ponte stretto Messina

Via libera dal Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina all’aumento di capitale a carico del Mef. E intanto il Cipess prende atto dell’incremento di costi per il tunnel del Brennero: da 8,8 miliardi a 10,5

Con altri 370 milioni di euro di capitale sociale, l’operazione Ponte sullo Stretto, caldeggiata dal ministro e vicepremier Salvini, aggiunge un altra tessera al puzzle. La decisione è stata presa ieri dall’assemblea straordinaria della società Stretto di Messina Spa che «ha approvato all’unanimità – annuncia una nota – la proposta formulata lo scorso 31 ottobre dal Consiglio di Amministrazione della Società, illustrata dall’Amministratore delegato Pietro Ciucci, di procedere ad un aumento di capitale di Stretto di Messina riservato al Ministero dell’economia e delle finanze, per complessivi 370 milioni di euro». La formalizzazione avverrà nei prossimi giorni e comunque entro il 18 dicembre prossimo.

Le novità
La novità ha due risvolti importanti: innanzitutto raddoppia il capitale iniziale fissato dal decreto Ponte di marzo scorso portandolo a quota 672,5 milioni. Si tratta delle provviste per la gestione dell’intera macchina della società, compresa quella delle assunzioni di personale. Ma così come stabilito dalle norme, l’aumento di capitale ridisegna anche l’assetto societario affidando la maggioranza nelle mani del ministero di via XX Settembre. Al Mef sarà assegnato il 55,16%, ad Anas il 36,70%, a Rete ferroviaria italiana il 5,83%, mentre a Regione Siciliana e Regione Calabria rispettivamente l’1,16%. «Sotto l’aspetto finanziario – ha commentato l’ad della società Pietro Ciucci – è un ulteriore passo avanti che offre una crescente concretezza al progetto. La Società è fortemente impegnata nel rispetto degli obiettivi indicati dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, dal governo e fissati per legge. Con l’operazione il Ministero dell’economia e delle finanze assume il ruolo di primo azionista, con una compagine azionaria che prevede la partecipazione fondamentale delle Regioni Sicilia e Calabria e di Anas ed Rfi». Ma il passaggio che tutti attendono è quello legato all’esame del progetto esecutivo, non ancora avviato. Le caratteristiche del nuovo Ponte non sono ancora state rivelate.

Il tunnel del Brennero
Ma intanto sempre sul fronte delle grandi opere arriva il via libera del Cipess all’aumento dei costi per il tunnel del Brennero, la maxi-operavche collegherà la penisola con l’Austria attraverso una galleria che si sviluppa per una lunghezza totale di 64 km e che nel 2032, a opera conclusa, collegherà Fortezza (Italia) a Innsbruck (Austria). Per il Comitato si tratta della presa d’atto di un aumento di costi dovuto al caro-materiali ed energia che ha portato il conto finale del tunnel dagli 8,8 miliardi a 10,5 miliardi di euro circa «di cui 5.267,84 milioni di euro di competenza italiana per i quali è già disponibile una
copertura finanziaria complessiva di 3.905,687 milioni di euro, di cui 1.152,936 milioni di
euro di fonte Ue e previsione di entrata in servizio ad ottobre 2032».
A realizzare la galleria ferroviaria del Brennero una società europea, la Bbt, fondata nel 2004 dai governi italiano e austriaco che ne detengono ciascuno il 50% delle quote per realizzare quest’opera avveniristica e destinata a rivoluzionare i passaggi transfrontalieri delle merci. A scavare uno dei lotti una superfresa, la Tbm Flavia, una fresa “monstre” lunga 200 metri e da 2750 tonnellate, che scava nel ventre della montagna con una potenza di 4200 kW. Ma ad aprile scorso la fresa si è bloccata per un problema di consistenza delle rocce. Il 24 novembre è ripartita come racconta il geologo Stefan Skuk al giornale online Ferrovie.it «ha, ad oggi, completato circa 10,8 km della galleria di linea ovest, su un totale di 14,3 km che deve percorrere».

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