L’industria chimica italiana si sta impegnando nella transizione verso prodotti e tecnologie green, contribuendo alla decarbonizzazione di settori chiave come trasporti e agrifood

L’industria chimica è la quinta in Italia per valore della produzione, conta 2.800 imprese e 112mila addetti. Altrettanto centrale è il suo ruolo nelle filiere manifatturiere del Paese. Ben il 95% dei manufatti industriali prodotti ha infatti una componente chimica. Dall’agricoltura alla cosmesi, passando per l’automotive, non c’è quindi industria che possa fare a meno della chimica.
Nonostante questo contributo economico e produttivo significativo, l’industria chimica spesso non gode di una reputazione positiva presso l’opinione pubblica, che tende ad associarla a prodotti nocivi e inquinanti. Questa visione è però quanto di più lontano dalla realtà: è il primo settore nazionale per quota di imprese (circa il 60% sul totale del comparto) che investono in nuovi prodotti e tecnologie green. Una percentuale di quasi 20 punti percentuali superiore alla media del manifatturiero italiano.
Secondo i dati di Federchimica, alla luce di questi investimenti, le emissioni di CO₂, del settore sono già scese ai livelli richiesti al 2030 dalla Commissione Europea. Le sfide normative per la chimica sono però molteplici trattandosi del settore maggiormente interessato dalle iniziative legislative comunitarie che compongono il Green Deal. Si pensi ad esempio alla strategia “Farm to Fork” o al regolamento su un nuovo quadro normativo per imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR).
In questo contesto, il valore della chimica verde è in continua crescita e fa da volano di sostenibilità e circolarità per alcuni dei settori chiave del Made in Italy. La cosiddetta chimica bio-based può infatti giocare un ruolo centrale nel percorso di decarbonizzazione del settore dei trasporti tramite la produzione di biocarburanti ottenuti da biomasse. Bioerbicidi e bio-imballaggi possono ulteriormente valorizzare i prodotti dell’agrifood nostrano agli occhi dei consumatori. Persino nella filiera del legno-arredo si registra una costante minimizzazione delle emissioni inquinanti dei prodotti grazie a vernici e colle a basso impatto ambientale.

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