I contenuti del ddl Calderoli: le 23 materie, dal Lavoro alla Protezione civile

1 Che cosa è l’Autonomia regionale approvata dalla Camera mercoledì 19 giugno?
È la legge basata sul cosiddetto ddl Calderoli che servirà come base «per l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia». In sostanza, le Regioni che lo richiederanno potranno acquisire alcune delle competenze che fino ad oggi la Costituzione assegnava allo Stato. Ogni Regione — insieme con i nuovi compiti — riceverà le risorse «umane, strumentali e finanziarie» per svolgerle.

2 Quali sono i compiti che le Regioni assumeranno una volta completato l’iter dell’Autonomia?
Dipende, per ciascuna Regione, da quali competenze richiederà. Secondo la Costituzione, sono 23 le materie che possono essere affidate alle Regioni. Il Veneto è l’unico che a suo tempo ha chiesto tutte e 23 le materie possibili. Di queste, 9 possono essere trasferite più rapidamente perché non prevedono i Lep, che sono uno dei nodi cruciali della riforma.

3 Che cosa sono i cosiddetti Lep?
Sono i «Livelli essenziali di prestazione». Per ciascuna materia lo Stato dovrà definire i livelli minimi dei servizi erogati in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. E dovrà ovviamente stabilire le risorse necessarie a garantirli. Il concetto è lo stesso dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) già in vigore da molti anni (la prima definizione è del 2001) nella sanità.

4 Quali sono le 9 materie che non dovranno essere subordinate ai Lep?
Le 9 materie che potrebbero teoricamente arrivare più in fretta in quanto non necessitano dei relativi Livelli di prestazione sono: Organizzazione della giustizia di pace; Commercio con l’estero; Professioni; Protezione civile; Previdenza complementare e integrativa; Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; Casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; Enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale; Rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni.

5 Quando entrerà in vigore l’autonomia?
La legge approvata ieri dalla Camera dovrà essere promulgata entro 30 giorni dal presidente della Repubblica, poi pubblicata in Gazzetta ufficiale entro 15 giorni dalla promulgazione. A quel punto, le Regioni che lo chiederanno apriranno la trattativa. Fermo restando che prima dovranno essere definiti materialmente i Lep: lo Stato ha 24 mesi di tempo.

6 L’iter parlamentare dell’Autonomia si è concluso con il voto di ieri?
No. Ieri è stato approvato il quadro generale della legge, il perimetro entro cui si muoveranno tutte le Regioni. Poi, ogni Regione che lo vorrà farà la sua trattativa con lo Stato. Al termine, ciascuno degli accordi che saranno stipulati da ogni Regione, dovrà tornare in Parlamento per la ratifica definitiva.

7 Da quando si parla di Autonomia differenziata delle Regioni?
L’autonomia è una storica battaglia leghista. Ma è stata resa possibile dalla riforma del Titolo V della Costituzione che volle il centrosinistra nel 2001, in particolare dell’articolo 116, terzo comma della Costituzione. La riforma di allora fa sì che quella basata sul ddl Calderoli non richieda modifiche costituzionali, anche se il percorso non è comunque semplicissimo.<

8 L’Autonomia sarà sottoposta a referendum confermativo?
Sulla base della Costituzione no, in quanto appunto non modifica la Carta vigente e ne è semplicemente un’attuazione. Ma Pd, Alleanza verdi-sinistra e Italia viva hanno subito annunciato la raccolta di firme necessaria a indire una consultazione popolare su quello che hanno ribattezzato lo «spacca-Italia». Ieri il sì al referendum è arrivato anche dal Movimento 5 Stelle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *