La sicurezza sul lavoro. Cgil, Cisl e Uil non riescono a trovarsi d’accordo nemmeno su un tema sensibile come le morti bianche

I morti sul lavoro a gennaio sono stati 45, due in più del 2023, dice l’Inail. Calcolatrice alla mano, sono aumentati del 4,7%. Ogni decimale è intriso delle lacrime di mogli e padri, madri e sorelle. Per questo limitarsi ai numeri sembra fuori luogo quando si parla di morti sul lavoro. Soprattutto i numeri non devono far dimenticare i nomi. Come quelli di Mohamed Toukabri, Mohamed El Farhane, Taoufik Haidar, Bouzekri Rahimi e Luigi Coclite, che hanno perso la vita questo febbraio nel cantiere di un supermercato a Firenze. La sensibilità della materia dovrebbe spingere anche il sindacato a mettere da parte le tattiche di posizionamento per concentrarsi sui bisogni degli iscritti. Così non è.
Risulta davvero difficile capire come sia stato possibile che, di fronte al terribile incidente appena ricordato, il sindacato confederale si sia diviso. Cgil e Uil, da una parte, hanno dichiarato due ore di sciopero. La Cisl ha evitato l’astensione dal lavoro. Una divaricazione evidente di nuovo in occasione della presentazione da parte del governo della patente a punti sulla sicurezza: per Cgil e Uil è tutto da rifare, per la Cisl si tratta di un inizio. La cinghia di trasmissione tra politica e sindacato si è rotta da un pezzo, e potrebbe anche essere un bene se questo permettesse di concentrarsi sul merito delle questioni. Un esercizio che dovrebbe venire spontaneo quando si tratta di salvare qualche vita. I punti da cui ripartire non mancano. Più volte l’Ance, l’associazione dei costruttori, ha fatto notare che mettersi in proprio in edilizia è più facile che aprire un centro estetico, può farlo chiunque anche con zero dipendenti e poi partecipare a qualunque appalto. Stando così le cose, non c’è potenziamento dei controlli che tenga. I controlli vanno rafforzati, ma il sistema a monte deve essere costruito in modo da prevenire gli abusi. Non è forse questo un punto su cui il sindacato confederale potrebbe convergere insieme con le imprese? Cgil, Cisl e Uil non avevano una piattaforma comune sulla sicurezza? E Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil non hanno forse rinnovato insieme un anno fa il contratto degli edili? Il decreto varato dal governo ora dovrà essere convertito in legge. Sarebbe una buona notizia vedere il sindacato convergere su proposte migliorative del testo.

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