14 Ottobre 2026
Industria, fabbrica, ooperaio

Da una parte 14 associazioni delle imprese, da Confindustria a Confcommercio, con artigiani e cooperative. Dall’altra, Cgil, Cisl e Uil

Parliamo della trattativa che dovrebbe definire chi è rappresentativo e chi no. E poi lo schema-base per rinnovare i contratti. Tanta roba. Il risultato dovrebbe arrivare entro fine ottobre: le parti sociali puntano a sciogliere in sei mesi un rebus irrisolto da vent’anni.
Ma su due questioni il confronto potrebbe saltare. La prima: Cgil, Cisl e Uil vorrebbero estendere a tutti il modello dei metalmeccanici per il rinnovo dei contratti. Se così fosse, l’inflazione che si realizza in un determinato anno verrebbe pagata a metà del successivo. Ma le altre categorie confindustriali non ci stanno. E non ci sta nemmeno Confcommercio.
Poi c’è il problema dei «perimetri». Fino a quanti dipendenti un’impresa si può considerare artigiana? L’esempio non è casuale. Il governo si prepara a esercitare una delega entro fine anno per riformare la legge sull’artigianato. Si parla di alzare fino a 49 il numero massimo dei dipendenti delle imprese artigiane (oggi sono 12-15 a seconda del settore). Questo aumenterebbe la concorrenza tra associazioni: per applicare i meno costosi contratti degli artigiani molte imprese potrebbero lasciare le organizzazioni d’appartenenza.
Sono queste le due «mine» sulla trattativa. Gli attori coinvolti, fino a ieri ottimisti, ora lo sono molto meno. Chi vuol vivere in un Paese competitivo, con lavoro buono e retribuito dignitosamente, dovrebbe però augurarsi che alla fine una quadra si trovi. Nessuno si illude che un’intesa da sola risolva il problema dei salari reali che non crescono, ma sarebbe un punto di partenza. Inoltre, eviterebbe che la principale forma di concorrenza tra imprese si giochi sul costo del lavoro. Infine, un accordo darebbe respiro a corpi intermedi ormai boccheggianti. Con tutti i loro difetti, nella società liquida si sente la nostalgia di sindacati e associazioni d’impresa in grado di produrre idee e aggregare consenso.

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