Dopo 9 anni Pechino torna al vertice. Il sistema di Shenzhen supera l’americano El Capitan e guida i cinque supercomputer exascale mondiali. L’Italia mantiene 18 presenze in classifica ma scende dal 4° al 7° posto nel confronto globale tra Paesi per potenza di calcolo installata
È cinese il supercomputer più potente del mondo. La 67esima edizione della classifica TOP500 incorona LineShine, supercomputer acceso a Shenzhen che toglie il primato all’americano El Capitan. LineShine è il primo sistema basato in Cina a guidare la TOP500 dai tempi di Sunway TaihuLight, altro supercomputer del Dragone che aveva conquistato la vetta della classifica nel 2017. Dopo 9 anni, quindi, Pechino torna al vertice mondiale del calcolo ad alte prestazioni.
Cina batte Usa nel supercalcolo
LineShine è installato presso il National Supercomputing Centre di Shenzhen, in Cina, ed è stato realizzato dallo Shenzhen Cloud Computing Center. Ha registrato un valore di debutto pari a 2.198 milioni di miliardi di operazioni al secondo (2.198 Exaflop/s) staccando di oltre il 20% il sistema amricano El Capitan.
Il sistema cinese si basa sulla piattaforma personalizzata LingKun con processori LX2 da 304 core che operano a 1,55 GHz, l’interconnessione proprietaria LingQi e il sistema operativo Kylin OS.
L’avanzata dei supercomputer exascale
LineShine è il quinto supercomputer di classe Exascale acceso nel mondo. El Capitan (California, Stati Uniti), Frontier (Tennessee, Stati Uniti), Aurora (Illinois, Stati Uniti) e JUPITER Booster Germania) rimangono tutti sistemi di classe Exascale e si collocano, rispettivamente, dalla seconda alla quinta posizione nella classifica globale.
Che cos’è (e a cosa serve) il calcolo exascale
Un supercomputer è detto di classe exascale se è in grado di eseguire almeno 1 miliardo di miliardi di operazioni al secondo, o detto in altro modo un exaflop di operazioni in virgola mobile al secondo. I vantaggi del calcolo di classe exascale sono connessi alla capacità di risolvere problemi irrisolvibili. Per esempio, l’exascale computing offre la potenza necessaria per sviluppare nuovi processori, controllare le sostanze e i materiali instabili, convalidare le leggi della natura e sondare la fisica delle particelle.
L’Italia esce dal G4 del supercalcolo
L’Italia mantiene invariato il numero di supercomputer presenti in Top500 – 18, così come nella 66esima edizione della classifica rilasciata a novembre 2025 – ma arretra nel confronto globale per nazioni, passando da quarto a settimo paese al mondo per potenza di calcolo installata, dopo Stati Uniti, Giappone, Germania, Cina, Francia e Corea del Sud.
Eni prima azienda al mondo per exascale industriale
Il primo supercomputer italiano presente in classifica è Hpc7 di Eni (6° al mondo). Recentemente attivato, Hpc7 compare per la prima volta in classifica e precede, per potenza di calcolo, il già censito Hpc6 – che quando fu lanciato, nel 2024, era il computer più potente d’Europa – che ora si posiziona al secondo posto. Combinando la potenza di Hpc7 e Hpc6, la capacità computazionale di Eni supera la soglia dell’exaflop (un miliardo di miliardi di operazioni al secondo). Eni si conferma come l’azienda che dispone del più potente sistema di supercalcolo a uso industriale al mondo.
