È uno dei tormentoni più ostinati e ricorrenti. Ne fanno ricorso in abbondanza politici e sportivi. In realtà il sospetto è che quelli che invocano l’onestà intellettuale non credano né nell’onestà né tanto meno nell’intellettuale
Infuria qua e là, in ogni occasione, come uno dei tormentoni più ostinati e ricorrenti, l’«onestà intellettuale». A tutti i livelli. Dopo la partita contro l’Inter, l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha invocato l’onestà intellettuale dei giornalisti che gli chiedevano una considerazione sul rigore inesistente: «Serve onestà intellettuale». Anche a un altro Conte, Giuseppe, piace appellarsi all’onestà intellettuale dei suoi avversari politici. Pretende onestà intellettuale da chiunque nega che Netanyahu sia un criminale. A Grillo chiede di ammettere «con grande onestà intellettuale» che il suo progetto politico è invecchiato. Neanche Matteo Renzi perde occasione per distinguere tra chi ce l’ha e chi non ce l’ha: e a Crosetto riconosce «l’onestà intellettuale che Meloni non ha». Per tutta risposta da Fratelli d’Italia rimproverano all’opposizione: «Stiamo cambiando l’Italia. Prendetene atto e abbiate l’onestà intellettuale di riconoscerlo».
Invocare l’onestà intellettuale fa status. Status intellettuale e anche vagamente morale. L’aggettivo vorrebbe nobilitare una parola, «onestà», che in sé, da sola, non appare abbastanza nobile, ci vuole qualcosa che la rafforzi. In realtà il sospetto è che quelli che invocano l’onestà intellettuale non credano né nell’onestà né tanto meno nell’intellettuale. Perché se ci sono parole che, a rigor di logica, non sopportano l’aggettivo qualificativo, una di queste è «onestà». Così come l’aggettivo «onesto» non sopporta l’avverbio. O lo sei o non lo sei. Puoi essere «intellettualmente onesto» senza essere onesto tout court? C’è uno scialo di avverbi (vedi il «politicamente corretto»), che tende ad annebbiare, a confondere. Italo Calvino, nel suo elogio dell’esattezza, sconsigliava l’uso sconsiderato degli aggettivi e degli avverbi che attenuano la precisione. Credo
