I Pasdaran: «Chiuso lo Stretto di Hormuz», ma gli Usa: «Falso». La preoccupazione europea. Macron lancia il progetto dell’ombrello atomico, l’Italia non aderisce
Washington non si ferma. Nel primo intervento dal vivo a 72 ore dal lancio di “Epic fury”, Donald Trump ha rivendicato che l’operazione militare contro l’Iran sta andando meglio del previsto, nonostante la morte di quattro soldati americani, e ha avvertito che il peggio per il regime di Teheran deve ancora venire. «L’operazione su larga scala continua. Abbiamo distrutto la leadership in un’ora, avevamo programmato quattro settimane», ha dichiarato il presidente americano in un evento alla Casa Bianca per la consegna della medaglia della libertà ad una serie di eroi di guerra, dal secondo conflitto mondiale a quello del Vietnam. Poco prima, in una delle tante interviste concesse dopo l’attacco, aveva detto che l’America «sta massacrando l’Iran» avvertendo che «non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non si è ancora verificata. Arriverà presto». Trump, e prima di lui il suo segretario alla Difesa Pete Hegseth, non hanno escluso l’invio di soldati americani sul campo «se necessario».
Ieri sera il comandante delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran ha annunciato che lo Stretto di Hormuz è chiuso e che l’Iran colpirà qualsiasi nave che tenti di attraversarlo. Gli Usa negano che sia vero. E intanto proseguono i raid su Teheran e il lancio di missili iraniani verso Israele.
Preoccupazione, invito alla diplomazia, timori per l’escalation regionale: sono le parole più utilizzate dai leader europei in questi giorni. L’ennesima crisi internazionale coglie di sorpresa l’Unione europea e ne scoperchia tutti i limiti di un soggetto geopolitico mai pienamente realizzato. Intanto Emmanuel Macron cambia di fatto la dottrina nucleare francese e fa un decisivo passo avanti nel progetto dell’ombrello atomico europeo targato Parigi: «Per essere liberi, bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna avere potenza». Sono otto i Paesi che hanno già dato disponibilità a collaborare con la Francia. Tra questi ci sono Gran Bretagna e Germania, ma non c’è l’Italia.
01:09 – Testimoni a Riad: “Due esplosioni e fumo nel quartiere diplomatico”
Testimoni nel quartiere diplomatico di Riyadh hanno udito due forti esplosioni. Uno di loro ha riferito all’Afp di una colonna di fumo, mentre l’Iran continuava i suoi attacchi nel Golfo in rappresaglia per gli attacchi statunitensi e israeliani. Quattro testimoni hanno riferito all’Afp di due forti esplosioni nel quartiere diplomatico, nella parte occidentale della capitale saudita, che ospita numerose ambasciate.
01:06 – Attacco con droni dall’Iran al quartier generale dell’Australia negli Emirati
L’Australia ha annunciato che il suo quartier generale in Medio Oriente, situato negli Emirati Arabi Uniti, è stato colpito da un attacco di droni iraniani nel fine settimana, ma che tutto il personale è in salvo. Il ministro della Difesa Richard Marles ha confermato in televisione che la base aerea di Al Minhad, a circa 24 chilometri a sud di Dubai, è stata presa di mira nel fine settimana. L’attacco è stato effettuato da «diversi droni», ha dichiarato Marles, aggiungendo che gli australiani che lavoravano presso il quartier generale sono «tutti al sicuro». Al Minhad ospita truppe australiane dal 2003 e funge da snodo principale per le operazioni militari australiane in Medio Oriente. Secondo l’esercito, fino a 80 australiani vi sono stabilmente di stanza. Sabato gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’operazione militare contro l’Iran, che ha portato alla morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e ha provocato attacchi iraniani nel Golfo e contro Israele in risposta.Il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha sostenuto gli attacchi Usa-Israele. Secondo Canberra, 115 mila cittadini australiani risiedono in Medio Oriente.
00:53 – Trump contro i dem: “Sull’Iran si lamentano solo perché l’ho fatto io”
Donald Trump replica su Truth alle critiche sugli attacchi all’Iran in corso con Israele. «I Democratici di Sinistra Radicale, un partito che ha completamente perso la bussola, si lamentano amaramente dell’attacco, necessario e importante, degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Ciò che la maggior parte delle persone capisce è che si lamentano solo perché l’ho fatto e, se non l’avessi fatto, urlerebbero: “Perché Trump non ha attaccato l’Iran? Dovrebbe farlo, immediatamente?”». Pertanto, ha aggiunto il tycoon in un post, «non c’è niente di sorprendente in questo! Sono le stesse persone che l’altra sera al Discorso sullo Stato dell’Unione non avrebbero sopportato nessuno, nemmeno una madre che ha perso la sua bellissima figlia a causa di un immigrato clandestino, un grande e coraggioso pilota di elicottero, che ha ricevuto la Medaglia d’Onore del Congresso, o un veterano centenario il cui coraggio è leggendario! Il fatto è che, qualunque cosa io faccia, loro saranno dalla parte opposta». Quindi, ha accusato: «Queste persone sono malate, pazzesche e dementi, ma l’America, nonostante tutto, ora è più grande, migliore e più forte che mai. Rendiamo l’America di nuovo grande».
00:44 – Idf: attacchi contro obiettivi Hezbollah a Beirut
Le Forze di difesa israeliane affermano di aver avviato un’ondata di attacchi contro i centri di comando e i depositi di armi di Hezbollah a Beirut.
00:35 – Tv iraniana “Esplosioni vicino alla seda, non ci fermiamo”
L’emittente nazionale iraniana, Irib, ha segnalato due esplosioni nei pressi della sua sede centrale a Teheran, ma ha dichiarato di voler continuare le trasmissioni «nonostante la campagna di bombardamenti israelo-americani in corso». «Fumo proveniente da due esplosioni nei pressi della sede di Irib / Nessuna interruzione delle attività di Irib», ha scritto l’emittente su Telegram.
00:31 – Cnn: “Dagli Usa forte aumento degli attacchi all’Iran nelle prossime 24 ore”
Gli Stati Uniti si stanno preparando a un «forte aumento» degli attacchi in Iran nelle prossime 24 ore. Lo ha riferito un alto funzionario dell’amministrazione Usa alla Cnn. Gli Stati Uniti hanno valutato che una prima serie di attacchi ha raggiunto l’obiettivo di indebolire le difese iraniane e che la fase successiva si concentrerà principalmente sulla distruzione della produzione missilistica, dei droni e della capacità navale del Paese, ha affermato il funzionario, rilevando che le scorte di missili si stanno esaurendo, in particolare i missili d’attacco terrestri Tomahawk e gli intercettori SM-3.
