Il presidente ucraino a Bruxelles vede Rutte e spinge per nuovi missili. Macron: forniremo i mezzi necessari. L’Olanda: acceleriamo i fondi
Più missili, più munizioni e più copertura satellitare. Il presidente ucraino, Volodomyr Zelensky, è arrivato ieri a Bruxelles per partecipare oggi al Consiglio europeo. E dopo l’affondo di Donald Trump nei suoi confronti e dopo i bombardamenti incessanti della Russia, è tornato a chiedere il sostegno d ell’Europa.
Prima del summit ha anche parlato personalmente con alcuni degli alleati. In primo luogo il segretario generale della Nato, Mark Rutte, seguito dai presidenti di Francia, Polonia, Danimarca e Belgio. E domani vedrà anche quelli di Ungheria, Finlandia, Svezia e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Al momento invece non è previsto un bilaterale con Giorgia Meloni.
«Tutti noi in Europa – ha detto il leader di Kiev – vogliamo che questa guerra finisca. E perché ciò accada, servono segnali forti: maggiore pressione concreta sulla Russia e maggiore sostegno alla difesa dell’Ucraina. Ora più che mai è fondamentale agire insieme per proteggere le vite umane». Ma l’aspetto più urgente riguarda le forniture militari. Anche quelle dell’Alleanza Atlantica. «Negli ultimi giorni – ha sottolineato – ci sono state diverse ondate di attacchi con missili balistici, e i droni d’attacco shahed sono quasi costantemente nei nostri cieli. Dalle ore 24 di ieri fino a ora, i russi hanno già lanciato circa 1.000 droni». Già nei giorni scorsi i vertici ucraini avevano avvertito che le scorte di Patriot erano ormai ridotte al lumicino. Senza le nuove consegne è quasi impossibile tenere in piedi la difesa aerea. E poi c’è il nodo dell’assistenza satellitare di Starlink. Senza la quale non si possono lanciare i razzi e non possono partire in volo i caccia. Per questo servono i rifornimenti e «questo vale in particolare per gli intercettori di missili balistici e le munizioni per gli F-16. Stiamo lavorando su nuovi pacchetti di difesa aerea».
Oggi i 27 si confronteranno anche sulla linea politica da seguire nei prossimi giorni. Il premier olandese, Rob Jetten, ha invitato «tutti i leader europei a fare di più, sia sul piano finanziario che su quello militare perché molti Paesi europei sono indietro nel sostegno all’Ucraina: diamo un’accelerata ai nostri sforzi e assicuriamoci che possano vincere questa guerra insensata». «Posso rassicurarvi, cari amici ucraini e presidente Volodymyr Zelensky – ha scandito il polacco Tusk – che non siete soli».
Zelensky nelle ultime ore ha insistito affinché l’Ue nomini un inviato speciale in grado di sedersi al tavolo delle trattative con il Cremlino per la tregua o per la pace. Ipotesi che l’Unione sta adesso valutando con maggiore attenzione proprio per non lasciare a Trump tutto lo spazio negoziale con Putin.
Ma i partner europei vogliono nello stesso tempo che Zelensky assuma una linea più dialogante con il presidente americano. O almeno di moderare i toni con l’inquilino della Casa Bianca con l’obiettivo di non inasprire i rapporti. Nessuno nega con il presidente ucraino che le posizioni di Trump siano a dir poco inaffidabili, ma un po’ di real politik può aiutare.
L’Alta Rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, però non vuole retrocedere e nei confronti di Washington ha usato ieri gli stessi toni del passato: «Decisamente abbiamo un approccio diverso su questa guerra. Pensiamo che si debba fare pressione sull’aggressore perché fermi la guerra, non sulla vittima perché si arrenda. Strangolare l’Ucraina non è l’approccio giusto».
