POLITICA
Fonte: La Stampa
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Il presidente Usa in Italia per la visita ufficiale. Alzati i livelli di sicurezza. Prima il vertice a Bruxelles: «Le frontiere non si ridisegnano con la forza»

ROMA

Il centro di Roma tra i blindati delle forze dell’ordine con mille agenti in campo, le forze speciali italiane, le auto corazzate statunitensi e gli 007 della Casa Bianca che scortano il corteo presidenziale dopo lo sbarco a Fiumicino. È scattato il dispositivo di massima sicurezza per la visita di Barack Obama a Roma, che ha preso il via oggi con le bonifiche a Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore Usa che ospita il presidente degli Stati Uniti. E nelle aree attraversate dal corteo presidenziale c’è il rischio che sistemi elettronici e cellulari vadano in tilt per qualche minuto, neutralizzati dai sistemi “jammer” lungo il percorso per impedire interferenze elettromagnetiche o l’attivazione di congegni a distanza.

 

Oggi Obama ha parlato da Bruxelles. Da una parte l’asse con l’Europa, dall’altra la sfida a Putin. La sua mossa in Ucraina è una mossa che «mette alla prova» Europa e Usa. Che però sono «uniti» e vanno «mano nella mano», rendendo così il mondo più sicuro, afferma il presidente Usa. E quella del Cremlino è una sfida in cui la Russia è più isolata che mai, in cui gioca il ruolo di «una vecchia visione del potere», che si scontra con quella di una democrazia in cui non ci sono «discriminazioni verso i gay, o verso gli immigrati». Ancora una volta Obama ricorda che se la Russia continuerà l’escalation le sanzioni saranno ancora più dure e l’isolamento «ancora maggiore». Dopo i due giorni all’Aja per il G7 ed il vertice sulla sicurezza nucleare, nella giornata in Belgio il presidente degli Stati Uniti prima visita il cimitero dei caduti americani della Grande Guerra, poi incontra i vertici Ue nel palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles, quindi riceve il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen e prima di volare a Roma tiene un ispirato discorso di 35 minuti davanti ai reali del Belgio e altri duemila “spettatori”.

 

Una rapida colazione di lavoro, quella con Van Rompuy e Barroso affiancati dalla rappresentante per la politica estera Catherine Ashton e dal Commissario per il commercio Karel De Gucht. Nel documento finale si riafferma «la forte partnership» tra le due sponde dell’Atlantico. Che si preparano alla nuova “guerra” con la Russia affinando proprio l’arma del commercio. Obama spinge perché si chiuda in fretta l’accordo per il libero commercio (Ttip), che in Europa suscita non poche perplessità. «Sospetti ingiustificati», dice assicurando che ci saranno vantaggi per tutti, «per le grandi imprese e per le Pmi». E soprattutto ricordando che quando sarà firmato, l’export del gas verso l’Europa sarà facile e abbondante. Quindi anche a prezzo più basso di quello che sarà messo sul mercato ora. E che l’Europa dovrà pagare, appunto, a «prezzi di mercato». Poi torna a rassicurare gli europei sul fronte caldo della privacy aperto dal Datagate. Dalla prossima estate le tutele per i cittadini saranno le stesse sulle due sponde dell’Atlantico, dice.

 

E adesso la visita a Roma. Era tutto pronto sin dal pomeriggio anche all’aeroporto di Fiumicino per l’arrivo di Barack, dove intorno alle 20:30 era atteso il Boeing 747 Air Force One, sul quale viaggia il presidente Usa. In quella fase, per mezz’ora, è scattata l’interdizione di volo per l’intera area. Nell’aeroporto di Ciampino sono invece già atterrati una decina di aerei C-130, dai quali sono già uscite da giorni oltre venti auto corazzate con a bordo gli uomini della sicurezza della Casa Bianca. A scortare costantemente il presidente, in tutto ci sono almeno duecento agenti delle forze speciali statunitensi e dei corpi militari, tra cui anche una rappresentanza dei marine. Il compito è quello di mettere in sicurezza l’arrivo del presidente; per quanto riguarda le forze dell’ordine italiane, spetterà alla polizia di frontiera di Fiumicino scortare Obama fino all’uscita dall’aeroporto. Poi il compito viene affidato alle forze speciali italiane, come i Nocs (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) e il Gis (Gruppo di Intervento Speciale).

 

In attesa dell’arrivo del presidente a Villa Taverna, la stanza che accoglie Obama è stata già controllata, sigillata ed isolata dagli addetti alla sicurezza della Casa Bianca. Nei pressi di Villa Taverna è vietata nelle prossime ore la circolazione delle auto: transita solo chi ha il pass speciale dell’ambasciata Usa. E domani, in occasione della visita di Obama al Colosseo, il Foro romano e il Palatino chiuderanno anticipatamente alle 13. Poi ci saranno le bonifiche degli artificieri all’interno e fuori dal monumento, seguite dall’arrivo del presidente, che sarà accompagnato anche da un archeologo nel suo tour all’interno dell’Anfiteatro Flavio. Ad essere mobilitato è anche il Policlinico Gemelli, «pronto per rispondere efficacemente a qualsiasi emergenza sanitaria anche di tipo non convenzionale». Il Piano di Soccorso per Emergenza prevede massima allerta di tutti i servizi, area di trattamento per eventuali attacchi di natura chimica e dotata di tenda per decontaminazione oltre procedure di isolamento ed assistenza in caso di contaminazioni biologiche.

 

A Roma a farsi sentire è anche il fronte della protesta. Questa mattina sono comparsi alcuni manifesti in centro a Roma contro la visita del presidente Usa nella Capitale. I manifesti sono siglati da una serie di movimenti di estrema destra, tra cui quello del Movimento sociale europeo e recitano: «Roma sta con Putin. Obama ospite indesiderato». Domani alle 16 è inoltre previsto un sit-in “anti-Nato”, annunciato dai Cobas e movimenti antagonisti, che si svolgerà a Via Veneto, a circa 100 metri dall’Ambasciata statunitense.

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