I dati Censis ci dicono di una fiducia sconfinata nella tecnologia (+723,3 negli ultimi vent’anni): smartphone e computer; mentre la spesa per la cultura si riduce di un terzo (-34,6%). Più smartphone, meno libri (-24,6%)
La parola dell’anno, stando all’Istituto Treccani, è «fiducia». Una bella parola che dà fiducia, un investimento nel futuro, come ha scritto Antonio Carioti. Poi, sempre sabato, vai a vedere il nuovo Rapporto Censis, cerchi dove sta la fiducia e non la trovi, o meglio la trovi qua e là allegramente riposta in Putin, in Trump, in Orbán, in Erdogan e in Xi Jiping… Fiducia insomma in un autocrate qualunque, purché sia autocrate. Totale sfiducia nelle dinamiche della politica democratica, totale fiducia nel comando. Per fortuna, in percentuale maggioritaria (66,7 %), la fiducia degli italiani va anche a una figura un po’ più rassicurante, quella di Leone XIV. Gli italiani fanno molto sesso, ed è una bella notizia, ma senza fiducia nel futuro (la natalità diminuisce). Soprattutto, manifestano una fiducia sconfinata nella tecnologia (+723,3 negli ultimi vent’anni): smartphone e computer; mentre la spesa per la cultura si riduce di un terzo (-34,6%). Più smartphone, meno libri (-24,6%).
Ora, se si calcola che la spesa per un telefonino è infinitamente superiore rispetto alla spesa per un libro, cade penosamente l’idea (diffusa) che l’acquisto di libri sarebbe scoraggiato dai prezzi di copertina troppo alti. Fiducia nelle proprie tasche quando sei in un negozio di accessori digitali, radicale sfiducia quando ti trovi davanti alla vetrina di una libreria? Curioso. Spiegava molto bene qualche tempo fa Sandro Ferri, l’editore di E/O, come funzionano i prezzi dei libri (quasi sempre in perdita). E ricordava la possibilità di comperare i capolavori della letteratura a prezzi stracciati nelle collane tascabili. Per non dire dell’usato: l’usato dei libri è relativo, perché, a differenza della tecnologia che si logora subito (e va cambiata), un buon romanzo ha una durata infinita. È la fiducia nella cultura (individuale e collettiva) che manca, quella negli oggetti di consumo è alle stelle.
