Le posizioni sembrano ancora distanti e Teheran si prepara alla guerra, coordinandosi con Hezbollah e con i russi: secondo il Financial Times avrebbe firmato accordi con Mosca per l’acquisto di missili. Il Nyt: “Trump propenso a un attacco mirato”

Potrebbe essere l’ultima occasione per la diplomazia. Giovedì ci sarà un nuovo incontro tra americani e iraniani, a Ginevra, conferma il ministro degli esteri omanita. Se gli iraniani ci arrivano disposti a fare concessioni sul nucleare, la strategia americana appare incerta. Secondo quanto riporta il Nyt il presidente Usa è propenso a un attacco mirato contro il Paese. Donald Trump avrebbe detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco mirato non indurranno l’Iran ad accettare le sue richieste di abbandonare il programma nucleare, allora prenderà in considerazione un attacco più pesante nei prossimi mesi.

In una intervista alla Fox, l’inviato Steve Witkoff ha detto che Trump è rimasto sorpreso dal fatto che gli iraniani non si siano ancora arresi alle sue richieste, nonostante l’imponente dispiegamento militare nel Golfo: «È curioso di sapere perché non l’abbiano fatto». Witkoff ha anche detto di aver incontrato il principe Pahlavi «su indicazione del presidente», ma che sarà l’America a decidere sul dossier iraniano. La diplomazia di Teheran intanto si muove, mentre nel Paese continuano e si allargano le proteste nelle università, dopo la brutale repressione di gennaio.

Fonti iraniane fanno sapere alla Reuters di essere pronte a inviare all’estero metà dell’uranio altamente arricchito, a diluire il resto e a partecipare a un consorzio regionale per l’arricchimento in cambio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti del diritto “all’arricchimento nucleare pacifico” e della revoca almeno parziale delle sanzioni. Inoltre, l’Iran offrirebbe alle aziende Usa l’accesso al mercato di petrolio e gas.

Gli americani parlano a più voci. Rubio aveva dichiarato che un accordo avrebbe dovuto comprendere anche limiti ai missili e stop al sostegno ai proxies regionali — richieste su cui spinge Israele — ma Witkoff non ha menzionato questi temi. Anche sul nucleare, non è chiaro se gli Usa siano disposti ad accettare un livello simbolico di arricchimento. Le posizioni sembrano ancora distanti e Teheran si prepara alla guerra, coordinandosi con Hezbollah e con i russi: secondo il Financial Times avrebbe firmato accordi con Mosca per l’acquisto di missili.

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