6 Settembre 2026

Il centrodestra è stato bocciato sull’emendamento sulle preferenze per un voto

Si sono chiuse le votazioni su tutti gli emendamenti e gli articoli della legge elettorale in Aula alla Camera. Si passa ora all’esame degli ordini del giorno, una trentina circa. Domani dalle 9.30 sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale, che sarà a scrutinio segreto. Il testo, poi, passerà all’esame del Senato.

+Schlein: «Si è aperta una crisi di governo, surreale che Meloni vada avanti»
Durante la trasmissione “In Onda”, su La7, la segretaria del Pd Elly Schlein ha affermato che «è surreale che Giorgia Meloni vada avanti fischiettando, come se ieri non fosse accaduto nulla quando si è aperta una crisi di governo, perché non era un emendamento qualunque ma un emendamento fortemente voluto dalla presidente del Consiglio, presentato dal suo partito e su cui addirittura il governo in Aula si è rimesso ai pareri dei relatori. Quindi – incalza la segretaria Pd – è stata una sfiducia vera nei confronti di Giorgia Meloni la quale si è limitata sui social a dire che serve una riflessione, ma si dovrebbero fermare su questa legge elettorale e dovrebbero andare a casa consentendo agli elettori di esprimersi, per tornare finalmente ad avere un governo che si occupi dei problemi delle persone».

Approvato l’emendamento del Centrodestra sul taglio delle circoscrizioni estere
Via libera alla modifica del voto estero con l’emendamento alla legge elettorale che è stato approvato dall’Aula della Camera, con 203 voti a favore e 133 contrari. L’emendamento riduce a 2 le ripartizioni della circoscrizione Estero per la Camera e a una sola area per il Senato.

Leoni (FI): «L’emendamento sul voto ai fuorisede è una vittoria storica»
«L’approvazione dell’emendamento sul voto fuorisede rappresenta una vittoria storica, che porta finalmente a compimento una riforma attesa da decenni. Un risultato straordinario reso possibile dal voto unanime del Parlamento e, soprattutto, dal lavoro del centrodestra e dei suoi movimenti giovanili». Lo ha dichiarato il segretario della sezione giovanile di Forza Italia, Simone Leoni, aggiungendo che «oggi vincono le nuove generazioni e vince, soprattutto, la nostra democrazia».

Provenzano (Pd): «Avremo il senatore planetario, roba da Star Wars»
«Volete solo provare a ottenere qualche seggio in più magari per poter portare un ex missino al Quirinale, beh la memoria di un altro missino lo state umiliando, Mirko Tremaglia». Lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera il Dem Beppe Provenzano nell’ambito del dibattito sugli emendamenti riguardanti la riduzione delle aree geografiche della circoscrizione Estero inserita nella legge elettorale. «Ci sarà il senatore mondo, il senatore planetario – ha ironizzato – ma che cos’è Star Wars?». «Potete fare tutte le pantomime sui social ma questa operazione di modifica dimostra che siete sempre e solo i soliti trumpiani con qualunque legge elettorale, ma perderete perché gli italiani non vogliono i trumpiani».

Ddl legge elettorale: ultime votazione in serata, domani ok finale Camera
L’Aula della Camera si avvia a concludere entro le 23 l’esame degli emendamenti alla proposta di legge per la riforma della legge elettorale e dei relativi 29 ordini del giorno. Il voto finale, a scrutinio segreto, in prima lettura è atteso entro domani mattina. Nella seduta di oggi l’Assemblea ha fatto registrare il sì unanime, con il parere positivo del Governo, (353 i voti favorevoli) a un subemendamento che consente il voto alle elezioni politiche, europee e ai referendum a chiunque si trovi fuori sede per ragioni di lavoro, studio o salute.

Lupi: «Ora sulle preferenze si riparta dal Senato e dal testo  firmato da Fdi-Udc-Noi moderati»
Dopo il passo falso di ieri, il centrodestra dovrebbe ripartire sulla legge elettorale presentando anche al Senato l’emendamento sulle preferenze firmato da Fdi-Udc-Noi moderati. Ne è convinto Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, perché il testo (bocciato in Aula giusto 24 ore fa) è frutto di una mediazione tra gli alleati della maggioranza, sancito da un patto `garantito´ da tutti i leader del centrodestra. Ora la partita si giocherà a palazzo Madama e siccome l’obiettivo è portare a casa la legge elettorale, spiega Lupi, «credo che si debba ripartire dalla proposta di mediazione fatta alla Camera», che prevede i capolista bloccati e tre preferenze al massimo, «su cui avevamo trovato un accordo tra i leader del centrodestra».

Il ministro Lollobrigida: «Alcuni della maggioranza, più vigliacchetti, hanno votato contro le preferenze»
«Oggi abbiamo un’opposizione che ha votato contro le preferenze compattamente ed alcuni singoli individui della maggioranza che hanno fatto lo stesso errore, dal nostro punto di vista, perché che crediamo nelle preferenze come modo di espressione del proprio voto. Legittimo anche essere contro le preferenze, ci sono tanti che sostengono questa tesi». Lo ha affermato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, in merito voto all’emendamento sulle preferenze della legge elettorale che ieri è stato b occiato alla Camera, interpellato a margine dell’assemblea estiva di Confagricoltiura. «La cosa che non ci è piaciuta è che non lo abbiano fatto a viso aperto, cioè facendosi vedere, dicendo `Io sono contro le preferenze e voto contro le preferenze´ ma l’hanno fatto nascosti dietro un voto segreto, richiesto ovviamente dalle opposizioni tutte» ha detto. «Io credo che ci siano questioni come l’eutanasia o di carattere penale, che devono essere lasciate alla segretezza. Voi pensate che il sistema elettorale con cui i cittadini esercitano il loro voto debba essere oggetto di richiesta di voto segreto?» ha quindi detto rivolto ai giornalisti che lo incalzavano. «Io credo sia una vergogna aver chiesto questo per tattiche di palazzo, sapendo e confidando che nel segreto dell’urna qualcuno un po’ più vigliacchetto, perché non si tratta di nessuno dei partiti di maggioranza, visto che tutti hanno espresso voti positivi ma dei singoli, abbia paura a dire che non è d’accordo sul meccanismo che magari rischia di non fargli tenere la poltrona che ha occupato».

Via libera della Camera al terzo articolo del testo
Via libera, da parte dell’Aula della Camera, a scrutinio segreto, con 207 sì, 153 no e tre astenuti, al terzo articolo del testo di riforma della legge elettorale.

M5S: «Il voto dei fuorisede è un risultato importante dopo la lunga battaglia del centrosinistra»
«Sul voto fuori sede oggi si è raggiunto un primo risultato importante, dopo anni di battaglie delle opposizioni e melina della maggioranza di Giorgia Meloni. Il voto di questo pomeriggio su un emendamento del centrodestra dimostra che noi non facciamo opposizione ideologica ma solo nell’interesse dei cittadini e dei principi che riteniamo giusti. Se il centrodestra avesse tenuto lo stesso atteggiamento sulle preferenze, ad esempio dicendo sì alla nostra proposta che avrebbe dato ai cittadini un vero e pieno potere di scelta dei parlamentari, adesso gli elettori avrebbero la concreta speranza di ottenere un diritto sacrosanto negato loro per anni. Invece le preferenze continuano a non esistere e la maggioranza non c’è più. La soluzione per il voto fuori sede che è stata approvata non è la migliore possibile, contiene serie criticità che, qualora dovesse entrare in vigore, dovranno essere corrette necessariamente. Ma il Parlamento ha il dovere di dare il pieno godimento del diritto di voto a oltre 4 milioni di persone. Se la legge elettorale, come ci augiriamo fortemente, non verrà approvata, il passo compiuto oggi dovrà comunque essere un punto di partenza cui dare immediamenta seguito». Lo affermano le vicepresidenti del gruppo M5S alla Camera Carmela Auriemma e Ilaria Fontana.

Legge elettorale, ok unanime all’emendamento sul voto fuorisede
Via libera unanime della Camera all’introduzione nella legge elettorale del voto ai fuorisede, che potranno votare nel comune di domicilio e non in quello di residenza. I voti a favore sono 353, nessun voto contrario. L’esito del voto è stato accolto con un applauso. La norma recita: «Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco degli elettori fuorisede al fine di votare per le consultazioni che si svolgeranno nell’anno successivo nel comune di temporaneo domicilio, se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi». «Gli elettori che hanno maturato la condizione di fuori sede dopo la data del 31 dicembre, entro trenta giorni dalla data in cui i requisiti di fuori sede vengono soddisfatti e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data della consultazione, possono chiedere di essere iscritti nell’elenco al fine di votare nel comune di temporaneo domicilio per le consultazioni previste dal medesimo comma 1 che si svolgeranno nell’anno in corso». E ancora: «Gli elettori che, per documentati motivi di cura, ricevano assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle elezioni presso una struttura sanitaria situata in un comune appartenente ad una regione diversa da quella del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data della consultazione, di essere iscritti nell’elenco al fine di votare nel comune di temporaneo domicilio per le consultazioni che si svolgeranno nell’anno in corso».

M5S, Pd e Avs: «La maggioranza vieta la diretta tv per nascondere il suo tracollo»
«Apprendiamo con stupore che la maggioranza ha rifiutato la nostra richiesta di autorizzare la diretta televisiva per le dichiarazioni di voto finali sulla legge elettorale. Ci è chiaro che questa scelta è figlia della volontà di nascondere ai cittadini il tracollo di una maggioranza di fatto finita in una `palude´. Siamo quindi alle solite: nella maggioranza Meloni non c’è alcuna ritrosia a utilizzare la televisione pubblica come megafono di propaganda, cambia tutto invece quando si tratta di fare un’operazione di trasparenza per palesare ai cittadini che questo governo è ormai al capolinea». È quanto dichiarano, in una nota, Riccardo Ricciardi, Chiara Braga e Luana Zanella, rispettivamente capigruppo alla Camera del Movimento cinque stelle, del Partito democratico e di Alleanza verdi e sinistra.

Cuperlo replica a Donzelli: «Non avete scritto la Costituzione»
Botta e risposta tra Giovanni Donzelli (Fdi) e Gianni Cuperlo (Pd) in aula alla Camera nel corso della seduta per l’esame della legge elettorale. Nel suo intervento, il responsabile Organizzazione del partito di Giorgia Meloni ha accusato, rivolgendosi alle opposizioni, i «signori che con la penna rossa vogliono insegnarci la Costituzione ma non l’hanno letta». «Il problema – ha replicato Cuperlo – non è che noi la Costituzione non l’abbiamo letta, il problema è che voi non l’avete scritta».

De Luca (Pd): «Il Governo non ha più la maggioranza, Meloni ne prenda atto»
«Quanto accaduto ieri non è un mero incidente parlamentare. È un voto che dà un segnale politico chiaro che arriva da parti della maggioranza. Un voto contro l’arroganza di un emendamento bluff che non reintroduceva le preferenze ma, nella stragrande maggioranza dei casi, continuava a mantenere la scelta dei candidati nelle mani delle segreterie dei partiti. È un voto contro l’attacco alla parità di genere ma, soprattutto, è un voto contro la Presidente del Consiglio, che su questo emendamento ci ha messo la faccia e, dunque, dovrebbe prenderne atto». Lo ha affermato Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, nel corso della presentazione del suo libro ‘L’idea di Europa e il suo destino’, presentato insieme a Paolo Gentiloni, Roberto Gualtieri e Pierferdinando Casini «Non è stato questo voto a portare il Paese nella palude. Abbia rispetto della democrazia. La palude – ha sottolineato De Luca- è quella in cui il Governo e la Presidente del Consiglio hanno condotto il Paese, costringendo il Parlamento a discutere di una legge elettorale che non rappresenta la priorità dell’Italia. Una legge irricevibile nel merito e nel metodo con seri profili di incostituzionalità. Legge su cui si sono pure spaccati ieri sera ed anche stamattina. La Premier Meloni prenda atto che non ha più una maggioranza parlamentare e liberi il Paese da questo stillicidio».

Donzelli (FdI): «Dall’opposizione fesserie costituzionali, volete insegnarci la Costituzione ma non l’avete letta»
«È legittimo votare contro, è legittimo criticare» la legge elettorale, «vorrei anche vedere è il sale della democrazia, ma non stabilitevi al posto della Corte Costituzionale per stabilire voi cos’è costituzionale o no, dicendo una serie di fesserie costituzionali che fanno solo fare una brutta figura a voi che non avete nemmeno letto le sentenze della Corte». Lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fdi, intervenendo nell’aula della Camera sulla nuova legge elettorale. «Mi permetto anche di dire ai signori che con la penna rossa vogliono insegnarci la Costituzione, ma non l’hanno letta, che le liste bloccate la Corte costituzionale non ha mai detto che sono vietate. Ha detto che devono essere abbastanza corte per essere scritte sulla scheda, altrimenti non c’è la riconoscibilità del candidato e le liste che noi prevediamo sono abbastanza corte, con i nomi scritti sulla scheda».

La Camera approva il secondo articolo della legge elettorale
È stato approvato anche l’articolo 2 e ora sono in discussione gli aggiuntivi a questo articolo, tra l’altro, quello che prevede il voto fuorisede. Prima della votazione dell’articolo 1 sono intervenuti tutti i gruppi in dichiarazione di voto. Diversi esponenti delle opposizioni, pur criticando la riforma, hanno ringraziato per l’atteggiamento tenuto in sede d’esame il relatore di FdI, Angelo Rossi. Qualche scintilla, invece, tra maggioranza e opposizione quando il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, ha replicato alle critiche delle opposizioni di incostituzionalità della riforma accusandoli di non aver letto le sentenze della Consulta sulle leggi elettorali.

Via libera dalla Camera al primo articolo del testo della legge elettorale
Via libera della Camera, a scrutinio segreto, ai primi due articoli della legge elettorale targata centrodestra. I voti a favore del primo articolo sono 208, i contrari 143 e 3 astenuti. Il secondo articolo ha incassato 213 voti favorevoli e 144 voti contrari. L’articolo 1 della legge elettorale è il cuore dell’intera riforma targata centrodestra: elimina i collegi uninominali e introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza che scatta se si ottengono almeno il 42% dei voti. Si introducono inoltre le liste plurinominali e le liste circoscrizionali nazionali, con cui si attribuiscono i deputati e i senatori, 70 e 35, collegati al premio di governabilità. Con un emendamento approvato oggi, si fissa un tetto massimo di deputati e senatori che la lista o coalizione vincente può ottenere con l’assegnazione del premio di governabilità: non più di 220 deputati e 113 senatori. Infine, si introduce l’obbligo di indicazione del candidato premier al momento del deposito del programma, pena la non ammissibilità della lista.

Ieri sulle preferenze non ha partecipato al voto il 7% dei leghisti e il 3,7% dei forzisti
Il 7,14% degli eletti nella Lega e il 3,7% di quelli di FI ieri non ha preso parte al voto sull’emendamento FdI-Nm-Udc sulle preferenze. I leghisti che, dai tabulati, non hanno votato sono Antonio Angelucci, Vanessa Cattoi, Vannia Gava e Valeria Sudano. Non risultavano in missione ma non hanno preso parte nemmeno alle precedenti votazioni, fatta eccezione della sottosegretaria Gava che, però, ieri sera in Aula ha obiettato sostenendo di aver votato eccome. Gli azzurri che non hanno partecipato al voto (e non erano nemmeno in missione) sono Deborah Bergamini e Francesco Cannizzaro: anche loro non hanno preso parte nemmeno alle precedenti votazioni. In totale non hanno votato, tra maggioranza e opposizioni, 23 deputati: 12 in missione (di cui 9 della maggioranza) e 11 `non giustificati´ (6 di maggioranza). Tra i parlamentari di centrodestra in missione ci sono quattro eletti nella Lega (Mirco Carloni, i sottosegretari Federico Freni e Nicola Molteni e il ministro Giancarlo Giorgetti) e cinque in FdI (Giorgia Meloni – la premier in genere non vota in Aula -, la ministra Eugenia Roccella, il viceministro Edmondo Cirielli, Giangiacomo Calovini e Giulio Tremonti). Il presidente di turno, durante il voto, era Fabio Rampelli (FdI) che per questo non ha votato. Durante le votazioni centrali dei provvedimenti come di consueto non ha presieduto Lorenzo Fontana (Lega), il quale – nell’alternanza con i suoi vice – tende a tenere l’Aula nella fase conclusiva dei provvedimenti: è attesa la sua presidenza per la votazione finale – sempre a scrutinio segreto – sulla legge elettorale.

Ripresi voti in Aula alla Camera
Sono ripresi in Aula alla Camera i voti sugli emendamenti sulla legge elettorale. Approvato un emendamento che prevede che qualora per qualsiasi motivo una coalizione non disponga dei 70 e 35 nomi dei listini circoscrizionali del premio i seggi possono essere attribuiti attraverso i collegi.

Sì bipartisan a emendamento per voto fuori sede, via libera del Comitato dei nove
Sull’emendamento alla legge elettorale sui fuori sede «c’è l’accordo di tutti», ha spiegato al termine del Comitato dei nove il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano. Il Comitato dei nove ha modificato il testo dell’emendamento in modo da avere il voto di maggioranza e opposizione sulle modifiche.

Ripresa esame slitta di 20 minuti, si discutono correzioni su voto fuori sede
Ripresa dell’esame sulla legge elettorale rinviata di venti minuti su richiesta del presidente della commissione Affari Costituzionali Nazario Pagano (Fi). “E’ in corso la riunione del comitato dei nove su un emendamento che necessita di una correzione”, ha detto Pagano in avvio di seduta dopo il question time. L’emendamento in questione è quello sul voto ai fuori sede.

Bonafe’ (Pd): FdI insegue Vannacci, destra implosa
«La maggioranza si divide ancora una volta sulla legge elettorale. Oggi a Montecitorio Fratelli d’Italia ha scelto di inseguire le posizioni di Vannacci ed è rimasta isolata, con Lega e Forza Italia che hanno votato diversamente. Siamo ormai di fronte ad una destra implosa, divisa, sempre più confusa e senza una linea comune, incapace di trovare una sintesi anche su temi fondamentali per la democrazia del Paese». Lo sottolinea la vicepresidente dei deputati Pd, Simona Bonafe’, in merito all’emendamento presentato da Futuro nazionale sulle preferenze e respinto dall’Aula.

Rampelli: oggi la sinistra fa il tifo per il monocameralismo di fatto
«La sinistra si è sempre lamentata del monocameralismo di fatto, che costringe solo una Camera a esaminare e ad approvare una proposta di legge… prassi peraltro introdotta dal governo Gentiloni… e ora che il presidente La Russa ricorda le prerogative dell’altra Camera si scandalizzano? È la dimostrazione di come il campo largo voglia piegare, nelle migliori tradizioni totalitarie, le istituzioni ai suoi comodi». È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Donzelli (FdI): quanto avvenuto non avrà nessun impatto su governo
Quanto avvenuto ieri sulla elettorale «non avrà nessun impatto sul governo, il governo è rimasto fuori dalla legge elettorale». Lo ha detto il deputato e responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, parlando con i cronisti davanti a Montecitorio, in merito alla bocciatura di ieri, alla Camera, con il contributo dei franchi tiratori, dell’emendamento di Fd’I-Noi moderati-Udc sulle preferenze. «Il governo – ha affermato – si sta occupando degli italiani non della legge elettorale». Quanto invece alla riflessione interna alla maggioranza chiesta da Meloni, ha detto: «Alla fine dell’approvazione della legge alla Camera faremo una riflessione». A chi gli domanda se il Senato modificherà la riforma, Donzelli risponde: «Faremo le riflessioni dopo che sarà approvata alla Camera».

Vertice dei leader Pd-M5S-Avs alla Camera
I leader del centrosinistra, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono riuniti per circa mezz’ora, nel corridodio della Corea, a Montecitorio, per fare il punto sulla linea da tenere nella prosecuzione dell’esame della legge elettorale.

Foti: «Bisognava essere più accorti, ora la legge elettorale va approvata»
«Il gruppo di FdI è stato compatto, escludo che qualcuno abbia votato contro». Lo ha affermato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che in una pausa dei lavori alla Camera torna a commentare quanto successo ieri nella votazione a scrutinio segreto sull’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. Secondo l’esponente di FdI «bisognava essere più accorti». «Essendo trapelato che sia Forza Italia che Lega avrebbero votato l’emendamento sulle preferenze pareva sensato che lo stesso venisse approvato», ha sottolineato. Dietro quanto successo c’è una dinamica di autoconservazione dei parlamentari? «Lo avete detto voi», ha tagliato corto Foti, notando che «sul resto della legge elettorale non ci sono altri temi» e ora «va approvata». Serve, gli è stato domandato, una riflessione al governo? «Vediamo», ha risposto il ministro.

Ironia Conte su social: secondo voi Meloni dove dovrebbe essere?
«Secondo voi una Premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi? 1. Al Quirinale per dimettersi. 2. A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipitati e hanno precipitato l’Italia. 3. Alla cerimonia di premiazione dei Maestri della cucina. Vi metto la risposta esatta nei commenti». Così il presidente M5S Giuseppe Conte sui social.

Il Campo largo voterà l’emendamento della maggioranza sul voto per i fuorisede
(Simone Canettieri) Il Campo largo voterà l’emendamento della maggioranza sul voto per i fuorisede. La decisione è stata presa durante un vertice volante, nella Galleria dei presidenti della Camera, da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (presente al mini summit anche la capogruppo dem Chiara Braga). Dopo la rottura di ieri in Aula, con la maggioranza che è andata sotto colpita dai franchi tiratori, ecco che la legge elettorale regala una piccola sospresa: centrodestra e Campo largo insieme per il voto ai fuorisede, battaglia che attraversa tutti i partiti.
​Rispetto a quanto proposto in origine, la riformulazione – formalmente presentata come subemendamento – mantiene il limite del 31 dicembre per l’scrizione nell’elenco del voto fuorisede per gli studenti e lavoratori «domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale», ma introduce la possibilità «entro trenta giorni da quando i requisiti di fuorisede vengono soddisfatti e non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data della consultazione» per l’iscrizione. L’altro novità riguarda gli elettori fuorisede «per documentati motivi di cura», che ricevono assistenza sanitaria al di fuori del proprio comune di iscrizione elettorale. Rispetto al testo originale, il tempo di permanenza per poter procedere con l’iscrizione all’elenco viene abbassato da nove a tre mesi.

A.N.D.E.
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