19 Gennaio 2026

Una paradossale rimozione. Per più di mezzo secolo, la sinistra ha presidiato il sistema della cultura, orientandone prospettive e indirizzi. E ora?
La destra al governo sta assegnando una forte centralità a questo settore: soprattutto negli annunci (le risorse economiche sono davvero esigue). Non senza certe approssimazioni. Talvolta, replicando i difetti imputati al fronte opposto. Nomine fondate spesso sulla fedeltà partitica e non sulla competenza. Un bisogno non di rado gratuito di «discontinuità», risposta a decenni di marginalità dai circuiti del potere. Investimenti su progetti non sempre di lungo respiro. Infine, un diffuso revanscismo ideologico, che semplifica i principi posti all’origine del grande pensiero conservatore italiano (da Gentile a Del Noce).
Dinanzi a uno scenario radicalmente mutato, la sinistra sembra avvitarsi su se stessa, stretta tra uno sterile anti-melonismo e l’inclinazione a difendere lo status quo, incarnata dalle posizioni di tanti intellettuali che, sotto la maschera del progressismo, oppongono rifiuti pregiudiziali a qualsiasi cambiamento, vittime di un ostinato passatismo. Colpisce il silenzio di Elly Schlein su questo spazio decisivo della società italiana, ridotto a un convitato di pietra. Perché la sinistra non ricomincia a interrogarsi su un territorio storicamente al centro dei suoi programmi, promuovendo, per ricorrere a una categoria cara a Norberto Bobbio, una coraggiosa «politica della cultura», portata avanti per i «fini stessi della cultura», basata sul rifiuto di ogni dogmatismo, sullo spirito critico, sul dialogo, sulla mediazione, sul disinteresse, sul dubbio, sulla visione?
Perché non inizia ad adottare una postura costruttiva, avanzando proposte alternative, sulle orme di quel che avevano fatto i governi ombra promossi dal Pci e dal Pd (2008-2011)? Qual è l’idea del partito della Schlein sul nostro patrimonio, sui musei, sul cinema, sulla Rai, sull’università, sulla scuola? Forse, questa «dimenticanza» testimonia un vuoto: manca un’idea di Paese a una sinistra disorientata e senza identità.

A.N.D.E.
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