L’India si impegna a smettere di acquistare petrolio russo e aumentare gli scambi con gli Stati Uniti
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che intende ridurre i dazi sui beni provenienti dall’India dal 25 al 18 per cento dopo che il primo ministro indiano Narendra Modi ha accettato di interrompere l’acquisto di petrolio russo. La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte di Trump affinché l’India riducesse la propria dipendenza dal greggio russo a basso costo. L’India, infatti, ha approfittato del calo dei prezzi del petrolio russo mentre gran parte del mondo ha cercato di isolare Mosca in seguito all’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Trump ha anche detto che l’India inizierà a ridurre a zero le tasse sulle importazioni di beni statunitensi e ad acquistare prodotti americani per un valore di 500 miliardi di dollari.«È stato un onore parlare questa mattina con il primo ministro Modi, dell’India. È uno dei miei più grandi amici e un leader potente e rispettato del suo Paese. Abbiamo parlato di molte cose, tra cui il commercio e la fine della guerra tra Russia e Ucraina», ha scritto poco fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul proprio profilo Truth.
Entusiasmo social dei presidenti
Il leader indiano, secondo quanto riferisce Trump, «ha accettato di smettere di acquistare petrolio russo e di comprare molto di più dagli Stati Uniti e, potenzialmente, dal Venezuela. Ciò contribuirà a FERMARE LA GUERRA in Ucraina, che è in corso in questo momento, con migliaia di persone che muoiono ogni settimana!», prosegue il post del presidente Usa.
«Per amicizia e rispetto per il primo ministro Modi e, su sua richiesta, con effetto immediato abbiamo concordato un accordo commerciale tra Stati Uniti e India, in base al quale gli Stati Uniti applicheranno una tariffa reciproca ridotta, portandola dal 25 per cento al 18 per cento. Anche loro procederanno a ridurre le loro barriere tariffarie e non tariffarie verso gli Stati Uniti, fino a ZERO», ha specificato il tycoon.
Anche il primo ministro indiano ha pubblicizzato l’accordo via social. «È stato meraviglioso parlare oggi con il mio caro amico, il presidente Trump. Sono lieto che i prodotti Made in India beneficeranno ora di una tariffa ridotta al 18 per cento. Un grande ringraziamento al presidente Trump, a nome degli 1,4 miliardi di indiani, per questo straordinario annuncio», ha scritto su X Narendra Modi.
«Quando due grandi economie e le più grandi democrazie del mondo lavorano insieme, ne traggono beneficio i nostri popoli e si aprono enormi opportunità di cooperazione reciprocamente vantaggiosa», ha continuato Modi, che ha poi lodato il presidente Usa per le sue doti diplomatiche.
«La leadership del presidente Trump è fondamentale per la pace, la stabilità e la prosperità globali. L’India sostiene pienamente i suoi sforzi per la pace», ha scritto Modi, aggiungendo che «non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con lui per portare la nostra partnership a livelli senza precedenti».
Il contesto
Trump – a giugno 2025 – aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero imposto un dazio del 25 per cento sui beni provenienti dall’India dopo che la sua amministrazione aveva ritenuto che il Paese avesse fatto «troppo poco» per ridurre il proprio surplus commerciale con gli Stati Uniti e per aprire i suoi mercati ai prodotti americani. Ad agosto Trump aveva incrementato ulteriormente i dazi sui prodotti indiani, portando l’aumento complessivo dell’aliquota al 50 per cento e giustificando la decisione come risposta all’acquisto di petrolio russo da parte di New Dehli.
Storicamente – come ricorda Associated Press – il rapporto dell’India con la Russia ruota più attorno alla difesa che all’energia. La Russia fornisce solo una piccola parte del petrolio dell’India, ma la maggior parte del suo equipaggiamento militare.
Tuttavia l’India, all’indomani dell’invasione russa in Ucraina, ha sfruttato il momento per acquistare petrolio russo a prezzi scontati. Mosca, dal canto suo, grazie a New Dehli ha trovato il modo di dare respiro alla propria economia, sotto stress per l’impegno bellico e per le contromisure europee in difesa di Kiev.
L’annuncio della riduzione dei dazi statunitensi sulle merci indiane arriva pochi giorni dopo che l’India e l’Unione Europea – dopo quasi due decenni di negoziati – hanno raggiunto un accordo di libero scambio che potrebbe interessare fino a 2 miliardi di persone . L’accordo consentirebbe il libero scambio su quasi tutti i beni tra i 27 Stati membri dell’Ue e l’India: coprendo tutto, dal tessile ai medicinali, e riducendo le elevate tasse di importazione su vino e automobili europei.
L’annuncio di oggi arriva mentre Washington prende di mira sia la potenza asiatica sia il blocco dell’Unione europea con dazi di importazione elevati, sconvolgendo i flussi commerciali consolidati e spingendo le grandi economie a cercare partnership alternative.
Negli ultimi mesi l’India ha accelerato gli sforzi per finalizzare diversi accordi commerciali. A dicembre ha firmato un’intesa con l’Oman e concluso i colloqui per un accordo con la Nuova Zelanda.
Il Census Boureau statunitense ha riferito che nei primi 11 mesi dello scorso anno gli Stati Uniti hanno registrato un disavanzo commerciale di 53,5 miliardi di dollari nel commercio di beni con l’India, il che significa che hanno importato più di quanto esportato.
Con una popolazione superiore a 1,4 miliardi di persone, l’India è il Paese più popoloso al mondo ed è considerata da molti funzionari governativi e leader aziendali un contrappeso geopolitico ed economico alla Cina.
