11 Dicembre 2025

Di fronte ai malumori del Parlamento, la presidente della Commissione propone di rafforzare il ruolo delle autorità regionali e di garantire una quota minima dei piani nazionali al settore agricolo. Ma Coldiretti e Confagricoltura rimangono critiche

Dinanzi al rischio di bocciatura della propria proposta di bilancio comunitario 2028-2034, la Commissione europea ha compiuto passi in direzione del Parlamento, proponendo cambiamenti alla bozza presentata in luglio. L’obiettivo è di venire incontro al settore agricolo e alle regioni. Alla fine di una riunione tra le principali istituzioni comunitarie, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha definito la discussione «costruttiva».
La proposta comunitaria prevede una maggiore centralizzazione della spesa, con piani nazionali chiamati a convogliare il denaro europeo a livello locale. Inoltre, raggruppa sotto a uno stesso tetto i fondi per la coesione e i fondi per l’agricoltura. In una lettera inviata di recente alla Commissione, i principali gruppi parlamentari si sono espressi contro l’impianto appena illustrato e hanno chiesto modifiche, minacciando la bocciatura ex ante del testo.
In risposta alla missiva, la Commissione europea è venuta incontro ad alcune delle critiche parlamentari. Prima di tutto si è detta disposta ad inserire un ulteriore «controllo a livello regionale» nella messa a punto dei piani nazionali che serviranno a gestire il denaro comunitario. «Le autorità regionali avranno un chiaro diritto di interloquire direttamente con la Commissione europea». Oltre ad ammontare minimi le regioni meno sviluppate potranno godere di «specifiche salvaguardie».
Sul fronte agricolo, l’esecutivo comunitario propone di sottolineare nella legislazione il carattere comune della politica agricola, garantendo attraverso «un obiettivo rurale» la «continuità di investimento nelle zone rurali». In buona sostanza la Commissione europea propone che un 10% minimo della posta di bilancio nelle mani dei paesi venga spostato verso l’agricoltura. Secondo la proposta di luglio questo settore avrebbe diritto a 300 miliardi di euro su sette anni.
Come detto, i principali gruppi parlamentari hanno chiesto una revisione della proposta di bilancio. La questione sarà oggetto di dibattito in plenaria mercoledì. Solo a quel punto si capirà se le misure presentate dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno rassicurato una maggioranza di deputati. Ieri il centro-studi Farm Europe notava nelle proposte solo «concessioni minime», mentre da Roma Confagricoltura ne dava un giudizio «fortemente negativo». Critica era anche Coldiretti.
Oltre al braccio di ferro tra Commissione e Parlamento, e tra il partito popolare e la presidente von der Leyen, che di questo partito è espressione, la vicenda mette anche in luce un confronto tra Consiglio e Parlamento. Quest’ultimo ha un ruolo limitato nel mettere a punto il bilancio: i Trattati gli danno solo la possibilità di approvare o bocciare il testo definitivo. In questa occasione ha voluto giocare d’anticipo, innervosendo i paesi membri che sul bilancio hanno evidenti prerogative.
Secondo le informazioni raccolte a margine della riunione tra le istituzioni, la presidenza danese dell’Unione avrebbe rilevato che molte delle proposte contenute nel documento della Commissione coincidono con i suggerimenti avanzati dai paesi membri nell’ambito dei negoziati in corso. Il governo danese vuole presentare una prima bozza di compromesso in dicembre. Oltre alla sua missiva, Bruxelles ha inviato al Consiglio e al Parlamento anche otto pagine di modifiche legislative al testo presentato in luglio.

A.N.D.E.
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