27 Ottobre 2026

Gridare le proprie ragioni è un diritto, distruggere è una sconfitta. A chi giova quanto sta succedendo?

Avere paura dei propri figli è una novità che è piombata su molte famiglie come una sorpresa dolorosa. Spesso i figli sono stati vissuti come misteriosi, a volte come nemici, ma mai come dei piccoli teppisti senza vergogna.
È chiaro che sto parlando di quei bambini (si può ormai chiamare bambino un piccolo di undici anni?) che in questi giorni hanno rotto vetrine, lanciato sassi e bombe di carta, invaso una libreria e rubato oggetti di valore.
Premetto che sono molto contenta di vedere i ragazzi di nuovo prendere posizione, scendere in strada a protestare per le condizioni della scuola che sono allarmanti. Lo dico e lo ripeto, l’ho anche scritto più volte, secondo me la scuola è stata dissacrata, privata dei suoi valori culturali e del suo prestigio. Ed è una cosa gravissima. La scuola è il futuro del Paese, e andrebbe rispettata e amata. Per questo penso che gli studenti facciano benissimo a protestare.
Ma quando vedo in televisione (ormai lo sappiamo: ogni movimento viene filmato e mostrato sui cellulari) dei giovanotti tutti vestiti di nero, col cappuccio in testa e perfino la maschera che copre la faccia per non farsi riconoscere, mi viene da pensare a una organizzazione ben costruita che interviene nei momenti più delicati per rovinare la sacrosanta protesta dei nostri studenti.
Già il fatto che vadano coperti è segno che vogliono nascondersi sapendo che agiranno contro la legge. Ma anche contro il buon senso e i diritti civili. Chi protesta per ragioni legittime non ha bisogno di coprirsi, anzi ci mette la faccia.
Inoltre questi misteriosi giovanotti arrivano armati di bastoni, di bombe di carta, di oggetti contundenti e questo mostra che hanno intenzioni violente fin dall’inizio. Gli osservatori si chiedono che intenzioni abbiano, perché irrompano in mezzo a dimostrazioni pacifiche togliendo agli studenti il diritto alla legalità e alla pace. Molti si chiedono se dietro questo perfetto squadrismo ci siano degli adulti che incitano alla violenza: a cosa tendono, perché scelgono di trasformare una forma di ragionevole protesta in atti di teppismo organizzato?
La risposta logica sta nel solito: cui prodest? La risposta che viene spontanea è: i giovani che rompono e bruciano sono utilissimi per chi vuole promulgare leggi più severe nei riguardi di ogni forma di protesta. E anche, andando più lontano, i selvaggi piacciono a chi vuole dimostrare, alle soglie di importanti elezioni, che i ragazzi di periferia, spesso figli di immigrati, sono i veri nemici del popolo.
Io non so chi li guidi, anche se ho sentito molte interviste in cui si parla di istruzioni e sollecitazioni e suggerimenti che vengono dai Social. Ma so che non aiuta gli studenti delle scuole che protestano. Per questo credo sia importantissimo prevenire le loro incursioni. Appena si vedono dei ragazzi vestiti di nero, con la testa e il volto coperto, bisogna fermarli e prendere le distanze da loro.
Capisco che non è facile, perché come tutti coloro che credono nella guerriglia urbana, i guastatori sanno come e quando inserirsi nelle manifestazioni, come approfittare della folla, come e quando intervenire contro la polizia, come e quando rompere vetrine e devastare il bene pubblico.
Prendersela con i genitori è facile, soprattutto nei casi di minorenni. Ma metterli in prigione non risolve la questione. Si tratta di prevenire con maggiore attenzione sociale e culturale la vita delle periferie, ovvero di coloro che si sentono trascurati e abbandonati. Di coloro che reagiscono, selvaggiamente, non in nome di alcune sacrosante richieste, ma soprattutto per sfogare una rabbia accumulata negli anni, una rabbia che non chiede ragioni, ma vuole solo distruggere e demolire.
Inoltre, ragionando ancora più a fondo, c’è da chiedersi, ma la pratica del rovinare e distruggere da dove viene? Purtroppo l’esempio cala dall’alto, da quei capi di Stato che stanno legittimando la legge della prepotenza, ratificando la vittoria del più forte sul più debole.
L’emulazione soffia come un vento velenoso e lo capiamo dal fatto che questa rabbia irrazionale si sta diffondendo in tutto il mondo. Segno che l’esempio dei maggiori sta prendendo corpo nei minori (di età si intende).
Per fortuna ci sono i responsabili che agiscono anche umilmente facendo corpo e resistenza contro gli egocentrici anarcoidi teppisti. Non c’è che puntare su costoro, e ce ne sono tanti che lavorano nelle scuole con intelligenza e responsabilità. Sono loro che salveranno la scuola, ne sono certa, e li ringrazio in anticipo per l’energia e la passione che mettono nel combattere la tendenza brutale del momento.

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A.N.D.E.
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