19 Gennaio 2026

La commissione Bilancio è convocata lunedì 15 dicembre 2025 alle ore 14. Tanti temi ancora da chiarire: dai compensi ai professionisti che lavorano con la Pa alla nuova tassa sui pacchi

È stallo sulla manovra. La seduta della commissione Bilancio del Senato prevista per le 23 di stasera, è stata sconvocata. Secondo quanto si apprende, saltano anche gli incontri bilaterali con i gruppi parlamentari previsti nel pomeriggio. Nessun voto si è ancora tenuto dunque sulla legge di Bilancio (la commissione Bilancio è convocata lunedì 15 dicembre 2025 alle ore 14), in prima lettura a Palazzo Madama per essere approvata definitivamente dal Parlamento entro la fine dell’anno.

I nodi da sciogliere
I nodi ancora aperti sono diversi. Tra le modifiche che ancora devono essere depositate, il pacchetto sugli enti locali e alcune novità sulla sicurezza sul lavoro. Attesa anche la riformulazione dell’emendamento sull’oro di Banca d’Italia. Su quest’ultimo tassello, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sta conducendo sottotraccia un delicato negoziato con la Bce, che dovrebbe aver trovato un atterraggio definitivo in una riformulazione che, pur mantenendo il passaggio sull’appartenenza al popolo italiano delle riserve auree, battaglia storica di Fratelli d’Italia, ribadirà che queste continueranno a essere gestite e detenute da Bankitalia nel rispetto – e sarebbe questo il compromesso raggiunto con l’istituto di Francoforte – della sua indipendenza e dell’autonomia e in conformità ai Trattati europei.

Dietrofront sui tagli alla Rai e alle tv e radio locali
Quanto alla parte sugli enti locali, quello ultimato nelle ultime ore fa uscire Roma Capitale dalla componente perequativa del fondo di solidarietà definendo a priori le risorse per il Campidoglio. Dietrofront, poi, sui tagli alla Rai e alle tv e radio locali: Fratelli d’Italia non ci sta e propone di intervenire sulla proposta del governo che, nella riformulazione del dettato della legge di Bilancio, prevede il taglio del finanziamento alla Rai di 10 milioni di euro annui dal 2026 al 2028. E chiede anche di cancellare il comma che stabilisce la riduzione di 20 milioni di euro annui del contributo a tv e radio locali.

La partita sulla stretta ai compensi dei professionisti che collaborano con le Pa
Tra le partite ancora aperte, c’è poi quella sulla stretta compensi dei professionisti che collaborano con la pubblica amministrazione ma che non sono in regola con il fisco: i leghisti chiedono di correggere la rotta e hanno presentato un correttivo, firmato da Gianluca Cantalamessa e Marco Dreosto, per sopprimere integralmente il filtro fiscale. Ma anche Fratelli d’Italia è scesa in campo per sollecitare il ritiro dell’emendamento presentato nei giorni scorsi dal governo.

Cantiere ancora aperto sulla tassa sui pacchi
Altro fronte da sciogliere è, poi, quello della nuova tassa sui pacchi dove il comparto della logistica è sul piede di guerra visto il rischio piuttosto concreto di una doppio prelievo: a quello deciso in manovra con l’introduzione di un emendamento governativo che fissa una tassa di 2 euro su ogni spedizione «proveniente da Paesi non appartenenti all’Unione Europea di valore dichiarato non superiore ai 150 euro», rischia, infatti, di aggiungersi un balzello simile che arriva da Bruxelles. Dove il Consiglio Europeo ha annunciato il via, a partire dal prossimo 1° luglio, di un prelievo di 3 euro sugli stessi pacchi fino a 150 euro in entrata da Stati al di fuori del Vecchio Continente. Con il risultato, che, lamentano operatori e anche associazioni dei consumatori, stando così le cose, si pagherebbero due tasse sulla stessa spedizione.

A.N.D.E.
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