alle sole forze dell’ordine. La tutela varrà per ogni cittadino. Il pubblico ministero non provvede all’iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato quando appare che l’uso delle armi o della forza è avvenuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità).

Manifestazioni pubbliche

In occasione di manifestazioni pubbliche è introdotta l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento nonché la possibilità di procedere alla perquisizione sul posto “per accertare l’eventuale possesso di strumenti o oggetti atti ad offendere” e il fermo preventivo di persone sospettate “di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento delle manifestazioni. Chi non si ferma all’alt delle forze è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Prevista un’aggravante per chi attenta alla vita o all’incolumità dei giornalisti.

Stretta sull’immigrazione
C’è anche una stretta sul fronte immigrazione, con l’introduzione della possibilità di interdizione fino a un massimo di sei mesi, dell’attraversamento del limite delle acque territoriali, nei casi di rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi internazionali di alto livello che richiedano l’adozione di misure straordinarie di sicurezza. I soggetti “pericolosi” per la sicurezza dello Stato potranno essere riconsegnati allo Stato di appartenenza.

Paletti ai giudici sulle convalide dei trattenimenti
Dopo i casi di mancata convalida del trattenimento da parte dei giudici per i migranti trasferiti in centri come quelli in Albania, viene prevista una norna per delimitare i “confini del sindacato del giudice della convalida, tenendo conto delle acquisizioni della consolidata giurisprudenza italiana e internazionale, al fine di evitare distorsioni interpretativo-applicative”. Da un lato, si ampliano le categorie di cittadini stranieri legittimati a richiedere il ricongiungimento dei familiari in deroga al periodo biennale minimo di permanenza in Italia, per incentivare l’ingresso nel Paese di lavoratori qualificati particolarmente richiesti dal Mercato. Dall’altro si restringono le categorie di familiari per i quali si può chiedere il ricongiungimento. Ed è introdotto nel diritto interno il concetto di “Paese terzo sicuro” destinato a essere disciplinato dal Regolamento UE che entrerà in vigore quest’anno.

A.N.D.E.
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.