19 Gennaio 2026

L’incontro a Berlino tra il presidente ucraino Zelensky e gli inviati americani Witkoff e Kushner proseguirà oggi

Oggi un’altra giornata di colloqui a Berlino tra il presidente ucraino Zelensky e gli inviati americani Witkoff e Kushner, con la partecipazione dei leader europei. «Voglio convincerli a sostenere il congelamento della linea del fronte», dice il numero uno di Kiev, «pronto al dialogo» domani anche con il cancelliere Merz e con gli altri leader europei, tra cui la premier Meloni. Per il Financial Times, Kiev è disposta ad rinunciare alla richiesta di adesione alla Nato, ma chiede in cambio garanzie di sicurezza agli Stati Uniti. Quanto agli asset congelati, dopo le minacce russe di imminenti ritorsioni, il portavoce della Commissione Ue dice che i «depositari centrali di titoli, come Euroclear, possono compensare eventuali sequestri in Russia con asset congelati o immobilizzati detenuti nell’Ue».

11:11 – Tajani: “L’iniziativa Usa sull’Ucraina è un’opportunità da non farci sfuggire”
«La definizione del ruolo e del contributo dell’Europa per la gestione della crisi ucraina è un banco di prova fondamentale. Le prossime settimane possono essere decisive e, ancora una volta, sarà essenziale restare uniti. L’iniziativa di pace americana è un’opportunità che non dobbiamo farci sfuggire. Dobbiamo riportare la pace in Europa». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in apertura della Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori alla Farnesina. La pace va raggiunta «a determinate condizioni. L’Ucraina merita una pace giusta e duratura. La sicurezza dell’Europa deve uscire rafforzata da questo processo. Le garanzie di sicurezza sono fondamentali e siamo fieri che si stia lavorando attorno a un’idea lanciata proprio dall’Italia», ha sottolineato il vicepremier. «L’Italia resta fermamente al fianco dell’Ucraina e impegnata in Europa per mantenere alta la pressione su Mosca. I nodi delicati da sciogliere sono tanti, anche per l’Europa. Penso in particolare alla gestione dei beni congelati russi che sarà al centro della riunione del prossimo consiglio europeo». «Il progetto di sostegno al settore energetico da oltre 100 milioni che abbiamo lanciato è un segnale concreto di vicinanza al popolo ucraino, a fronte dei continui bombardamenti russi – ha poi sottolineato Tajani –. È la cifra del nostro impegno, che guarda già ora alla ricostruzione».

11:07 – Il Cremlino: “Putin vuole un accordo di pace, non tregue temporanee”
Il presidente russo è aperto a un accordo di pace complessivo, ma si oppone a tregue temporanee. Lo ha affermato il suo portavoce, Dmitry Peskov, citato dalla Tass, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva proposto nei colloqui con gli Usa un congelamento del conflitto sulle linee attuali.

10:35 – Danimarca: “Decidere sugli asset russi o cederemo all’immagine di una Ue debole”
«Entro la fine di questa settimana dobbiamo prendere» una decisione sull’uso degli asset russi «per garantire che l’Ucraina sia in grado di continuare la sua lotta per la libertà, ma anche per sostenere l’intera società e dimostrare al resto del mondo che l’Europa è un attore forte. Altrimenti, cederemo all’impressione dipinta dal presidente americano, secondo cui l’Europa è debole». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, arrivando al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Sulla rinuncia dell’Ucraina ad aderire alla Nato, Rasmussen ha detto che «dovremmo ascoltare il presidente Zelensky. Se è disposto a scendere a compromessi sulla questione della Nato, non sarò certo io a oppormi. Ma – ha avvertito – se la Nato non è la soluzione, allora abbiamo bisogno di altre garanzie di sicurezza altrettanto solide quanto quelle previste dall’articolo 5».

10:27 – Meloni alle 18.45 a Berlino per partecipare al vertice
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà alle 18.45, a Berlino, al vertice sull’Ucraina. È quanto si legge nell’agenda della premier pubblicata sul sito di palazzo

09:41 – Il sindaco di Mosca: “Abbattuti 20 droni di Kiev”
Il sistema di difesa aerea del ministero della Difesa russo ha abbattuto nella notte venti droni ucraini in volo verso Mosca. Lo ha riferito il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin su Telegram.

09:37 – Wsj: gli Usa non disposti a compromessi sul piano di pace
I colloqui a Berlino tra ucraini e americani sono difficili, la parte americana sembra non essere disposta a scendere a compromessi sulla sua bozza di accordo di pace. Lo scrive il Wsj dopo il primo round di ieri che proseguirà anche oggi. «I negoziati tra l’Ucraina e i suoi partner occidentali si sono trasformati in un tira e molla, anche senza la partecipazione della Russia al tavolo delle trattative», spiegano fonti al Wsj. Washington spinge per soluzioni rapide, mentre Zelensky e gli europei sostengono che restano differenze significative sia sul ritiro da Donbass sia sulla chiara definizione delle garanzie.

08:49 – Banca centrale russa: “Euroclear risarcisca 200 miliardi di euro”
Nella causa presentata presso il Tribunale arbitrale di Mosca, la Banca centrale russa ha chiesto al fondo belga Euroclear un risarcimento di circa 200 miliardi di euro per il congelamento dei capitali russi deciso dall’Ue. Lo ha reso noto lo stesso tribunale, citato dall’agenzia Ria Novosti. La Banca centrale chiede che Euroclear versi una somma di poco superiore a 18.000 miliardi di rubli (pari appunto a circa 200 miliardi di euro) a titolo di risarcimento danni.

08:35 – Orbán ribadisce: “La confisca di asset russi è una dichiarazione di guerra”
«La posta in gioco è semplice: guerra o pace. Non siamo mai stati così vicini alla fine della guerra tra Russia e Ucraina. L’Europa si trova di fronte a un’enorme opportunità, perché la guerra che noi europei non riusciamo a concludere da quattro anni potrebbe presto essere conclusa dagli americani. Non possiamo fare altro che sostenerli». Lo scrive il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, in vista del vertice Ue a Bruxelles in programma giovedì. «Ma i segnali non indicano questo – avverte il premier – l’Europa vorrebbe continuare, anzi ampliare la guerra. Vuole continuare sul fronte russo-ucraino ed estenderla sul piano economico, con la confisca dei beni russi congelati. Questo passo equivale a una dichiarazione di guerra aperta, che la Russia non mancherà di vendicare». «Non abbiamo motivo di cambiare la posizione ungherese. Non c’è soluzione alla guerra sul fronte. E se non c’è soluzione sul fronte, allora bisogna fare quello che fa il presidente Trump: negoziare», spiega ancora Orbán, specificando che «l’Ungheria non sostiene la confisca dei beni russi congelati, non invia né denaro né armi all’Ucraina e non partecipa ai prestiti dell’Unione europea che servono agli scopi della guerra». «Allacciate le cinture – conclude – sarà una settimana movimentata!»

08:10 – Kos: “L’adesione dell’Ucraina è àncora delle garanzie di sicurezza”
«Il ritmo dei negoziati di pace è accelerato e questo è positivo e sono molto lieta che il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea svolgerà un ruolo cruciale. Consideriamo l’adesione dell’Ucraina all’Ue come un’àncora politica delle garanzie di sicurezza». Lo ha dichiarato la commissaria Ue all’Allargamento, Marta Kos, arrivando al Consiglio Affari Esteri. «Per poter procedere, dobbiamo proseguire con le riforme e lo stiamo facendo. La scorsa settimana la Commissione europea ha ricevuto importanti indicazioni dagli Stati membri e possiamo procedere a livello tecnico nei cluster uno, due e sei dei negoziati di adesione», ha aggiunto la commissaria slovena, ribadendo che «l’unico modo per garantire la pace e la prosperità in Ucraina è proseguire con il processo di adesione».

08:06 – Kallas: “La pace non può essere giusta se l’aggressore viene premiato”
«Gli sforzi di pace compiuti dagli Usa sono stati ampiamente accolti, ma è anche chiaro che vogliamo una pace duratura, un cessate il fuoco duraturo e una pace sostenibile. E per una pace sostenibile non dovrebbe esserci alcun appeasement dell’aggressore. Se l’aggressione viene premiata, ne vedremo di più. Lo abbiamo visto nella storia, e questo è estremamente importante. E deve esserci anche l’obbligo di rispondere dei crimini commessi». Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Esteri.

08:05 – “Spie di Kiev”: dieci russi arrestati dall’Fsb
L’Fsb, i servizi segreti della Federazione russa, hanno arrestato dieci persone accusate di attività di spionaggio per l’Ucraina. Lo ha riferito la Tass. Le dieci presunte spie sono state fermate in cinque regioni del Paese: Komi, Astrakhan, Vologda, Volgograd e nel Territorio di Krasnodar. Avrebbero commesso sabotaggi e attentati, come incendi di auto delle forze dell’ordine e sabotaggi delle infrastrutture energetiche e dei trasporti. Durante gli interrogatori, i fermati hanno raccontato di avere ricevuto per i loro servigi pagamenti trasferiti su «conti sicuri», per somme comprese tra 300mila e 1,6 milioni di rubli (da circa 3.200 a circa 17mila euro).

A.N.D.E.
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