Il ministro a Torino: «Abbiamo sempre assicurato la libertà di manifestazione a chiunque, non abbiamo mai vietato manifestazioni. Ma vanno respinte tutte le forme di violenza»
«È chiaro che c’è qualcuno che vuole creare meccanismi di saldatura tra i canali consolidati della protesta, ad esempio il mondo antagonista e anarchico che qui a Torino conosciamo, e queste forme di mobilitazione che si sono manifestate prima in Europa. C’è un utilizzo strumentale anche delle masse giovanili, spesso composte da minorenni, molti dei quali sono pronti a compiere attività di puro vandalismo per aggregarsi e creare massa critica nei confronti della destabilizzazione e del disordine puro». Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulle manifestazioni delle ultime settimane, in uscita dal Comitato di ordine e sicurezza pubblico a Torino.
Il caso Youssef Siher
Il ministro fa un cenno anche a Youssef Siher: «Proprio a Milano, e non solo a Milano, c’era stata un’indagine che ha individuato una persona che si era resa artefice di queste iniziative. Al di là dei singoli passaggi giudiziari, questa persona si era resa protagonista del tentativo di organizzare una sorta di manifestazione disordinata e violenta, un po’ in tutte le città. Questo è emerso dagli elementi di indagine. Poi – continua Piantedosi, esprimendo un punto diverso molto diverso da quello della premier Meloni – c’è stata la vicenda giudiziaria, per le cui decisioni, in tutte le fasi e i gradi di giudizio, nutriamo sempre profondo rispetto».
Le prossime mobilitazioni: «La violenza va respinta»
Sulle prossime mobilitazioni, già annunciate dai collettivi e gruppi studenteschi, il ministro si mostra ottimista: «Come avete visto, credo ci siano segnali di progressiva attenzione. Stiamo mettendo in campo le nostre forze di polizia, che sono le migliori al mondo e hanno saputo fare tesoro anche delle esperienze vissute. Credo che nel passaggio tra i vari fine settimana e oggi abbiamo registrato dei miglioramenti nella gestione di questi fenomeni. Confido che questo avverrà anche nelle prossime settimane».
Sulle misure che verranno adottate per la manifestazione di sabato, Piantedosi garantisce: «Noi abbiamo sempre assicurato la libertà di manifestazione a chiunque, su tutto il territorio nazionale non abbiamo praticamente mai vietato manifestazioni. Non ci sono manifestanti feriti in queste manifestazioni, questo è il segno e la prova tangibile del fatto che l’approccio che stiamo avendo è quello di favorire la libertà di manifestazione del pensiero. Però, allo stesso tempo, chiaramente vanno respinte tutte le forme di violenza e tutte le forme che in qualche modo non possono essere tollerate, anche a beneficio di chi manifesta pacificamente».
Più agenti a Torino: «1.250 in meno di due anni»
«Siamo pronti anche per le prossime manifestazioni – continua Piantedosi – con i metodi che abbiamo già sperimentato. Ho assicurato che ci sono le forze necessarie e che continueremo a dare rinforzi a Torino e all’area metropolitana: in un anno e otto mesi abbiamo assegnato a questo territorio 1.250 nuove risorse, di cui 250 in più rispetto al normale turno». Numeri, va avanti il ministro, che sono «un segno particolare dell’attenzione che dedichiamo e che continueremo a dedicare anche con l’anno nuovo: abbiamo chiesto a livello nazionale di immettere ancora più di 25.000 unità di personale delle tre forze di polizia».
Conclude: «Le nostre forze di polizia, che lo ripeto sempre, sono le migliori al mondo, hanno saputo fare tesoro anche delle esperienze che abbiamo vissute e credo che nel passaggio tra i vari fine settimana ad oggi abbiamo segnato degli obiettivi, tra virgolette, miglioramenti in qualche modo nella gestione di questi fenomeni e confido che pure nella prossima settimana tutto andrà bene».
