Aveva cento anni. L’irruzione avvenne durante il programma del collettivo delle casalinghe, nato per portare il femminismo dentro la vita quotidiana: dalla cucina alla radio, dai figli all’aborto, dalla spesa alla violenza contro le donne
Èmorta a 100 anni, nella sua casa di Spoleto, Annunziata «Nunni» Miolli, protagonista del femminismo degli anni Settanta e tra le sopravvissute all’assalto neofascista a Radio Città Futura. Il 9 gennaio 1979, a Roma, un commando dei Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar) irruppe negli studi mentre era in onda Radio Donna, il programma del collettivo delle casalinghe. Miolli fu ferita dalle fiamme insieme ad altre quattro donne, colpite anche dagli spari.
La trasmissione delle casalinghe non parlava soltanto di grandi battaglie politiche, il suo valore stava proprio nel portare il femminismo dentro la vita quotidiana: dalla cucina alla radio, dai figli all’aborto, dalla spesa alla violenza contro le donne. È probabilmente il tratto biografico che racconta meglio chi fosse Nunni.
La sua vicenda è stata raccontata anche nel documentario 1974-1979. Le nostre ferite, diretto da Monica Repetto e presentato al Torino Film Festival nel 2020. Il film raccoglie le testimonianze di persone comuni rimaste coinvolte nella violenza politica degli anni Settanta.
