Scontro Cina-Usa, è l’ora di Panama
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La Corte Suprema di Panama sta per decidere se Ck Hutchinson, la società di Hong Kong che gestisce i due punti di accesso al Canale, è ancora degna di farlo. È un passaggio chiave nella disputa che Trump ha aperto nella prima metà del 2025, quando sostenne che gli Stati Uniti avevano costruito il Canale di Panama ma non l’avevano mai dato ai cinesi
C’è nervosismo ai vertici del Partito Comunista Cinese. Il regime iraniano, amico se non alleato, vacilla. E, dopo l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela, Pechino sente che i suoi investimenti e la sua influenza in America Latina sono a rischio a causa della pressione di Donald Trump. Xi Jinping ha dunque ordinato la creazione di una task force per difendere gli interessi cinesi nel cono Sud del continente americano, interessi coltivati da anni, anche all’interno della Belt and Road Initiative, la nuova Via della Seta che non si limita a svilupparsi nell’Eurasia. Il primo test dello scontro diretto con Washington arriverà a breve: la Corte Suprema di Panama sta per decidere se Ck Hutchinson, la società di Hong Kong che gestisce i due punti di accesso al Canale, è ancora degna di farlo. È un passaggio chiave nella disputa che Trump ha aperto nella prima metà del 2025, quando sostenne che gli Stati Uniti avevano costruito il Canale di Panama ma non l’avevano mai dato ai cinesi: ne rivuole il controllo. Nella seconda metà degli Anni Novanta, Ck Hutchinson aveva vinto la gara per operare i due porti, Balboa sul Pacifico e Cristobal sull’Atlantico. Sotto pressione, la società di Hong Kong — controllata da uno degli uomini più ricchi della ex colonia britannica, Li Ka-shing — aveva deciso di venderli, assieme ad altri porti in giro per il mondo, a un consorzio guidato da BlackRock e Msc (Aponte) per circa 23 miliardi di dollari. Pechino ha reagito immediatamente, ha messo sotto inchiesta Hutchinson la quale ha dovuto rinunciare alla vendita. A quel punto, sotto la pressione di Washington che vuole ristabilire il controllo sull’intero continente americano, alcuni avvocati panamensi e il Controllore Generale (che giudica le transazioni di asset statali) sono ricorsi alla Corte Suprema in quanto ritengono che Hutchinson abbia violato gli interessi del Paese e privato Panama di entrate per 1,3 miliardi di dollari. Un’azione motivata politicamente, hanno sostenuto sia Hutchinson che Pechino. I punti forti della strategia cinese in America Latina erano il Venezuela, Panama, il Perù con il mega-porto di Chancai da poco inaugurato e il Brasile. I primi due sono sotto scacco da parte di Trump. Intervenire sul Perù, dove i cinesi stanno investendo 3,5 miliardi, e sul Brasile di Lula sarà però più difficile per il presidente americano.
