La reazione dei fondamentalisti dopo i nuovi attacchi sferrati da Netanyahu nel sud del Libano: violato il cessate il fuoco
11:01 – Pezeshkian, `l’Iran non vuole realizzare armi nucleari´
«L’Iran non mira alla costruzione di armi nucleari». Lo ha detto il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian. «Assicuriamo alla comunità internazionale che le attività nucleari dell’Iran si svolgeranno in conformità con le esigenze del Paese e nel quadro delle politiche annunciate dal nostro Paese», ha sottolineato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.
10:48 – Iran, `saranno sbloccati 6 miliardi di dollari congelati in Qatar´
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che 6 miliardi di dollari congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti a Teheran. «In base ai piani stabiliti, 6 miliardi di dollari dei 12 miliardi di dollari totali di risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese, e stiamo seguendo l’iter necessario per la restituzione della parte restante di tali risorse», ha detto Pezeshkian, come riferisce Isna. «Questo accordo è una grande vittoria per il popolo iraniano e, nel suo quadro, sono state revocate le sanzioni sul petrolio e sui prodotti petrolchimici», ha aggiunto il presidente dell’Iran facendo riferimento al memorandum d’intesa siglato recentemente con gli Usa. «Gli Stati Uniti hanno infine costretto il regime sionista ad accettare l’accordo, sebbene il regime sionista e alcuni movimenti monarchici continuino a opporsi alla sua attuazione», ha sottolineato Pezeshkian, durante un incontro a Qom con un importante autorità religiosa, l’ayatollah Mousa Shubairi Zanjani.
9:24 – Iran: tenuto a Muscat il primo incontro su Hormuz con l’Oman
L’Iran ha annunciato che si è tenuto il primo incontro con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, dopo l’intesa trovata con gli Usa. «Durante il viaggio a Muscat, si è tenuto il primo incontro del Comitato congiunto di Hormuz con Abdulaziz Al-Hinai, Ministro di Stato per gli Affari Esteri dell’Oman. Nel corso della discussione sulle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum d’intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri», ha scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.
9:14 – Teheran: «Bahrein non giochi con il proprio destino»
Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha lanciato un «serio avvertimento» al Bahrein, minacciando di rispondere con maggiore forza in caso di provocazione, in seguito agli attacchi contro una base della Marina statunitense nel regno del Golfo. «Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l’Iran ad adottare decisioni drastiche», ha dichiarato Ali Akbar Velayati, consigliere di alto livello della Guida Suprema iraniana, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L’Iran ha affermato che gli attacchi contro la base statunitense in Bahrein, avvenuti venerdì e sabato, erano una rappresaglia per gli attacchi americani sul suo territorio. Teheran ha accusato Washington di utilizzare basi militari negli stati del Golfo per lanciare operazioni contro l’Iran, un’accusa che i paesi del Golfo respingono.
9:13 – Gas in forte rialzo dopo gli attacchi incrociati tra Usa e Iran
Apre in forte rialzo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam, a seguito degli attacchi incrociati tra Usa e Iran dello scorso fine settimana. I contratti future sul mese di luglio segnano un rialzo dell’1,71%, a 41,54 euro al MWh.
9:13 – Colloquio tra Macron e Bin Salman
Il presidente francese Emmanuel Macron e il principe ereditario Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud hanno discusso ieri per telefono degli ultimi sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce la Spa, l’agenzia stampa ufficiale di Riad, secondo la quale i due leader hanno parlato degli «sforzi in corso per raggiungere soluzioni globali che garantiscano la sicurezza e la stabilità della regione». Macron e Bin Salman, aggiunge il dispaccio, hanno inoltre sottolineato l’importanza di garantire la libertà di navigazione e di sostenere gli sforzi diplomatici per allentare le tensioni.
9:12 – Tajani: in Libano deve essere Teheran a fermare Hezbollah
In Libano «intanto devono cessare i combattimenti. Dopo il cessate il fuoco vogliamo svolgere un ruolo importante in un Paese dove c’è già una forte presenza italiana, tra Unifil e la formazione dell’Esercito. Hezbollah ha responsabilità, ma è l’Iran che deve dire al suo proxy di chiudere con la guerra. Loro prendono ordini da Teheran,e quindi deve essere il regime a dire la parola fine». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Radio24.
7:52 – Hormuz non sarà più come prima, è finita l’era della navigazione libera: «Faremo pagare una commissione per i servizi che forniremo»
(Federico Fubini) Fra le tante ambiguità dell’accordo in 14 punti che consolida la tregua nel Golfo, una appare una mina politica depositata sui fondali di Hormuz. Arriva al punto cinque, e recita: il regime di Teheran discuterà con l’Oman «per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto (…) in linea con il diritto internazionale e i diritti sovrani dei Paesi costieri».
È un riferimento a una mossa eseguita dall’Iran in maggio, quando gli osservatori internazionali guardavano soprattutto al prezzo del petrolio e ai negoziati con la Casa Bianca. In quel momento i guardiani della rivoluzione hanno creato un’entità chiamata «Autorità dello Stretto del Golfo persico», con il compito di gestire il tratto di mare. Non è chiaro cosa ciò implichi esattamente, lo è invece che l’Iran nel dopoguerra intende asserire il controllo su quel passaggio da cui fino a gennaio transitava un quinto dell’offerta mondiale di greggio, di gas liquido e quote sostanziali di fertilizzanti, elio o allumina.
2:08 – Usa e Iran: sospese azioni militari a Hormuz
Stati Uniti e Iran sospenderanno per il momento le rispettive azioni militari dopo gli scambi di fuoco registrati negli ultimi giorni nell’area dello stretto di Hormuz. Lo ha riferito domenica un funzionario dell’amministrazione del presidente Donald Trump, citato da Cnn. «Entrambe le parti si fermeranno per ora e le navi potranno muoversi liberamente», ha dichiarato il funzionario, precisando tuttavia che non è ancora chiaro quale sia la posizione ufficiale dell’Iran sulla questione. Secondo un altro funzionario statunitense, Washington e Teheran hanno inoltre concordato di incontrarsi martedì a Doha, in Qatar, per proseguire i colloqui.
01:01 – Axios: «Iran-Usa hanno concordato di cessare attacchi e vedersi martedì»
Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo riferisce Axios citando un alto funzionario americano.
0:58 – Libano, il capo del Parlamento: accordo Israele non sarà attuato
Il presidente del Parlamento libanese e alleato di Hezbollah, Nabih Berri, ha respinto il quadro di accordo trilaterale negoziato tra Libano, Israele e Stati Uniti, affermando che il testo non garantisce i diritti di Beirut e non può essere accettato nella sua forma attuale. «Questo accordo non passerà e non sarà attuato nella sua forma attuale», ha dichiarato Berri in una nota diffusa nelle prime ore di oggi dal movimento Amal, da lui guidato. Secondo il leader sciita, si tratta di «un accordo di imposizioni, non un accordo che preserva i diritti del Libano». Le dichiarazioni rappresentano il primo netto segnale di opposizione da parte di uno dei principali alleati di Hezbollah al progetto sostenuto da Washington, che punta ad aprire la strada a una normalizzazione dei rapporti tra Libano e Israele. L’intesa prevede infatti un percorso verso la pace tra i due Paesi e lega il completo ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese al disarmo di Hezbollah.
0:57 – Hezbollah contro l’accordo tra Libano, Israele e Usa: «Ci riserviamo il diritto all’autodifesa»
Hezbollah ha dichiarato di riservarsi il diritto di «difendere la propria patria» dopo i nuovi attacchi sferrati da Israele nel sud del Libano, nonostante l’accordo quadro firmato venerdì volto a garantire una «pace duratura» tra i due Paesi. In un comunicato, il movimento filo-iraniano «ribadisce che quanto fatto dal nemico costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco a cui si era attenuto fino a quel momento, e che sta monitorando e registrando tali violazioni, riservandosi il diritto di difendere la propria patria e il proprio popolo».
