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Un sondaggio dello European Council on Foreign Relations rivela quanto la popolazione in sei paesi sia cauta all’idea di accogliere nuovi membri

A ridosso di un vertice in gran parte dedicato al futuro dell’Ucraina nell’Unione europea, un sondaggio dello European Council on Foreign Relations rivela quanto la popolazione in sei paesi sia cauta all’idea di accogliere nuovi membri – i sei paesi sono l’Austria, la Danimarca, la Francia, la Germania, la Polonia e la Romania. Emerge il timore che un nuovo allargamento possa mettere a repentaglio la sicurezza, interna e internazionale.

Prevale lo scetticismo
Il sostegno all’ingresso dell’Ucraina nella UE prevale in Danimarca (50%) e in Polonia (47%), mentre le opinioni si dividono in Romania (il 32% a favore rispetto al 29% di contrari), in Germania (il 37% a favore rispetto al 39% di contrari) e in Francia (29% a favore rispetto al 35% di contrari). L’Austria è un’eccezione sulla questione dell’ammissione dell’Ucraina nel blocco europeo, con una maggioranza (il 52%) nettamente contraria alla sua possibile adesione e solo il 28% a favore.
Il 45% delle persone interpellate dal centro-studi ritiene che l’adesione di Kiev all’Unione europea avrebbe un “impatto negativo” sulla sicurezza della stessa Unione europea, contro un 25% il quale ritiene che l’adesione potrebbe invece avere un “impatto positivo”. Il 39% degli intervistati considera inoltre che l’ingresso dell’Ucraina avrebbe un “impatto negativo” sulla sicurezza del proprio Paese, mentre solo il 24% si aspetta un “impatto positivo”.
«I dati – spiegano gli analisti Piotr Buras and Engjellushe Morina – suggeriscono che esiste un chiaro divario nel modo in cui i cittadini vedono il tema dell’allargamento: i cittadini degli Stati membri più vecchi, tra cui l’Austria, la Francia, la Danimarca e la Germania, sono più inclini a opporsi a un ampliamento dell’adesione, mentre quelli degli Stati membri più recenti, tra cui la Polonia e la Romania, vedono l’allargamento in una luce più favorevole».

Il nodo Ungheria
Il sondaggio è stato pubblicato a ridosso di un summit europeo, giovedì 14 e venerdì 15 dicembre, nel quale i Ventisette devono decidere se e come aprire le porte dell’Unione europea all’Ucraina, alla Moldavia, alla Georgia e alla Bosnia-Erzegovina. A complicare le discussioni è ufficialmente l’Ungheria, contraria al rapido ingresso dell’Ucraina. Lo studio demoscopico lascia intendere tuttavia che dubbi sull’allargamento serpeggiano anche nelle pubbliche opinioni di altri paesi membri.

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