POLITICA
Fonte: La Stampa
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Il segretario deve spiegare al suo partito come intende risolvere
il nodo della legge elettorale. L’unica opzione? Chiedere carta bianca

ROMA

L’uomo nuovo della politica italiana, Matteo Renzi, è al primo passaggio stretto della sua carriera da leader nazionale: oggi alle 16, davanti alla direzione del suo partito, dovrà spiegare come intende risolvere il dossier del quale si è occupato in modo esclusivo, la legge elettorale. Fino a ieri sera, ma stamani sono previsti contatti importanti, Renzi si è visto spalancare davanti a sé la palude: anche per effetto del suo approccio declamatorio e talora provocatorio, gli unici che lo seguono sono i berlusconiani. Con effetti politici che potrebbero rivelarsi molto originali e scivolosi per Renzi: contribuire a rimettere in gioco Berlusconi, tagliarsi la strada verso una soluzione a breve dell’enigma elettorale.

 

Renzi è ad un passo dal binario morto, perché quasi tutti i soggetti politici si sono defilati. Beppe Grillo, attraverso il suo “ideologo” Casaleggio, in trasferta a Roma, si è chiamato fuori, confermando che i Cinque Stelle non collaboreranno mai col “sistema”, neppure per riforme che loro stessi dicono di volere. La formazione del vicepremier Angelino Alfano è ansiosissima di trovare un accordo (elezioni anticipate potrebbero segnare la fine della loro breve vita politica), ma si vende cara la pelle e non vuole una legge elettorale che la penalizzi. Berlusconi ha mandato allo scoperto i suoi emissari ma è bastata la sua presenza sullo sfondo per riaccendere una polemica dentro il Pd, quella di sempre: si tratta o no con l’”uomo nero”? Il presidente del Consiglio, col suo pragmatismo al limite dell’agnosticismo, nicchia, è pronto ad offrire la sua sapiente mediazione sul testo di compromesso che fosse maturato. E ieri sera il minimo comun denominatore era un Mattarellum integrale a due turni, ma con tanti scontenti da contentare.

 

Oggi dunque è la prima giornata importante della nuova stagione: come ha detto Renzi, le riforme storiche non si fanno a maggioranza. Ma neppure con un accordo esclusivo con Berlusconi, l’unico leader del ventennio precedente che tornerebbe in “vita”, più centrale che mai. E’ dunque probabile che oggi, davanti alla Direzione del Pd, Renzi chieda carta bianca per una trattativa che gli si sta rivelando più complessa di quanto lui potesse immaginare.

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