Tranne Ixè, tutti gli istituti di rilevazione danno il sì in ampio vantaggio
Sul referendum costituzionale sulla separazione delle carriere si accende lo scontro in vista del referendum del 22 e 23 marzo prossimo. L’ultima occasione è stata l’inaugurazione dell’anno giudiziario il 30 gennaio presso la Corte di Cassazione e il 31 gennaio presso le Corti di Appello. I sondaggi pubblicati nell’ultimo mese si sono moltiplicati. Il trend generale sembra chiaro: a parte Ixè che dà un lievissimo vantaggio per i sì, tutti gli altri istituti indicano un ampio consenso per i favorevoli alla riforma (fino quasi al 20% il distacco con i no), pur con un dato sull’affluenza sotto il 50% (ma va ricordato che per i referendum costituzionali non c’è quorum).
Noto sondaggi
Secondo le intenzioni di voto raccolte dall’Istituto Noto per Porta a porta del 28 gennaio, il 45% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare. In particolare, il 59% degli italiani voterebbe sì alla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati (così come definita dal Parlamento), mentre il 41% voterebbe perla sua abrogazione. Il sì è addirittura in crescita rispetto al 57% della precedente rilevazione di dicembre.
L’unico istituto che dà di fatto un testa a testa è Ixè, che ha realizzato un sondaggio il 27 gennaio. Alla domanda “Se oggi si tenesse il referendum, lei voterebbe per confermare o per respingere la riforma della giustizia approvata dal Governo Meloni?” il 50,1% risponde sì e il 49,9% risponde no.
I sondaggio di metà gennaio
L’istituto Piepoli ha pubblicato un sondaggio il 16 gennaio, dove emerge che il sì è al 59% contro il 41% dei no. Con un sondaggio pubblicato il 15 gennaio su La 7 – PiazzaPulita, Eumetra MR ha riportato che il 52,7% voterebbe sì alla riforma contro il 47,3% di no. Il 13 gennaio, poi, Porta a porta ha diffuso un sondaggio Only Numbers dove il sì è al 50,3%, i no al 35,4% e gli indecisi al 14% (0,3% le nulle).
